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La
Cima Ciantiplagna (2849m) è la vetta più elevata
sulla dorsale fra la valle di Susa e la valle del Chisone nel
tratto compreso fra il Colle di Sestriere ed il Colle delle
Finestre; l'ardita strada ex-militare, denominata “del
Colle della Vecchia”, arriva a quota 2785 metri sul
versante sud, appena sotto la cima. La carreggiabile risulta
in alcuni punti franata e non è percorribile con veicoli a
motore; i ciclisti possono transitare in mountain-bike, anche se
in alcuni punti può essere necessario scendere dalla
bicicletta per superare a piedi gli ostacoli anche su terreno
esposto. Il tracciato non è stato a lungo assoggettato
ad alcuna manutenzione per cui lo stato peggiorava
progressivamente ed ogni nuova frana o smottamento rendeva sempre
più difficile il transito; la situazione descritta risale
all'estate 1997. Nel 2026 sono stati svolti importanti lavori
di messa in sicurezza dei tratti più pericolosi e di
ricostruzione di punti franati ripristinando e migliorando la
ciclabilità del tracciato. L'ascesa è
consigliata dal Colle del Finestre, che collega Susa e la sua
valle con la valle del Chisone mediante una strada non asfaltata
molto impegnativa ma dal buon fondo, mentre il percorso sopra
l'Alpe d'Arguel è percorribile in mountain-bike in fase di
discesa ma estremamente difficoltoso in salita per il pessimo
fondo e le terrificanti pendenze.
Dal Colle
delle Finestre (2176m) si scende per 300 metri verso la valle
del Chisone, poi si svolta a destra (2152m) imboccando una
carreggiabile che sale tra i prati molto ripida; dopo il 1°
tornante (2193m) ed il 2° tornante (2232m) si percorre con
fondo quasi sempre ciclabile un lungo tratto in costa con dura
pendenza alla base del Monte Pintas (2543m). Dopo un breve
falsopiano si affronta uno dei tratti più arditi, dove la
strada era costruita in parte scavata nella roccia sul bordo di
un profondo burrone; nel 1997 i muri di sostegno erano in parte
franati e rimaneva un sentiero in alcuni punti abbastanza largo e
ben ciclabile, in altri molto stretto ed esposto, in altri pieno
di sassi; occorreva quindi mettere frequentemente piede a terra
per superare gli ostacoli e stare molto attenti soprattutto nei
tratti più pericolosi; dopo gli ultimi lavori la
situazione è migliorata ma richiede sempre la massima
prudenza ed attenzione. Il tracciato affronta ciclabile il 3°
tornante (2465m) ed il 4° tornante presso il Colle della
Vecchia (2497m), dove si trova il caratteristico masso denominato
Dente della Vecchia, ed entra nel Vallon Barbier, che si insinua
tra la Cima Ciantiplagna ad ovest, la Punta del Mezzodì a
nord e la Punta di Fattière (2715m) ad est. Il cartello
lungo la strada, il cippo miliare all'imbocco del tracciato
presso il Colle delle Finestre e le carte dell'IGM definiscono il
Colle della Vecchia all'inizio del Vallon Barbier, mentre la
Guida dei Monti d'Italia del TCI lo colloca sullo spartiacque
principale presso la Punta del Mezzodì alla sommità
del Vallon Barbier; in questa sede è stato scelto di
seguire la segnaletica presente in loco e di chiamare Colle di
Vallon Barbier il valico sullo spartiacque principale. Dopo il
Colle della Vecchia si risale con dure pendenze il Vallon Barbier
con buon fondo in mezzo a magri pascoli in dolce declivio; in
confronto al tratto precedente si procede in tutta
tranquillità. Dopo il 5° tornante (2531m), il 6°
tornante (2551m) ed un traversone si affrontano tre tornanti
ravvicinati e si raggiunge il Colle di Vallon Barbier (2605m),
sullo spartiacque principale tra la valle del Chisone e la valle
di Susa, sulla quale si apre uno stupendo panorama. Si aggira
sul versante settentrionale la Punta del Mezzodì (2681m)
alle cui pendici sorge in splendida posizione panoramica il Forte
del Mezzodì (2647m) parzialmente in rovina. Dopo un
tratto di facile salita il tracciato riprende a salire
ripidamente ed affronta il 10° tornante (2673m) e
l'undicesimo tornante (2705m); si prosegue pedalando sul lato
orientale della Cima Ciantiplagna e si affrontano due tornanti;
il percorso aggira quindi la montagna portandosi sul lato
meridionale. Nell'ultimo tratto è stata decentemente
ripristinata con i recentissimi lavori la strada che risultava
quasi completamente franata e si riduceva ad un sentiero dal
fondo buono ma molto esposto verso il ripido fianco a ghiaione
che scende verso la valle del Chisone. Si raggiunge infine il
piccolo spiazzo che rappresenta la sommità del tracciato a
quota 2785 metri ai piedi della vetta a quota 2849 metri. Il
panorama è straordinario: ad ovest si dominano le montagne
del crinale tra la valle di Susa e la Valle del Chisone ed il
Colle di Sestriere; di fronte si erge il Monte Albergian, ad est
si vedono il Monte Français Pelouxe, il Monte Pelvo ed il
Monte Orsiera, dietro i quali appare la pianura piemontese; in
basso si vede la valle del Chisone con i suoi paesi.
Dopo
un tratto dove la strada franata è diventata un sentiero
stretto ed esposto si scende con ampi tornanti lungo la cresta
fino al Colle delle Vallette (2551m); dopo il primo tornante è
stata rimossa la frana che aveva ostruito quasi completamente il
tracciato, per il resto si procede agevolmente. Dopo il colle
si sale leggermente lungo il versante settentrionale della Cima
delle Vallette (2743m) incontrando alcune piccole frane che
costringono a scendere più volte dalla bicicletta. Il
tracciato scende al Colle di Vallon Creux (2552m), risale
moderatamente con vista sul Lago Piccolo lungo il pendio
detritico del versante settentrionale del Gran Pelà
(2692m) superando alcune interruzioni del tracciato a causa di
frane ed infine raggiunge in leggera discesa il Colle del Gran
Serin (2545m) con le ampie caserme in rovina. Si lascia la
strada che sale alla Punta
del Gran Serin (2610m) e si scende verso la valle di Susa su
strada molto ripida e dal pessimo fondo, percorribile con
attenzione in discesa, ma difficilmente praticabile in salita;
questo percorso è assoggettato a lavori di manutenzione, a
differenza del tratto precedente. Dopo un ripido tornante si
raggiunge e costeggia il Lago Grande, che nonostante il nome è
minuscolo, in una zona di vasti pascoli; dopo un breve falsopiano
si scende tra i prati con numerosi ripidi tornanti e pendenze
molto ripide. Si entra nel bosco e si continua con pendenze
molto ripide, fondo in generale molto brutto e molti tornanti
fino ai casolari sparsi dell'Alpe d'Arguel (1961m). Dopo un
tratto di discesa moderata con buon fondo naturale la strada
presenta un tratto molto ripido e dal pessimo fondo nel fitto
bosco; si continua con alcuni tornanti; dopo aver lasciato una
carreggiabile a destra il fondo migliora mentre ci si avvicina al
Frais. Ad un incrocio si tiene a sinistra e si scende con due
tornanti per trovare il fondo asfaltato ed entrare nella stazione
turistica di Frais (1490m), dove si trovano una fontana, bar e
ristoranti. Da Frais ci sono diverse alternative per la
discesa; infatti è possibile raggiungere il fondovalle
anche passando da Chiomonte oppure da Meana di Susa; seguendo la
strada diretta per Susa si affronta una leggera contropendenza,
poi si riprende a scendere fortemente con un lungo tratto in
costa; dopo il bivio per il vicino Santuario della Madonna della
Losa (1202m) si affrontano numerosi ripidi tornanti nel bosco
tralasciando le numerose diramazioni che si presentano sui due
lati della strada. Dopo aver lasciato a destra la strada per
Meana di Susa si scende a tornanti ad Arnodera (701m), si
sottopassa la ferrovia e si affronta una breve contropendenza;
infine in forte discesa si sbocca sulla strada statale N. 24, del
Monginevro, alle porte di Susa (493m alla stazione
ferroviaria).
(Itinerario percorso il 30/08/1997).
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