PASSO CARETTE DI VAL BIGHERA, 2130m (Brescia)



Accesso da Edolo 22,2 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Edolo(699)-bivio Monno(891) 
4,3

192

4,47

bivio Monno(891)-Monno(1059) 

2,0

168

8,40

Monno(1059)-Ponte di Palu(1633) 

8,1

574

7,09

Ponte di Palu(1633)-trattoria Mortirolo(1812)

1,7

179

10,53

Trattoria Mortirolo(1812)-Passo Carette di Val Bighera(2130)

6,2

318

5,13





Accesso da Vezza d'Oglio NON ASFALTATA







Il passo si trova sullo spartiacque tra il Vallone del Mortirolo ad ovest e la Val Bighera, laterale della Val Grande, ad est, ai limiti del Parco nazionale dello Stelvio, in alta Val Camonica.
Il valico è raggiungibile solo dal versante ovest mediante una strada asfaltata che si distacca dal celebre percorso del Passo del Mortirolo quasi in vista della sommità e raggiunge il valico; sul versante orientale una strada asfaltata sale da Vezza d'Oglio a Grano da dove una ripida pista a fondo naturale si inerpica al passo.
Il versante occidentale è percorribile con una bicicletta da corsa mentre il versante orientale richiede l'utilizzo di una mountain-bike.
Il passo geografico si trova a 2093m mentre la strada raggiunge la quota massima a 2130m sul lato meridionale della sella prativa; una carreggiabile che si distacca dalla strada asfaltata circa 100 metri ad est del punto sommitale raggiunge il valico geografico.

Sul versante occidentale asfaltato da Edolo (699m) si segue la frequentata strada che conduce al Passo del Tonale (1883m) con salita moderata ma costante; dopo due ampi tornanti (783m e 787m) ed un albergo-ristorante isolato (822m) si incontra l'incrocio ben segnalato (891m) per Monno ed il Passo del Mortirolo dove si svolta a sinistra affrontando una dura salita dapprima in costa; sulla sinistra si nota l'antico Santuario di San Brizio, raggiungibile con un sentiero.
Dopo un chilometro si affronta il 1° tornante (972m) tra i prati della bella conca di Monno e dopo il 2° tornante (987m) si costeggia il cimitero e si raggiungono le prime case di Monno; in corrispondenza del 3° tornante (1017m) si lascia a sinistra un primo accesso al centro di Monno che viene evitato dalla strada provinciale 81.
Dal 4° tornante (1032m) si gode una bella vista sul centro abitato di Monno, dominato dalla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo (1063m) e, più in alto, dalla chiesa di San Sebastiano (1117m); presso un parcheggio si effettua il 5° tornante (1059m) lasciando a sinistra il tracciato principale con diritto di precedenza che entra nel centro del paese.
Si affronta il 6° tornante (1070m) e si transita nella parte alta del centro abitato uscendo dal paese con una dura rampa seguita da un falsopiano tra i prati.
Con un tratto ripidissimo si entra nel bosco seguendo la stretta valle del Mortirolo; dopo il 7° tornante (1227m), in corrispondenza del quale si lascia a sinistra l'antica mulattiera del Mortirolo, la salita ridiventa pedalabile e ritorna verso la Val Camonica dominata dal massiccio dell'Adamello; dopo l'ottavo tornante (1355m) la strada continua molto dura con numerose curve nel bosco per un lungo tratto finché non si ritorna alti in costa nella valle del Mortirolo.
Con salita moderata ed un tratto di falsopiano si raggiunge la grande conca prativa del Mortirolo, costellata di casolari e baite sparse.
Si attraversa il torrente Ogliolo di Monno al Ponte di Palu (1633m), dopo il quale sulla destra si incontra una fontanella con acqua di sorgente; all'improvviso la salita riprende terribile con una serie di stretti e continui tornanti tra i prati: si affrontano ravvicinati il 9° tornante (1651m), il 10° tornante, l'undicesimo tornante, il 12° tornante (1676m), il 13° tornante ed il 14° tornante.
Si incontra un bar-ristorante di fronte alla cappella di San Giacomo (1710m) che sorge presso il 15° tornante ed in corrispondenza del 16° tornante (1716m) si lascia sulla destra la caserma del Mortirolo.
Si affrontano i ripidi 17°, 18° e 19° tornante (1758m) e subito dopo si sfiora a sinistra il moderno bar-ristorante Belvedere.
La strada procede con altre dure rampe fino alla trattoria Mortirolo (1812m); dopo 150 metri si raggiunge un incrocio (1823m) dove si svolta a destra lasciando la strada per il Passo del Mortirolo (1852m), la cui sommità dista ormai solo 800 metri, e si imbocca una stretta stradina asfaltata che inizia con un bel tratto di falsopiano.
Dopo essere entrata nel bosco però la pendenza diventa sempre più dura e si deve percorrere un tratto ripidissimo fino ad uscire in mezzo ai pascoli; quando la pendenza diminuisce un poco si lascia a sinistra il tracciato della vecchia strada militare a fondo naturale per il Passo di Varadega, ormai percorribile a fatica solo fino alle malghe sovrastanti.
Si aggira la testata del vallone ed in piano si raggiunge un ponticello (1951m); si continua in leggera salita tra i pascoli fino a quando occorre scendere dalla bicicletta per pochi metri per superare senza difficoltà un ruscello che attraversa la strada; si procede in salita con pendenza che diventa molto impegnativa fino ad aggirare il costone.
Si risale duramente un ampio vallone di pascoli con ampio panorama retrospettivo sul Passo del Mortirolo; la pendenza diminuisce e si supera un altro ponticello entrando nell'ampia conca prativa del valico, perfettamente identificabile di fronte, dove sulla sinistra si trova la Malga Salina.
La strada, ancora ben asfaltata, sale moderatamente sul lato meridionale della sella fino a raggiungere la sommità (2130m) più in alto rispetto al valico vero e proprio, che forma un grande pascolo, in corrispondenza dell'inizio della pista a fondo naturale che conduce al Pianaccio (2182m).

Sul versante orientale il percorso inizia a Vezza d'Oglio (1056m) dove si abbandona la strada che conduce al Passo del Tonale in corrispondenza del ponte sul torrente che scende dalla Val Grande imboccando la via in pavé che costeggia il torrente.
Si arriva in breve nella piazza dove a destra sorge la chiesa parrocchiale e si trova una fontana (1064m); si svolta a sinistra percorrendo il ponte sul torrente e si percorre una stretta strada in pavé nel centro del paese; il tracciato si allarga, diventa asfaltato ed affronta il 1° tornante (1080m) proseguendo tra le case della parte alta del paese ed entrando nella Val Grande.
In corrispondenza del 2° tornante (1123m) si ignorano una prima strada a destra che percorre un ponte sul torrente ed una seconda stretta e ripida stradina dopo una casa.
Dopo un breve tratto nel bosco si oltrepassano case sparse costruite sulla parete ben esposta al sole e si superano il 3° tornante (1184m) ed il 4° tornante (1211m) per arrivare alla piccola frazione Grano (1237m) ed al 5° tornante (1241m).
Il fondo asfaltato viene sostituito da un fondo cementato e si oltrepassa un parcheggio sterrato a destra (1287m); in corrispondenza dell'ampio 6° tornante (1327m) si ignora il tracciato a destra per Risolina e la Val Grande.
Dopo un tratto nel bosco si arriva tra i prati all'antico borgo di Cormignano dove si affronta il 7° tornante (1404m) seguito nel bosco dall'ottavo tornante (1421m), dal 9° tornante (1444m) e dal 10° tornante a fondo naturale.
In ripida ascesa si oltrepassano due costruzioni e si effettua l'undicesimo tornante (1558m) in corrispondenza del quale si ignora a sinistra una carreggiabile; dopo il 12° tornante (1684m) ed il 13° tornante (1774m) ad un incrocio (1811m) si ignora a destra la diramazione a fondo chiuso per Monti di Stol; poco dopo si incontra il 14° tornante (1840m).
Continuando in ripida ascesa nel bosco si arriva all'incrocio (1936m) con il quale si sbuca su una strada asfaltata effettuando il 15° tornante destrorso; si lascia a sinistra una strada asfaltata che scende per breve tratto terminando in uno spiazzo dal quale una pista difficoltosa scende nel fondovalle ad Incudine.
Si affrontano in dura ascesa sull'asfalto nel bosco il 16° tornante, il 17° tornante, il 18° tornante (1982m), il 19° tornante (2011m), il 20° tornante ed il panoramico 21° tornante; il tracciato volge poi verso nord entrando nella Val Grande ed aggirando le pendici orientali del Pianaccio.
Infine il percorso volge ad ovest entrando nella Val Bighera e lascia a destra la carreggiabile che raggiunge il valico geografico (2093m); con l'ultima breve ma ripida rampa raggiunge la sommità (2130m).

Dal valico si gode un bel panorama verso i monti della Val Grande ad est, verso il Monte Serottini (2967m) a nord e verso il Monte Pagano ad ovest.
Dalla sommità una stradina sterrata chiusa al traffico motorizzato non autorizzato sale impegnativa incontrando subito un tornante (2137m); dopo un traversone con resti di caserme sulla destra si effettua un secondo tornante, in corrispondenza del quale si distacca a destra il sentiero pedonale che raggiunge il Monte Pagano (2348m), dove sorgono i resti di un fortino circolare risalente al periodo della Prima Guerra Mondiale in posizione strategica e molto panoramica,
Percorrendo una sella tra la Val Bighera a nord e la Valle Camonica a sud si arriva in breve al Pianaccio (2182m), tondeggiante cima poco accentuata con splendido panorama sull'Adamello ed i monti circostanti.

(Itinerario percorso il 20/07/2002 dal versante occidentale)



Il passo visto dal Mortirolo

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