PASSO DEL BERNINA, 2323 (Grigioni)



Accesso da Tirano 33,6 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Tirano(438)-Campocologno(520)
1,7

82

4,82

Campocologno(520)-Brusio(781) 

3,8

261

6,87

Brusio(781)-Miralago(962) 

2,6

181

6,96

Miralago(962)-Le Prese(965) 

3,0

3

0,10

Le Prese(965)-Poschiavo(1014) 

4,6

49

1,06

Poschiavo(1014)-S.Carlo(1095)

2,0

81

4,05

S.Carlo(1095)-Pizzolascio(1483)

5,8

388

6,69

Pizzolascio(1483)-La Rosa(1870) 

4,1

387

9,44

La Rosa(1870)-La Motta(2070) 

2,6

200

7,69

La Motta(2070)-Passo del Bernina(2323) 

3,4

253

7,44

Accesso da Samedan 20,9 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Samedan(1722)-Pontresina(1805)

5,3

83

1,57

Pontresina(1805)-Bernina Suot(2046)  

8,2

241

2,94

Bernina Suot(2046)-Ospizio(2309)

7,0

263

3,76

Ospizio(2309)-Passo del Bernina(2323)

0,4

14

3,50




Il valico collega la Valtellina e l'Engadina; il percorso si svolge quasi interamente in territorio svizzero attraverso la Val Poschiavina, laterale della Valtellina appartenente ai Grigioni, ma di lingua italiana, e la Val Bernina, laterale dell'Engadina.
La salita è molto lunga e dura sul versante valtellinese, con un dislivello di quasi 1900 metri, mentre è dolce e facile, ad eccezione di qualche breve tratto, sul versante dell'Engadina, dove il dislivello è ridotto e la configurazione orografica risulta quella di un altopiano.
La strada è larga e ben tenuta, interamente asfaltata; attualmente viene tenuta aperta al traffico durante tutto l'anno; i panorami sui ghiacciai del Bernina sono veramente eccezionali.
Sul valico transita anche la ferrovia Tirano-St.Moritz, la più alta d'Europa senza meccanismi a cremagliera; le rotaie sono posate spesso di fianco alla strada, in alcuni tratti addirittura sulla sede stradale stessa, e rappresentano un elemento di un certo fastidio per il ciclista; solo nella salita dopo Poschiavo al passo la ferrovia si inerpica sull'opposto versante della valle.

Presso il Santuario della Madonna di Tirano (438m) si abbandonano la statale N.38, dello Stelvio, ed il fondovalle valtellinese iniziando a salire dolcemente nella stretta imboccatura della Val Poschiavina; dopo la dogana italiana si affronta una ripida rampa che conduce alla dogana svizzera ed alla piccola località di confine di Campocologno (520m).
Si procede in moderata ascesa fino ad un ponte percorso anche dalle rotaie della ferrovia, poi la pendenza diventa decisamente severa e, attraversata Campascio (687m), si sale con ripidi tornanti a Brusio (781m), esteso centro abitato formato da nuclei sparsi; si continua in dura ascesa fino a Miralago (962m), all'estremità meridionale del lago di Poschiavo, limpido specchio d'acqua che riflette l'immagine delle montagne circostanti.
Si costeggia il lago con saliscendi fino a Le Prese (965m), all'estremità settentrionale del bacino; i ciclisti in bicicletta da montagna possono scendere alla stazione ferroviaria di Miralago, attraversare i binari, svoltare a sinistra e costeggiare su buon sterrato la sponda occidentale del lago evitando il traffico.
Nell'attraversamento di Le Prese la strada si restringe e le rotaie corrono sulla corsia di salita come quelle di un tram; si procede in piano nella valle, qui larga ed amena, fino a S.Antonio (994m), che si attraversa in leggera salita; dopo il ponte sul torrente Poschiavino si corre in piano sino a Poschiavo (1014m), centro principale dell'omonima vallata; si può attraversare il paese lungo la vecchia strada centrale in pavè oppure seguire le indicazioni per il Bernina che conducono lungo la moderna circonvallazione.
Si continua in moderata ascesa fino a S.Carlo (1095m), che si attraversa in decisa salita; si passa sotto l'arco di un'antica costruzione e si abbandona il fondovalle iniziando la dura e continua ascesa al valico: si corre a lungo in costa tra i boschi di conifere mentre sull'opposto versante sale con ampi tornanti la ferrovia che raggiunge località isolate come Cavaglia e l'Alpe Grum. Si sfiora il piccolo borgo di Pisciadello (1483m) e si passa presso l'osteria Pizzolascio ed il ristorante Sfazù; la strada diventa più ripida e risale con duri tornanti il bastione roccioso che chiude la valle; si sbuca nella conca della Rosa (1870m), dove si procede in falsopiano per circa 500 metri prima di riprendere a salire con tornanti molto impegnativi in un ambiente di rocce e magri prati di alta montagna.
A La Motta (2070m) si lascia a destra la strada che conduce a Livigno attraverso la Forcola di Livigno (2315m); presso l'incrocio sorge la dogana svizzera.
Si continua con alcuni ripidi tornanti ed un duro tratto in costa fino al valico, in un maestoso scenario dominato dai ghiacciai del Bernina.
Con 400 metri di discesa si perviene all'ospizio (2309m); con una stradina si può scendere alla stazione ferroviaria sulla riva del Lago Bianco (2234m), le cui chiare acque glaciali contrastano con le acque scure del vicino e più piccolo Lago Nero.

Sul facile versante dell'Engadina il percorso inizia a Samedan (1722m), paese a 5 Km da St.Moritz (1822m), località turistica di fama mondiale. Senza difficoltà si raggiunge Pontresina (1805m), il cui centro abitato può essere evitato seguendo la moderna strada di circonvallazione; si continua in leggera discesa fino ai due ripidi tornanti (1949m) che fronteggiano l'eccezionale spettacolo fornito dal ghiacciaio del Morteratsch al quale si può accedere con una stradina percorribile sino all'albergo Morteratsch (1896m); dopo il secondo tornante si attraversa la ferrovia ad un passaggio a livello senza sbarre.
Si sale sensibilmente riattraversando la ferrovia (attenzione ai binari sporgenti!) e si raggiungono le poche case sparse della località Bernina Suot (2046m); in moderata ascesa si superano le stazioni di base delle funivie del Piz Lagalb e del Diavolezza.
Dopo un tratto con pendenza molto impegnativa si sale dolcemente con larghi curvoni nell'ampia vallata fino a raggiungere il passo.

(Itinerario percorso il 07/09/1986)



Il Lago di Poschiavo e l'alta valle

Il Passo del Bernina visto dalle montagne sopra Poschiavo

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