PASSO DI MONTE CROCE DI COMELICO, 1637m (Bolzano-Belluno)



Accesso da San Candido 15 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

San Candido(1174)-Sesto(1310)
7,5

136

1,81

Sesto(1310)-Moso(1339)  

1,5

29

1,93

Moso(1339)-Passo di Monte Croce di Comelico(1637)

6,0

298

4,97




Accesso da Santo Stefano di Cadore 21,5 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Santo Stefano(908)-Campitello(977)

2,5

69

2,76

Campitello(977)-Candide(1204) 

5,2

227

4,37

Candide(1204)-Dosoledo(1235) 

2,1

31

1,48

Dosoledo(1235)-Ponte del Pissandolo(1557)

9,5

322

3,39

Ponte del Pissandolo(1557)-Passo di Monte Croce di Comelico(1637)

2,2

80

3,64




Il valico collega la Val Padola, laterale della Valle del Piave, a sud con la Valle di Sesto, laterale dell'Alta Pusteria dove scorre la Drava, affluente del Danubio, a nord; infatti il comune di San Candido si trova oltre lo spartiacque rappresentato dalla Sella di Dobbiaco; il passo risulta dunque sullo spartiacque tra il Mare Adriatico ed il Mar Nero.
Il passo costituisce sia il confine amministrativo tra il Veneto ed il Trentino Alto Adige che il limite linguistico tra italiano e tedesco.
La buona strada statale 52 che lo attraversa presenta pendenze generalmente moderate e risulta impegnativa solo in alcuni tratti.

Sul versante settentrionale altoatesino si lascia la Val Pusteria a San Candido/Innichen; la strada statale 52 si distacca dalla strada statale 49/percorso E66 ad un incrocio (1180m) poco ad ovest di San Candido ed attraversa la ferrovia con un passaggio a livello; subito dopo si incontra la pista ciclabile che è ovviamente consigliata ai ciclisti.
In alternativa si può lasciare la strada statale 49 all'incrocio (1178m) di fronte alla grande caserma del 6° Reggimento Alpini, attraversare il passaggio a livello e percorrere il centro di San Candido (1174m) per sbucare (1181m) sulla strada statale 52 alla fine del paese.
Si imbocca la boscosa Valle di Sesto in leggera ascesa; ad un incrocio (1220m) si lascia a destra il tracciato di accesso alla valle Campo di Dentro con l'ampio panorama sulle sue belle montagne e poco dopo si attraversa il torrente Sesto con un ponte (1225m); si continua senza difficoltà fino a Sesto/Sexten (1310m), principale centro della vallata dove si trova una fontana presso il municipio.
Dopo la frazione di Moso/Moos (1339m), dove sorge la bella chiesa di San Giuseppe, la valle si restringe e la strada sale con sensibile pendenza affrontando il 1° tornante (1447m) tra i prati ed oltrepassando la stazione di partenza di una funivia a sinistra.
Dopo un'area per il parcheggio dei camper (1527m) si percorre nel bosco l'ultimo tratto di salita fino al valico, ampia e tranquilla sella di prati circondata da pareti boscose; vi sorgono alcuni alberghi.

Sul versante meridionale veneto il percorso inizia nella piazza principale di Santo Stefano di Cadore (908m), dove si trovano la chiesa parrocchiale ed il municipio: si percorre la via principale, si esce dal centro abitato e si procede nel fondovalle tra i boschi in moderata salita con frequenti falsopiani.
A Campitello (977m) di fronte ad un parcheggio si lascia a sinistra la strada che sale al Passo del Zovo o di Sant'Antonio (1476m) attraverso Danta di Cadore; dopo l'incrocio a destra (983m) per San Nicolò di Comelico si transita fra le case sparse della frazione Lacuna.
Il tracciato effettua una profonda diversione nella laterale valle del torrente Digon, affluente del torrente Padola, affluente del Piave; subito dopo un secondo incrocio per San Nicolò si attraversa il torrente Digon sul Ponte Mina (1032m); la pendenza diventa più impegnativa e dopo il 1° tornante in località Sega Digon (1121m) si affronta un tratto di severa salita fino a Candide (1204m), sede del comune di Comelico Superiore.
Dopo Dosoledo (1235m) si continua in falsopiano fino all'incrocio (1226m) dove si lascia a sinistra un altro percorso per il Passo del Zovo (via Padola) e si procede senza difficoltà attraversando la parte superiore di Padola e passando poco più alti rispetto alle case sparse di Moie (1224m).
La strada continua a salire dolcemente in costa abbandonando il fondovalle ed oltrepassa l'incrocio (1255m) dove si lascia a sinistra il percorso per la Valgrande.
Il tracciato entra nel bosco e procede impegnativo con numerose curve; dopo il 2° tornante (1322m) in corrispondenza del vicino 3° tornante si lascia a destra la diramazione per il Rifugio Rinfreddo; bisogna segnalare che la numerazione dei tornanti parte con questi due tornanti ignorando il 1° tornante in località Sega Digon.
Si affrontano il 4° tornante (1450m) ed il 5° tornante (1470m) e si continua in impegnativa ascesa; anche nei punti più difficili la pendenza non può comunque mai essere definita ripida.
Dopo il ponte del Pissandolo (1557m), in corrispondenza della bella cascata del torrente Padola, la salita diventa più dolce ed in breve si raggiunge tra i prati il valico.



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