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Il
valico é situato sullo spartiacque tra la Valvestino ad
ovest e la Valle della Gere ad est, entrambe tributarie del Lago
di Garda e risulta raggiungibile su entrambi i versanti con
strade non asfaltate provenienti unicamente dal Lago di Garda,
che superano vari crinali e percorrono tratti di diverse valli;
dal momento che i tracciati di entrambi i versanti partono sempre
da Gargnano si può percorrere con un chilometraggio
moderato l'intero itinerario circolare che offre spunti di grande
interesse panoramico ed ambientale.
Sul versante orientale
da Gargnano si segue la strada Gardesana occidentale con tre
antipatiche gallerie, poi si svolta seguendo le indicazioni per
Tignale e si inizia a salire con splendido panorama sul
lago. L'alternativa consigliata per le mountain-bike in questo
tratto è rappresentata dalla vecchia statale Gardesana,
ora abbandonata a seguito della costruzione della variante in
galleria: si segue dunque una stradina che da Gargnano costeggia
il lago in una zona di ville raggiungendo la località di
San Giacomo, dove inizia a salire con alcuni strappi; dopo una
piccola centrale dell'Enel si incontrano due cartelli di divieto
di transito ed una sbarra che blocca le automobili lasciando il
varco per le biciclette. Si continua in forte salita pedalando
senza problemi su strada dall'asfalto alquanto rovinato e con
molti sassi caduti dalla montagna in mezzo ad una vegetazione
straripante; dopo una seconda sbarra, che occorre scavalcare, si
raggiunge la statale; bisogna svoltare subito a sinistra lungo la
vecchia provinciale per Tignale, oggi quasi abbandonata, che sale
ripida e stretta a tornanti senza traffico con fondo ancora
asfaltato anche se piuttosto rovinato per la mancanza di
manutenzione. Presso una casa isolata si incontra un tratto
pianeggiante, poi in sensibile discesa si raggiunge la nuova
provinciale, ampia e ben asfaltata che sale con impegnativa
pendenza e splendido panorama sul lago; la diversione descritta
comporta un allungamento di circa un chilometro ed è
sicuramente consigliata a chi non ama il traffico e le
gallerie. Dopo una breve galleria la strada effettua una
profonda diversione nella Valle di Vione diventando quasi
pianeggiante; dopo il ponte sul torrente riprende a salire con
sensibile pendenza per raggiungere la parte bassa di Oldesio
(467m), paese costruito su una terrazza naturale sul lago, il cui
centro è raggiungibile con una breve deviazione. Con
due tornanti, di cui il primo molto panoramico, si raggiunge
Gardola (555m), capoluogo del comune di Tignale; si attraversa il
paese proseguendo per la frazione Olzano (625m); su strada a
fondo naturale si continua in direzione ovest e poi nord
aggirando la montagna che domina Gardola; con alcuni tornanti si
sale alle pendici del Dosso Piemp (1207m) fino al Rifugio Cima
Piemp (1151m), dove termina il tratto asfaltato. La strada
prosegue sterrata in dolce discesa, aggira la testata della Valle
delle Fornaci e dopo aver contornato la Cima di Traval (1187m)
aggira la testata della Valle della Gere e sale ripidamente al
Passo Segable (1216m) con pendenze fino al 12%; in decisa discesa
si passa ai piedi della Cima delle Carbonare (1164m) e si
raggiunge il Passo di Erè (1131m). Il valico é
un ben segnalato crocevia di itinerari percorribili sia a piedi
che in mountain-bike e risulta immerso nel fitto bosco che
ostacola la vista, altrimenti spettacolare sul lago ed il Monte
Baldo da un lato e sui monti della Valvestino dall'altro; verso
nord una strada non asfaltata raggiunge la ben visibile Cascina
Nuova e prosegue per il Passo di Scarpapè (1242m).
Sul
versante occidentale a Gargnano si lascia la sponda del Lago di
Garda e si imbocca ad un incrocio (84m) la strada asfaltata per
la Valvestino ed il Lago d'Idro che sale tra la vegetazione
lussureggiante e le ville con impegnativa pendenza ma presenta
alcuni tratti facili per rifiatare mentre si gode uno splendido
panorama sul lago e sul Monte Baldo. Dopo un lungo traversone
si affronta il primo tornante (169m) e dopo il secondo tornante
(265m) si transita in località Piazze di Musaga. Si
guadagna quota con i ravvicinati 3° tornante (327m), 4°
tornante (344m) e 5° tornante (381m) ed in corrispondenza del
6° tornante (416m) si lascia a destra la diramazione per
Musaga. Appena prima di entrare nel paese di Navazzo ad un
incrocio (483m) si abbandona la strada provinciale per la
Valvestino e si svolta a destra seguendo le indicazioni per
Sasso, Liano, Formaga, Briano e Costa e procedendo in falsopiano
fino all'ampio 7° tornante (516m), dove si ignora la
diramazione a destra per Sasso. Dopo l'ottavo tornante (548m)
si raggiunge la chiesa di Liano (556m) e si evita il paese
lasciandolo sulla destra; dopo il 9° tornante (582m) in
corrispondenza del 10° tornante (585m) si lascia a destra una
diramazione per il centro di Liano e si attraversa il piccolo
borgo di Formaga (587m). Si affronta l'undicesimo tornante
(623m) e si percorre un lungo traversone fino all'ampio 12°
tornante (712m); si arriva alla Bocchetta del Santo di Liano
(741m), aperta tra il Monte Pler (962m) ed il Monte Avertis
(915m), dove si lascia a destra la strada per Briano e la
Bocchetta di Lovere (1052m). Si entra nella Valle della
Caminala, laterale della Valvestino, e si continua su strada
ancora asfaltata scendendo dolcemente; sulla sinistra in basso si
scorge la diga che genera il Lago di Valvestino. Dopo due
chilometri di moderata discesa si passa un ponticello, si
affronta una breve ma ripida rampa, si discende ancora brevemente
ed in sensibile salita si raggiunge l'evidente valico della Bocca
Magno (784m), dove sorgono una fattoria ed una cappella e si
passa nella Valle Grande o Valle del Rio della Costa sulla quale
si apre un ampio panorama. Dal valico si individuano bene il
paese di Costa ed il crinale su cui si inerpica il tratto
successivo del tracciato. Si scende con un tornante ed un
tratto dalle pendenza impegnativa poi si continua in discesa
moderata con qualche facile contropendenza in mezzo ai pascoli
dell'ampia vallata fino a raggiungere il ponte sul Rio della
Costa (665m) dove si riprende a salire ripidamente Dopo un
tornante si incontra il piazzale della chiesa parrocchiale
dedicata a San Bartolomeo dove si trova l'ultima fontanella per
potersi approvvigionare d'acqua; dopo il successivo tornante si
arriva a Costa (768m); in corrispondenza del Monumento ai Caduti
si tiene a destra e si imbocca la Via Boccapaolone che sale molto
stretta e ripida ma asfaltata. Si ignora lo sterrato a destra
per i piccoli nuclei di Piazza e Paolone e si continua nel bosco
con dure pendenze mentre sulla destra svetta in secondo piano il
Monte Baldo; si arriva alla Bocca Paolone (953m) dove si ignora
il tracciato che si dirama a sinistra per Cadria e dopo 120 metri
quello che si distacca a destra; si affrontano due ripidi
tornanti con il fondo asfaltato anche se sporco di rametti e
sassolini e con il secondo si supera il crinale entrando nella
Valle dell'Era. 570 metri dopo la Bocca Paolone termina il
tratto asfaltato e si affronta un pezzo molto difficile per
l'elevata pendenza ed il fondo molto sassoso ed instabile; la
ruota posteriore tende a slittare e spesso si può essere
costretti a mettere piede a terra. Dopo alcune centinaia di
metri la ciclabilità migliora e la pendenza diminuisce e
con ampio panorama sui monti della Valvestino si arriva al Passo
della Colomba (1109m), dove si ignora una carreggiabile a destra
chiusa da una sbarra e non si supera il crinale. Si prosegue
con facili pendenze ed ottimo fondo in terra battuta; poco dopo
la pericolante Cascina Piere (1119m) si arriva con una brevissima
rampetta al Passo di Erè.
(Itinerario percorso il
31 marzo 2012 salendo da Costa)
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