BAITA DEL PASTORE, 2165m (Sondrio)



Accesso da Bormio 16,1 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Bormio(1201)-Uzza(1307)
A
2,4

106

4,42

Uzza(1307)-San Nicolò(1319)  

A

1,2

12

1,00

San Nicolò(1319)-Madonna dei Monti(1512) 

A

2,2

193

8,77

Madonna dei Monti(1512)-Niblogo(1601)

A

1,1

89

8,09

Niblogo(1601)-Ponte Tre Croci(1618)
N A

1,2

17

1,42

Ponte Tre Croci(1618)-Ponte di Cantonecc(1740)
N A

1,5

122

8,13

Ponte di Cantonecc(1740)-Zebrù di Giardin(1866)
N A

1,2

126

10,50

Zebrù di Giardin(1866)-ponte Baite di Pecè(1906)
N A

1,7

40

2,35

ponte Baite di Pecè(1906)-quarto ponte(1924)
N A

0,3

18

6,00

quarto ponte(1924)-Baita Campo(2000) 
N A

1,1

76

6,91

Baita Campo(2000)-Baita del Pastore(2165) 
N A

2,2

165

7,50




La località è situata alla testata settentrionale della bellissima Valle dello Zebrù, laterale della Valfurva, in alta Valtellina, ed è raggiunta da una lunga pista sempre ciclabile che presenta pendenze irregolari ma in alcuni tratti molto dure.

A Bormio (1201m) si imbocca la strada asfaltata del Passo di Gavia (2621m) che risale l'inizio della Valfurva in moderata salita; dopo il barocco santuario ottagonale della Madonna della Misericordia si sale ripidamente al borgo di Uzza (1307m) e si raggiunge in leggera discesa e falsopiano l'abitato di San Nicolò (1319m); 200 metri dopo la chiesa nella piazza principale si svolta a sinistra seguendo i cartelli per la Val Zebrù.
Si imbocca una ripida strada asfaltata che sale tra le case della parte alta di San Nicolò; in un paio di incroci occorre seguire le indicazioni per Madonna dei Monti.
Dopo il 1° tornante (1357m) in località Teregua la salita diventa irregolare e si snoda in costa sempre al sole alternando tratti ripidi e pezzi di salita moderata; si affrontano il 2° tornante (1437m) ed il 3° tornante (1458m).
In dura ascesa si raggiunge l'abitato di Madonna dei Monti (1512m); si incontrano il 4° tornante di fronte alla chiesa della Madonna del Carmine e, dopo 220 metri, il 5° tornante (1519m), in corrispondenza dell'incrocio per Canareglia, la strada militare dell'Ables e l'Alpe Cristallo (2730m).
La salita continua dura ed asfaltata superando Plazzola (1541m) ed arrivando a Niblogo, dove si trova un parcheggio (1601m) dove termina il tratto liberamente percorribile con i veicoli a motore; solo gli autoveicoli autorizzati possono risalire la Val Zebrù.
La pista prosegue con buon fondo naturale, protetta con una ringhiera in legno, a grande altezza sul profondo imbocco della Val Zebrù; la salita è generalmente moderata con qualche strappo più duro.
Dopo il Ponte Receneccia sul torrente Valle Ardof si raggiunge l'incrocio appena prima del Ponte delle Tre Croci (1618m) sul torrente Zebrù, dove si lascia a destra la carreggiabile alternativa che sale da Sant'Antonio, e si prosegue a sinistra nella stretta gola con una rampa che conduce al 1° ponte su cui si attraversa il torrente Zebrù.
La pista dapprima costeggia il torrente e poi si impenna e sale ripidissima nel fitto bosco oltrepassando una baita in località i Plaz ed affrontando i ravvicinati 6° tornante (1680m) e 7° tornante; dopo l'incrocio con una carreggiabile a destra il tracciato diventa quasi pianeggiante fino al Ponte di Cantonecc (1740m), dove si riattraversa il torrente.
Si affronta una ripida ascesa nel bosco affrontando l'ottavo tornante, dove si lascia a destra un sentiero pedonale, ed il 9° tornante (1788m), si passa ai piedi delle baite di Zebrù di Fuori (1825m) e si raggiunge la località di Zebrù di Giardin (1866m), dove la dura salita si interrompe.
Il percorso continua in moderata ascesa superando Zebrù di Dentro e Chitomàs (1881m) e con una breve sensibile discesa si raggiunge il torrente e lo si attraversa sul 3° ponte (1906m) presso le Baite di Pecè; dopo una breve ripida rampa si riattraversa il torrente sul 4° ponte (1924m).
Si continua lungo il versante nord in salita dapprima sensibile e poi moderata, si oltrepassa la località Pramighèn e si scende leggermente per attraversare il torrente sul 5° ponte (1948m).
Subito dopo il ponte si incontrano il Ristoro La Baita e le Baite Campo di Fuori ed in forte salita si raggiunge il Rifugio Baita Campo (2000m); dopo aver oltrepassato le Baite Campo di Dentro (2009m) si attraversa il torrente Zebrù sul 6° ed ultimo ponte (2020m).
Si sale duramente fino al 10° tornante (2030m), poi l'ascesa diventa ripidissima e si snoda in costa senza soste con qualche tratto esposto fino alla Baita del Pastore (2165m).
Dopo un'area attrezzata per la sosta con una bellissima fontana di acqua freschissima si attraversa con un ponticello in legno senza protezioni laterali il torrente laterale Marè e si arriva alla baita; il panorama è meraviglioso con cime alte e grandiose e possenti ghiacciai.
La mulattiera prosegue poco ciclabile fino alla partenza (2525m) della teleferica per il Rifugio V° Alpini (2878m): le pendenze ripidissime ed il fondo molto sassoso rendono percorribili in sella solo pochi tratti anche ai ciclisti più allenati e ben equipaggiati.

(Itinerario percorso il 21 giugno 1998)



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