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La
località è situata alla testata settentrionale
della bellissima Valle dello Zebrù, laterale della
Valfurva, in alta Valtellina, ed è raggiunta da una lunga
pista sempre ciclabile che presenta pendenze irregolari ma in
alcuni tratti molto dure.
A Bormio (1201m) si imbocca la
strada asfaltata del Passo
di Gavia (2621m) che risale l'inizio della Valfurva in
moderata salita; dopo il barocco santuario ottagonale della
Madonna della Misericordia si sale ripidamente al borgo di Uzza
(1307m) e si raggiunge in leggera discesa e falsopiano l'abitato
di San Nicolò (1319m); 200 metri dopo la chiesa nella
piazza principale si svolta a sinistra seguendo i cartelli per la
Val Zebrù. Si imbocca una ripida strada asfaltata che
sale tra le case della parte alta di San Nicolò; in un
paio di incroci occorre seguire le indicazioni per Madonna dei
Monti. Dopo il 1° tornante (1357m) in località
Teregua la salita diventa irregolare e si snoda in costa sempre
al sole alternando tratti ripidi e pezzi di salita moderata; si
affrontano il 2° tornante (1437m) ed il 3° tornante
(1458m). In dura ascesa si raggiunge l'abitato di Madonna dei
Monti (1512m); si incontrano il 4° tornante di fronte alla
chiesa della Madonna del Carmine e, dopo 220 metri, il 5°
tornante (1519m), in corrispondenza dell'incrocio per Canareglia,
la strada militare dell'Ables e l'Alpe Cristallo (2730m). La
salita continua dura ed asfaltata superando Plazzola (1541m) ed
arrivando a Niblogo, dove si trova un parcheggio (1601m) dove
termina il tratto liberamente percorribile con i veicoli a
motore; solo gli autoveicoli autorizzati possono risalire la Val
Zebrù. La pista prosegue con buon fondo naturale,
protetta con una ringhiera in legno, a grande altezza sul
profondo imbocco della Val Zebrù; la salita è
generalmente moderata con qualche strappo più duro. Dopo
il Ponte Receneccia sul torrente Valle Ardof si raggiunge
l'incrocio appena prima del Ponte delle Tre Croci (1618m) sul
torrente Zebrù, dove si lascia a destra la carreggiabile
alternativa che sale da Sant'Antonio, e si prosegue a sinistra
nella stretta gola con una rampa che conduce al 1° ponte su
cui si attraversa il torrente Zebrù. La pista dapprima
costeggia il torrente e poi si impenna e sale ripidissima nel
fitto bosco oltrepassando una baita in località i Plaz ed
affrontando i ravvicinati 6° tornante (1680m) e 7°
tornante; dopo l'incrocio con una carreggiabile a destra il
tracciato diventa quasi pianeggiante fino al Ponte di Cantonecc
(1740m), dove si riattraversa il torrente. Si affronta una
ripida ascesa nel bosco affrontando l'ottavo tornante, dove si
lascia a destra un sentiero pedonale, ed il 9° tornante
(1788m), si passa ai piedi delle baite di Zebrù di Fuori
(1825m) e si raggiunge la località di Zebrù di
Giardin (1866m), dove la dura salita si interrompe. Il
percorso continua in moderata ascesa superando Zebrù di
Dentro e Chitomàs (1881m) e con una breve sensibile
discesa si raggiunge il torrente e lo si attraversa sul 3°
ponte (1906m) presso le Baite di Pecè; dopo una breve
ripida rampa si riattraversa il torrente sul 4° ponte
(1924m). Si continua lungo il versante nord in salita dapprima
sensibile e poi moderata, si oltrepassa la località
Pramighèn e si scende leggermente per attraversare il
torrente sul 5° ponte (1948m). Subito dopo il ponte si
incontrano il Ristoro La Baita e le Baite Campo di Fuori ed in
forte salita si raggiunge il Rifugio Baita Campo (2000m); dopo
aver oltrepassato le Baite Campo di Dentro (2009m) si attraversa
il torrente Zebrù sul 6° ed ultimo ponte (2020m). Si
sale duramente fino al 10° tornante (2030m), poi l'ascesa
diventa ripidissima e si snoda in costa senza soste con qualche
tratto esposto fino alla Baita del Pastore (2165m). Dopo
un'area attrezzata per la sosta con una bellissima fontana di
acqua freschissima si attraversa con un ponticello in legno senza
protezioni laterali il torrente laterale Marè e si arriva
alla baita; il panorama è meraviglioso con cime alte e
grandiose e possenti ghiacciai. La mulattiera prosegue poco
ciclabile fino alla partenza (2525m) della teleferica per il
Rifugio V° Alpini (2878m): le pendenze ripidissime ed il
fondo molto sassoso rendono percorribili in sella solo pochi
tratti anche ai ciclisti più allenati e ben
equipaggiati.
(Itinerario percorso il 21 giugno 1998)
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