PASSO DELL'ALPE, 2461m (Sondrio)



Accesso da Le Prese 16,2 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Le Prese(954)-Fumero(1465) 

A

6,4

511

7,98

Fumero(1465)-Passo dell'Alpe(2461)
N A
9,8

996

10,16

Accesso da Bormio 21,3 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Bormio(1201)-Uzza(1307)
A
2,4

106

4,42

Uzza(1307)-Sant'Antonio(1339)

A

2,4

32

1,33

Sant'Antonio(1339)-Santa Caterina(1738)

A

7,8

399

5,11

Santa Caterina(1738)-Plaghera(2052)

A

4,7

314

6,68

Plaghera(2052)-Passo dell'Alpe(2461)
N A

4,0

409

10,22




Il valico collega la Valfurva ad est con la Valle di Rezzalo ad ovest; entrambe sono laterali della Valtellina; fra Bormio e Le Prese ci sono solo 14,6 Km di fondovalle per cui risulta facilmente realizzabile il giro circolare completo; il percorso si sviluppa all'interno del parco nazionale dello Stelvio in un bellissimo ambiente naturale.
La salita dalla Valfurva segue in gran parte la strada asfaltata per il Passo di Gavia (2621m) prima di affrontare il breve e faticosamente ciclabile tratto a fondo naturale che conduce al valico, mentre il versante della Valle di Rezzalo presenta molti chilometri a fondo naturale ed il tratto conclusivo presenta tratti difficilmente ciclabili anche per atleti molto abili e ben allenati.

Sul versante occidentale si lasciano il fondovalle valtellinese e la strada statale N. 38, dello Stelvio, a Le Prese (954) dove si imbocca una buona strada asfaltata che sale decisamente tra le case e dopo il 1° tornante continua tra bosco e pareti rocciose raggiungendo il 2° stretto ed ardito tornante.
Dopo il cartello “Frontale” si affrontano 4 duri e ravvicinati tornanti tra i prati e 2 tra le prime case del paese; nel centro di Frontale (1166m) dopo un parcheggio si affronta il 9° tornante; si lascia a destra una breve diramazione per la chiesa parrocchiale e si esce dal paese affrontando il 10° tornante.
Si affrontano più distanziati tra i prati l'undicesimo ed il 12° tornante, in corrispondenza del quale si ignora la diramazione cementata a sinistra; poi si incontra una serie di 8 tornanti ravvicinati che entrano nel bosco; dopo il 20° tornante (1446m), che conclude questa sequenza di tornanti in posizione impervia, si percorre una stretta galleria in curva ma illuminata a aperture sul lato valle e dopo un piccolo parcheggio si arriva a Fumero (1465m).
Dopo il primo piccolo nucleo di case si procede quasi in piano fino al nucleo principale con la chiesa e si prosegue in falsopiano raggiungendo la località Segondin (1476m); poco dopo presso le ultime case in località Fontanaccia in corrispondenza di un piccolo slargo (1510m) termina il tratto asfaltato.
Si procede su strada a fondo naturale interdetta al traffico motorizzato non autorizzato, costeggiando gli impianti idroelettrici dell'AEM; dopo aver lasciato a destra la diramazione per la Baite Pontela si affrontano i ravvicinati 21° tornante (1652m) e 22° tornante e si raggiungono Fraita (1694m) e le Gande.
Si continua lungo il torrente Rezzalasco e dopo aver superato l'incrocio (1810m) per Teàt e le Saline si sfiorano le baite Macòggia (1852m) e si perviene alla chiesetta di San Bernardo (1853m).
Si lascia a sinistra l'accesso al rifugio La Baita, si continua su strada pianeggiante e si superano le baite Snera (1859m), il bivio (1860m) per la baite Gnera, le baite Malnivo e le baite Ronzone (1877m); si attraversa il torrente al Ponte del Merlo (1897m) e si sale ripidamente; dopo aver lasciato a sinistra ad un incrocio (2008m) una stradina per Campobugatone (2024m) si sale con 8 duri e ravvicinati tornanti; dopo l'ultimo tornante (2093m) si arriva al pianoro di Clevaccio (2137m).
Si riattraversa il torrente (2131m) in località Saleit, si oltrepassa l'incrocio (2207m) dove si lascia a sinistra il tracciato per le vicine baite Tegiacce (2224m) e si raggiunge il tremine della strada (2258m).
Seguendo faticosamente il ripido sentiero, quasi sempre ciclabile ma con alcuni passaggi superabili solo da atleti molto forti e ben allenati, si raggiunge il valico.

A Bormio (1201m) si imbocca la Valfurva in moderata salita; dopo il barocco santuario ottagonale della Madonna della Misericordia si sale ripidamente al borgo di Uzza (1307m); in leggera discesa e poi in falsopiano si attraversano senza soluzione di continuità gli abitati di San Nicolò (1319m) e Sant'Antonio (1339m), sede del comune di Valfurva, dove si incontra un breve tratto di pavè; in tutte le tre frazioni si trovano fontane utili per approvvigionarsi d'acqua.
Dopo un tratto di leggera ascesa la strada entra in una gola boscosa in dura salita ma con tracciato largo, ben asfaltato e senza curve difficili: è un tratto che si presta a forti velocità in discesa; dopo una semigalleria paravalanghe si procede con forte ascesa intervallata da brevi tratti di falsopiano fino a Santa Caterina Valfurva (1738m), località turistica in splendida posizione ai piedi del Cevedale.
La strada diventa stretta e si affrontano molti severi tornanti: il 1° tornante alla fine del centro abitato, il 2° tornante ai limiti di una pista da sci, il 3° tornante alla partenza di alcuni sentieri pedonali, il 4° tornante (1901m), il 5° tornante, il 6° tornante subito seguito dall'incrocio (1969m) con la strada sterrata che conduce al rifugio Paradiso ed il 7° tornante (2021m) tra i prati in corrispondenza dell'imbocco di una strada sterrata a sinistra; ad un incrocio (2052m) si lascia a destra una sterrata per le baite di Plaghera.
Subito dopo l'ottavo tornante, che si trova in prossimità del tracciato di una seggiovia, si oltrepassa una casa rurale (2081m); si affrontano il 9° tornante (2126m) ed il 10° tornante (2167m) in corrispondenza del quale si distacca la strada sterrata per il rifugio Palù; subito dopo si lascia a destra un'altra diramazione a fondo naturale.
Gli alberi diventano sempre più radi e la strada più ripida mentre il panorama risulta sempre più grandioso sul gruppo dell'Ortles-Cevedale ed i suoi ghiacciai; dopo un breve falsopiano nei pressi della malga dell'Alpe la strada effettua una diversione nella laterale valle dell'Alpe; dopo uno spiazzo per il parcheggio appena prima del Ponte dell'Alpe (2294m) si abbandona la strada asfaltata per il Passo di Gavia e si imbocca la ripida mulattiera a fondo naturale.
Si inizia subito con una rampa molto ripida seguita da un tratto meno difficile e da un'altra ripidissima rampa; dopo aver attraversato il torrentello (2428m) si affronta il pezzo finale che conduce al Passo dell'Alpe; in alcuni passaggi la combinazione di elevate pendenze e fondo difficile può costringere a mettere piede a terra, ma questo dipende dalla forza del ciclista e dallo stato del fondo che può variare di anno in anno.



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