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Il
valico è situato sul crinale tra l'alta Val Pellice e la
valle dei Carboneri, laterale della stessa Val Pellice; la strada
sale asfaltata e molto ripida da Villar Pellice o Bobbio Pellice
nella valle dei Carboneri fino al Rifugio Barbara (1753m) e da
qui a fondo naturale fino al passo, da dove scende al Rifugio
Jervis (1732m), raggiungibile da Bobbio Pellice mediante una
moderna strada asfaltata fino a Villanova. Il percorso è
effettuabile in salita solo dalla valle dei Carboneri perchè
dal passo al Rifugio Jervis lo stato del fondo stradale è
troppo malridotto per consentire l'ascesa. Su alcune carte e
guide il valico è denominato anche Colle del Baracun a
causa dei baraccamenti militari costruiti presso la sommità
ed attualmente abbandonati. La parte asfaltata che conduce al
rifugio Barbara rappresenta però una delle salite più
terribili d'Italia per le ripidissime pendenze, la ristrettezza
della carreggiata ed il cattivo stato dell'asfalto, specialmente
nel tratto più basso. Da Villar Pellice (fontana nella
piazza principale) si segue la comoda e ben asfaltata strada di
fondovalle che conduce a Bobbio Pellice senza difficoltà;
dopo 2 Km, quando manca ancora 1,5 Km a Bobbio, si incontrano i
cartelli per il rifugio Barbara e la valle dei Carboneri; si
svolta a sinistra attraversando il Pellice su un alto ponte e si
procede in leggera salita su strada dall'asfalto molto rovinato
fino al bivio con la strada che perviene da Bobbio in leggera
discesa; questa strada rappresenta un'alternativa se si vuole
partire da Bobbio, ma non risulta segnalata; davanti al municipio
di Bobbio si trova una fontana, ultima possibilità di
rifornimento d'acqua. Dal bivio si sale facilmente alle poche
modeste case di Perlà (723m), che si attraversa con fondo
stradale pessimo; nell'abitato la strada si impenna e sale molto
ripida per 300 metri fino ad imboccare il vallone dei Carboneri
con una leggera discesa; l'alternativa, obbligatoria per le
autovetture, è rappresentata dalla strada a fondo naturale
che sale con due tornanti prima della frazione e passa sopra le
case in leggera salita riunendosi al vecchio tracciato alla
sommità della rampa. La strada segue il fondo della
valle, molto stretta, ripida e boscosa adeguando la propria
pendenza all'andamento dell'impetuoso torrente: di conseguenza si
alternano ripide rampe e brevi falsopiani; la sede stradale è
molto stretta e non c'è nessuna protezione verso valle;
l'asfalto è in genere molto rovinato e solo in alcuni
tratti è stato sistemato. Dopo la borgata di Arbaud
(818m) la rampe diventano più lunghe e ripide ed i tratti
di leggera ascesa più corti e radi; si superano le poche
case di Giraudin ed il vecchio edificio dell'ex-scuola romana
presso la deviazione per la borgata Raymond (966m). Dopo aver
superato la deviazione a fondo naturale per la frazione Carboneri
(1030m) ed una stradina sterrata che scende a superare il
torrente con un ponticello (1015m) si oltrepassa la località
Pautas (1020m) e si affronta un lungo tratto ripidissimo con
pendenze massime non segnalate ma probabilmente superiori al
20%. Presso la località di Pralapia (1230m) si
attraversa il torrente su un ponticello e si risale con duri e
stretti tornanti la parete orientale della valle; con pendenza
meno ripida si attraversa una conca di pascoli ed in moderata
ascesa si raggiunge il ponte Selle (1432m). Dopo aver
attraversato il torrente si passa presso le Grange Cialancia e si
riprende a salire con pendenza molto dura percorrendo un lungo
tratto in costa tra i prati e due tornanti sul lato occidentale
della valle; in corrispondenza del primo tornante si distacca una
carreggiabile per le Grange Ponset (1491m). Si percorre un
ripidissimo tratto in costa molto alti rispetto alla stretta gola
in cui scorre il torrente; la mancanza di protezione verso il
profondo burrone rende questo pezzo di strada piuttosto
pericoloso e richiede la massima attenzione, soprattutto in
discesa. In mezzo al rado bosco si affrontano altri due
durissimi tornanti ed un altro tratto dalla pendenza ripidissima
che conduce al parcheggio del rifugio Barbara Lowrie (1753m),
dove termina la strada asfaltata; per accedere al rifugio occorre
guadare un ruscelletto e percorrere alcuni metri di stradina dal
fondo rovinato. La strada a fondo naturale per il Colle
Barant, vietata ai veicoli a motore, sale nel bosco con fondo
discreto e ben pedalabile, ma con pendenze molto ripide, lungo il
versante occidentale della valle fino a valicare a quota 1900
metri circa il costone per immettersi nella valle laterale della
Roussa, suddivisa in due valloni; il maggior fastidio è
provocato dai canalini di scolo dell'acqua piovana che tagliano
trasversalmente la sede stradale ad intervalli regolari. Si
percorre un tratto in costa mentre di fronte appaiono i tornanti
che conducono al passo, individuabile a nord di una vecchia
casermetta; si aggira la testata del primo vallone passando il
torrente su un ponticello, si sale fortemente per entrare nel
secondo vallone e se ne percorre quasi tutta la testata
semicircolare fino a portarsi in corrispondenza del Col Porsel
(2363m). A questo punto inizia la serie di ripidi e
spettacolari tornanti che consentono di arrampicarsi fino al
valico. Si scende su strada molto ripida e dal pessimo fondo con
molti tornanti; a quota 2290 metri si incontra il giardino
botanico alpino "B.Peyronel", fondato nel 1991 ed
intitolato ad uno studioso naturalista della valle; si continua
in fortissima discesa fino ad attraversare il Pellice per
raggiungere il rifugio Willy Jervis al Prà (1732m), sito
nell'ampio bacino del Prà, anticamente sede di un lago,
meta di passeggiate e base per impegnative escursioni. Una
strada recentemente costruita attraversa le strette gole del
Pellice, per molto tempo ostacolo insuperabile alla costruzione
di una strada carrozzabile, e conduce a Mirabucas (1434m); si
effettua una diversione nella valletta laterale del torrente
Crosenna risalendo a Chiot (1475m), quindi si scende ripidamente
a Villanova (1225m); su comoda strada asfaltata con sensibili
pendenze si ritorna a Bobbio e Villar Pellice.
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