COLLE BARANT, 2373m (Torino)



Accesso da Villar Pellice/Rifugio Barbara Lowrie 18 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Villar Pellice(664)-Perlà(723)
A

3,0

59

1,97

Perlà(723)-Arbaud(818) 
A

1,4

95

6,79

Arbaud(818)-Pautas(1020) 
A

2,1

202

9,62

Pautas(1020)-Pralapia(1230)  
A

1,5

210

14,00

Pralapia(1230)-Ponte Selle(1432) 
A

1,7

202

11,88

Ponte Selle(1432)-Rifugio Barbara Lowrie(1753)
A

2,3

321

13,96

Rifugio Barbara Lowrie(1753)-Colle Barant(2373) 
N A

6,0

620

10,33

Accesso da Bobbio Pellice/Rifugio Jervis 24 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Bobbio Pellice(732)-Villanova(1225) 
A

7,0

493

7,04

Villanova(1225)-Rifugio Jervis(1732) 
N A

11,0

507

4,61

Rifugio Jervis(1732)-Colle Barant(2373) 
N A

6,0

641

10,68




Il valico è situato sul crinale tra l'alta Val Pellice e la valle dei Carboneri, laterale della stessa Val Pellice; la strada sale asfaltata e molto ripida da Villar Pellice o Bobbio Pellice nella valle dei Carboneri fino al Rifugio Barbara (1753m) e da qui a fondo naturale fino al passo, da dove scende al Rifugio Jervis (1732m), raggiungibile da Bobbio Pellice mediante una moderna strada asfaltata fino a Villanova.
Il percorso è effettuabile in salita solo dalla valle dei Carboneri perchè dal passo al Rifugio Jervis lo stato del fondo stradale è troppo malridotto per consentire l'ascesa.
Su alcune carte e guide il valico è denominato anche Colle del Baracun a causa dei baraccamenti militari costruiti presso la sommità ed attualmente abbandonati.
La parte asfaltata che conduce al rifugio Barbara rappresenta però una delle salite più terribili d'Italia per le ripidissime pendenze, la ristrettezza della carreggiata ed il cattivo stato dell'asfalto, specialmente nel tratto più basso.
Da Villar Pellice (fontana nella piazza principale) si segue la comoda e ben asfaltata strada di fondovalle che conduce a Bobbio Pellice senza difficoltà; dopo 2 Km, quando manca ancora 1,5 Km a Bobbio, si incontrano i cartelli per il rifugio Barbara e la valle dei Carboneri; si svolta a sinistra attraversando il Pellice su un alto ponte e si procede in leggera salita su strada dall'asfalto molto rovinato fino al bivio con la strada che perviene da Bobbio in leggera discesa; questa strada rappresenta un'alternativa se si vuole partire da Bobbio, ma non risulta segnalata; davanti al municipio di Bobbio si trova una fontana, ultima possibilità di rifornimento d'acqua.
Dal bivio si sale facilmente alle poche modeste case di Perlà (723m), che si attraversa con fondo stradale pessimo; nell'abitato la strada si impenna e sale molto ripida per 300 metri fino ad imboccare il vallone dei Carboneri con una leggera discesa; l'alternativa, obbligatoria per le autovetture, è rappresentata dalla strada a fondo naturale che sale con due tornanti prima della frazione e passa sopra le case in leggera salita riunendosi al vecchio tracciato alla sommità della rampa.
La strada segue il fondo della valle, molto stretta, ripida e boscosa adeguando la propria pendenza all'andamento dell'impetuoso torrente: di conseguenza si alternano ripide rampe e brevi falsopiani; la sede stradale è molto stretta e non c'è nessuna protezione verso valle; l'asfalto è in genere molto rovinato e solo in alcuni tratti è stato sistemato.
Dopo la borgata di Arbaud (818m) la rampe diventano più lunghe e ripide ed i tratti di leggera ascesa più corti e radi; si superano le poche case di Giraudin ed il vecchio edificio dell'ex-scuola romana presso la deviazione per la borgata Raymond (966m).
Dopo aver superato la deviazione a fondo naturale per la frazione Carboneri (1030m) ed una stradina sterrata che scende a superare il torrente con un ponticello (1015m) si oltrepassa la località Pautas (1020m) e si affronta un lungo tratto ripidissimo con pendenze massime non segnalate ma probabilmente superiori al 20%.
Presso la località di Pralapia (1230m) si attraversa il torrente su un ponticello e si risale con duri e stretti tornanti la parete orientale della valle; con pendenza meno ripida si attraversa una conca di pascoli ed in moderata ascesa si raggiunge il ponte Selle (1432m).
Dopo aver attraversato il torrente si passa presso le Grange Cialancia e si riprende a salire con pendenza molto dura percorrendo un lungo tratto in costa tra i prati e due tornanti sul lato occidentale della valle; in corrispondenza del primo tornante si distacca una carreggiabile per le Grange Ponset (1491m).
Si percorre un ripidissimo tratto in costa molto alti rispetto alla stretta gola in cui scorre il torrente; la mancanza di protezione verso il profondo burrone rende questo pezzo di strada piuttosto pericoloso e richiede la massima attenzione, soprattutto in discesa.
In mezzo al rado bosco si affrontano altri due durissimi tornanti ed un altro tratto dalla pendenza ripidissima che conduce al parcheggio del rifugio Barbara Lowrie (1753m), dove termina la strada asfaltata; per accedere al rifugio occorre guadare un ruscelletto e percorrere alcuni metri di stradina dal fondo rovinato.
La strada a fondo naturale per il Colle Barant, vietata ai veicoli a motore, sale nel bosco con fondo discreto e ben pedalabile, ma con pendenze molto ripide, lungo il versante occidentale della valle fino a valicare a quota 1900 metri circa il costone per immettersi nella valle laterale della Roussa, suddivisa in due valloni; il maggior fastidio è provocato dai canalini di scolo dell'acqua piovana che tagliano trasversalmente la sede stradale ad intervalli regolari.
Si percorre un tratto in costa mentre di fronte appaiono i tornanti che conducono al passo, individuabile a nord di una vecchia casermetta; si aggira la testata del primo vallone passando il torrente su un ponticello, si sale fortemente per entrare nel secondo vallone e se ne percorre quasi tutta la testata semicircolare fino a portarsi in corrispondenza del Col Porsel (2363m).
A questo punto inizia la serie di ripidi e spettacolari tornanti che consentono di arrampicarsi fino al valico. Si scende su strada molto ripida e dal pessimo fondo con molti tornanti; a quota 2290 metri si incontra il giardino botanico alpino "B.Peyronel", fondato nel 1991 ed intitolato ad uno studioso naturalista della valle; si continua in fortissima discesa fino ad attraversare il Pellice per raggiungere il rifugio Willy Jervis al Prà (1732m), sito nell'ampio bacino del Prà, anticamente sede di un lago, meta di passeggiate e base per impegnative escursioni.
Una strada recentemente costruita attraversa le strette gole del Pellice, per molto tempo ostacolo insuperabile alla costruzione di una strada carrozzabile, e conduce a Mirabucas (1434m); si effettua una diversione nella valletta laterale del torrente Crosenna risalendo a Chiot (1475m), quindi si scende ripidamente a Villanova (1225m); su comoda strada asfaltata con sensibili pendenze si ritorna a Bobbio e Villar Pellice.



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