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Il
Monte Jafferau è la montagna che domina ad est la conca di
Bardonecchia; sulla sua pianeggiante sommità era stato
costruito alla fine del XIX secolo un forte, ormai in rovina, per
il cui accesso erano state costruite alcune ardite stradine, oggi
utilizzate per fantastiche escursioni in mountain-bike; per la
quota abbiamo utilizzato il valore 2815 riportato dalla carta
tecnica regionale della Regione Piemonte; la quota 2785 è
relativa alla parte del forte leggermente più in basso
rispetto alla spianata sommitale. La parte superiore
dell'itinerario è unica ma nella parte inferiore c'erano
tre tracciati nel seguito descritti, anche se per la sua
pericolosità la terza alternativa è stata chiusa al
transito nel 2013.
A)
Accesso da Savoulx. La
migliore alternativa parte da Savoulx (1116m), frazione di Oulx
in cui si trovano delle fontane; all'estremità occidentale
del paese si imbocca la via La Roche che si dirige asfaltata
verso la montagna passando tra le case della borgata Clots e si
ignorano le deviazioni laterali; dopo 500 metri, al termine della
zona abitata, l'asfalto cessa e la strada sterrata sale ripida
effettuando un ampio curvone verso destra; si sale con forti
pendenze su tracciato dal fondo generalmente buono e ben tenuto
ma molto polveroso. Si entra nel bosco e si incontra il primo
tornante sinistrorso (1242m), dopo il quale la pendenza
diminuisce leggermente; si continua per lungo pezzo nel bosco
guadagnando quota con regolari e distanziati tornanti, pendenza
dura ma costante e traffico scarsissimo; si affrontano il 2°
tornante (1284m), il 3° tornante (1311m), il 4° tornante
(1364m), il 5° tornante (1418m), il 6° tornante (1468m),
il 7° tornante (1513m), l'ootavo tornante, il 9°
tornantr, il 10° tornante (1604m), l'undicesimo tornante
(1635m) ed il 12° tornante (1689m). Dopo il 14°
tornante si lascia a sinistra a quota 1710 m la carreggiabile per
Foens (1702m) e le Granges Suppas (1664m) e dopo il 18°
tornante (1857m) si esce dal bosco in mezzo alle praterie e si
raggiungono le baite di la Roche (1890m), dove sorge la cappella
della Madonna delle Nevi; sotto una tettoia si incontra una bella
fontana, unica e preziosa fonte di approvvigionamento idrico in
tutto il percorso. La salita diventa più dura, si
supera il 19° tornante e si affrontano alcune rampe ripide ma
ciclabili; dopo il 20° tornante (1970m) ed 21° tornante
(2013m) si passa presso l'alpeggio della Società
Cooperativa di Savoulx (2030m) con un breve falsopiano, poi si
affronta una ripida rampa ai limiti della ciclabilità,
seguita da un breve tratto più facile e da una rampa di un
centinaio di metri dalla pendenza impressionante, dove si fa
fatica perfino a spingere la bicicletta a piedi. Al termine
della rampa si procede con pendenze molto impegnative ma
ciclabili e fondo discreto; dopo un piccolo guado ed una rampetta
si affrontano due tornanti tra i prati e si raggiunge l'incrocio
(quota circa 2210m) con il tracciato per Bardonecchia; si tiene a
destra e si procede in costa su un tratto bellissimo, 3,1 Km di
stradina molto panoramica che si snoda nel bosco con buon fondo
dapprima in falsopiano e poi in moderata salita fino all'incrocio
(2311m) con la strada proveniente dal Colletto Pramand dove si
svolta a sinistra.
B)
Accesso da Bardonecchia. La
seconda possibilità è con partenza da Bardonecchia
seguendo la ripida strada asfaltata fino al bivio per la località
Fregiusia-i Bacini (1922m), dove si trovano gli impianti
sciistici del comprensorio dello Jafferau e dove è
arrivata la 19a tappa del Giro d'Italia il 25 maggio 2018 con la
vittoria di Chris Froome dopo una lunga fuga solitaria che gli
valse la maglia rosa e la vittoria del Giro. Il percorso
inizia ad un incrocio (1254m) nella parte bassa di Bardonecchia
di fronte alla caserma della Guardia di Finanza nella zona tra la
stazione ferroviaria e lo svincolo dell'autostrada; si seguono le
indicazioni per Gleise e Millaures e si imbocca una strada
asfaltata che attraversa il fiume con un ponte e subito dopo
transita sotto il viadotto della strada statale 335. Si sale
moderatamente fino al cartello di termine del centro abitato di
Bardonecchia e subito dopo la pendenza diventa molto dura; si
transita sotto il viadotto dell'autostrada e si arriva
faticosamente al cartello di Millaures, frazione suddivisa in
alcune borgate. Un semaforo regola il senso unico alternato
per attraversare la strettoia nel piccolo nucleo di case di Serre
dopo il quale davanti ad una fontana si tiene a sinistra in
salita ad un incrocio e si procede con dure pendenze tra prati e
boschi lasciando a sinistra la diramazione a fondo chiuso per la
chiesa parrocchiale di Sant'Andrea. In corrispondenza del 1°
tornante (1432m) si ignora a destra una strada consortile ed
appena prima (1482m) del 2° tornante si lascia a sinistra la
diramazione di accesso ad alcune baite. Si percorre un lungo
traversone incontrando la frazione Gleise (1554m) e si arriva al
3° tornante (1602m) dopo il quale si lascia sulla sinistra un
moderno complesso residenziale turistico; si affrontano i
ravvicinati 4° tornante e 5° tornante e si superano baite
sparse con panorama che si amplia progressivamente. Si
incontrano i vicini 6° tornante e 7° tornante (1893m), in
corrispondenza del quale si lascia a sinistra la strada per la
località Fregiusia-i Bacini e si svolta a destra seguendo
le indicazioni per il forte Foens. Si imbocca a destra la
pista a fondo naturale e si affrontano 12 ripidi e ravvicinati
tornanti, poi si procede in costa superando una grossa frana e si
raggiunge il forte Foens (2177m); senza difficoltà si
raggiunge l'incrocio con la strada proveniente da Savoux.
C)
Accesso dal Colletto Pramand. La
via di accesso classica ma meno consigliabile è
rappresentata dalla ripidissima strada che da Exilles (870m) sale
a Montcellier ed al Colletto
Pramand (2087m); da qui la carreggiabile sale tagliata nella
roccia lungo le strapiombanti pendici meridionali del Monte
Seguret (2910m), poi percorre la buia ed umida Galleria dei
Saraceni, lunga circa 1 Km ed in curva, che può forse
essere evitata uscendo alla prima apertura e seguendo a piedi il
sentiero esterno non ciclabile, molto esposto e pericoloso ed in
parte franato; per percorrere la galleria occorre essere dotati
di strumenti di illuminazione e bisogna coprirsi con la
mantellina; a causa delle infiltrazioni di acqua il fondo è
fangoso e pieno di pozzanghere. Dopo la galleria la strada
continua salendo ripida alle pendici del Monte Vin Vert (2711m)
ed incontra la strada proveniente da Savoulx e Bardonecchia
(2316m). NOTA
: dal 2013 la galleria è stata chiusa al traffico perché
ritenuta troppo pericolosa.
D)
Tratto finale unico. Dall'incrocio
a quota 2311m si sale con pendenza moderata fino ad un tornante
(2340m) dove si gode un impressionante vista sulla strada
proveniente dal Colletto Pramand e la strapiombante parete dove
si aprono le Grotte dei Saraceni, poi si percorre un lungo e
ripido tratto in costa ritornando verso ovest fino ad arrivare
alla base del Col Basset; dopo due tornanti ravvicinati (il
secondo a quota 2509m) si percorre un altro traversone fino
all'ultimo tornante (2567m) e con un duro strappo si raggiunge il
Col Basset (2610m), sul crinale con la Val Fredda tra il Monte
Vin Vert (2711m) ad est e la Roche de l'Aigle (2683m) ad
ovest. Si continua lungo la vecchia strada militare lungo il
versante settentrionale della Roche de l'Aigle dapprima in forte
salita e poi in falsopiano tra ripide pietraie dove qualche
muretto di contenimento comincia a franare; si scende leggermente
fino a raggiungere il crinale, poi si affronta una breve ma
ripida rampa fino ad un caotico ammasso di rocce, quindi si
scende con decisione per 400 metri fino alla Colletta Jafferau
(2645m), dove sorgono ruderi di caserme, ai piedi della parete
sommitale orientale del Monte Jafferau sul crinale tra Valle di
Susa a sud e Valfredda a nord. Si affrontano ora i 4 tornanti
conclusivi (2681m, 2714m, 2747m i primi 3); la pendenza è
severa ma non esagerata, ma la difficoltà è
rappresentata dal fondo di pietre trasversali che rendono
faticosa l'avanzata; in alcuni punti si può rimanere sul
bordo del tracciato ed usufruire di un fondo migliore, comunque
si riesce sempre a salire stando in sella anche se ogni tanto può
essere necessario mettere piede a terra per poi ripartire; dopo
il 4° tornante il fondo migliora e passando davanti agli
ingressi della polveriera sotterranea si raggiunge la cresta a
nord del forte; svoltando a sinistra si affrontano alcune rampe
che in 200 metri conducono alla sommità tra i resti del
forte. Dalla vetta della montagna si gode un panorama
eccezionale che si estende in ogni direzione: verso sud si vedono
il Monviso, il Gran Pic de Rochebrune ed il Monte Chaberton,
verso ovest le vette ghiacciate del francese Massif des Ecrins,
verso nord-est la Val Fredda ed il Monte Seguret, nella valle
sottostante la conca di Bardonecchia.
Dalla vetta si può
scendere lungo la sconnessa stradina di servizio degli impianti
che presenta numerosi ripidi tornanti sul versante ovest del
Monte Jafferau e raggiunge l'albergo Jafferau dal quale in breve
si raggiunge la località Fregiusia-i Bacini (1922m);
questo itinerario non è però utilizzabile per la
salita.
(Itinerario percorso il 31/07/2010 salendo e
scendendo da Savoulx).
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