GUADO DELL'ENTOVASCO, 2380m (Sondrio)



Accesso da Sondrio 31 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Sondrio(307)-Mossini(453)
A
3,0

146

4,87

Mossini(453)-Gualtieri(623)
A
2,5

170

6,80

Gualtieri(623)-Prato(655) 
A
2,0

32

1,60

Prato(655)-Torre S.Maria(796)
A
2,5

141

5,64

Torre S.Maria(796)-Chiesa Valmalenco(960)
A
4,2

164

4,43

Chiesa Valmalenco(960)-Val Rosera(1279) 
A
4,0

319

7,97

Val Rosera(1279)-S.Giuseppe(1435) 
A
2,2

156

7,09

S.Giuseppe(1435)-Ristorante Sasso Nero(1510)
A
1,2

75

6,25

Ristorante Sasso Nero(1510)-Alpe Entova(1917) 
N A
4,4

407

9,25

Alpe Entova(1917)-tornante 2173
N A

2,7

256

9,48

tornante 2173-Guado dell'Entovasco(2380) 
N A

2,3

207

9,00




Il guado è il punto più elevato raggiungibile in bicicletta della strada non asfaltata che un tempo raggiungeva la stazione inferiore della teleferica dello Scerscen ed il Lago del Tricheco (2738m), ma dopo il torrente è stata completamente cancellata da una enorme frana.
La località si trova in alta Valmalenco, ai piedi del Sass d'Entova (3329m) e della Vedretta di Scerscen Inferiore, uno dei principali ghiacciai del versante italiano del Bernina (4049m), e risulta raggiungibile mediante una lunga e ripida strada non asfaltata un tempo utilizzata per trasportare gli sciatori che praticavano lo sci estivo sul ghiacciaio.

La salita ha inizio da Sondrio (307m) dove si imbocca la Via Bernina ad una rotonda nella zona occidentale del capoluogo valtellinese; dopo 200 metri quasi piani si comincia a salire con forti pendenze e due impegnativi tornanti godendo un bel panorama sulla città ed il tratto centrale della Valtellina.
In corrispondenza della diramazione per la frazione di Sant'Anna si supera un crinale e si incontrano 300 metri di falsopiano, poi si riprende a salire lasciando a sinistra (445m) la strada per Triangia e si raggiunge la frazione di Mossini (453m); dopo un breve falsopiano la strada entra nella Valmalenco e si snoda in costa nel bosco con dure pendenze.
Dopo aver sfiorato le poche case di Gualtieri (623m) si percorre un moderno viadotto dopo il quale si lascia a sinistra ad un incrocio (644m) la diramazione per Cagnoletti e si procede in moderata ascesa prima di iniziare a scendere leggermente fino a Prato (655m), dove si lascia a destra una breve diramazione per il comune di Spriana
(754m).
Dopo la frazione di Tornadù (696m) e prima di Torre Santa Maria
occorre scegliere tra due percorsi paralleli: la vecchia e più tortuosa strada che attraversa il paese e raggiunge il centro di Chiesa in Valmalenco oppure la nuova strada, più ampia e frequentata che evita i centri abitati.
Quest'ultima passa ai piedi di Chiesa in Valmalenco (960m) e, dopo aver lasciato a destra le strade per Caspoggio (1098m) e Lanzada (983m), raggiunge la località Costi nella parte settentrionale del paese.
Seguendo invece la vecchia strada si sale con alcuni impegnativi tornanti a Torre Santa Maria; dopo il paese si scende brevemente, poi si riprende a salire passando presso la frazione Sant'Anna e si procede in costa con sensibili pendenze ed un paio di tornanti.
La strada spiana all'ingresso di Chiesa in Valmalenco, esteso e ben attrezzato centro turistico e paese principale della vallata; dopo il centro del paese si riprende a salire con severe pendenze e si raggiunge il bivio in località Costi dove arriva anche il percorso alternativo.
Da Costi si imbocca una strada stretta e ripida che sale in una zona caratterizzata dalla presenza di numerose cave di ardesia; si attraversa l'impetuoso torrente Mallero in un punto particolarmente stretto della valle e si affrontano numerosi ripidi e stretti tornanti tra le cave e poi tra i prati di Val Rosera (1279m).
La valle si apre in un'amena ed ampia conca ed in falsopiano si raggiunge la località di San Giuseppe (1435m), dove di fronte alla bella chiesetta sorge un ristorante; si prosegue quasi in piano per breve tratto in direzione di Chiareggio, poi si svolta sull'ampia strada ancora asfaltata che sale ripida con tre tornanti sfiorando le baite di Prati Pedrana (1460m) e raggiungendo l'ampio parcheggio di fronte al ristorante Sasso Nero (1510m), dove termina il tratto asfaltato.
Si continua con fondo non asfaltato ed alcuni ripidi tornanti fino ad un incrocio dove si svolta a sinistra lasciando a destra il percorso per il Lago Palù ed il Passo di Campolungo (2167m); dopo un ponticello si scende con una breve ma dura rampa e si procede in falsopiano con buon fondo naturale prima di affrontare i due duri tornanti che conducono alle baite dell'Alpe Braccia, dove una sbarra ed un cartello vietano il transito ai veicoli motorizzati non autorizzati.
Si affronta una rampa ripidissima seguita da alcuni tornanti impegnativi ma meno severi; si percorre un tratto in costa con buon fondo e forti pendenze rimanendo sempre all'interno del bosco.
Dopo due tornanti ripidi e sassosi la salita diventa meno dura e presenta anche una breve contropendenza; alternando tratti di moderata salita ad alcune rampe si raggiunge l'Alpe Entova (1917m).
Si continua in costa con pendenze moderate e splendida vista sui ghiacciai che chiudono ad ovest la Valmalenco fino al bivio dove si lascia a sinistra la carreggiabile per l'Alpe Fora (2053m); si tiene a destra con salita molto ripida e si affrontano alcuni difficili tornanti.
Si pedala fino al 3° tornante, dove si lascia a sinistra la carreggiabile che raggiunge una cava e dove termina il tronco stradale assoggettato a manutenzione, ma subito dopo il fondo peggiora e si incontra un tratto di circa 200 metri dove risulta necessario procedere a piedi; si risale in bicicletta per affrontare faticosamente il 4° tornante prima di trovare un altro tratto non ciclabile che costringe a spingere la bicicletta per altri 200 metri.
Improvvisamente il fondo ridiventa discreto e si riprende a pedalare per raggiungere il 5° tornante (2173m), dove sorgono i resti di un ricovero.
Si superano altri due tornanti ravvicinati; presso il secondo parte la teleferica di servizio del rifugio Longoni (2450m) e sbuca il sentiero pedonale dell'Alta Via della Valmalenco.
Si affrontano altri stretti e ripidi tornanti che consentono di guadagnare rapidamente quota tra grandi pietraie alla base di un' imponente parete rocciosa; dopo un tratto di falsopiano con ottimo fondo si riprende a salire con un tratto in costa; in alto sulla cresta rocciosa risulta visibile il rifugio Scerscen Entova (2957m); retrospettivamente si gode una grandiosa visione sul M.Disgrazia (3678m).
La stradina termina al guado del torrente Entovasco (2380m) in un canalone impervio tra alte ed imponenti pareti rocciose.
Dopo il guado, non difficile nelle belle giornate estive, un sentiero ciclabile al 50% conduce al successivo guado sul secondo ramo del torrente Entovasco, dove si distacca il sentiero solo pedonale dell'Alta Via per il Lago Palù (1921m); i poco ciclabili resti della strada salgono con 2 tornanti, attraversano il torrente e raggiungono l'enorme frana che ha cancellato i ripidi e stretti tornanti che conducevano alla base della teleferica per il rifugio Scerscen Entova (2957m).
La carreggiabile aggirava poi un minuscolo laghetto per terminare presso il lago del Tricheco (2738m) tra alte pareti rocciose.

(Itinerario percorso il 01/08/2000)



Panorama lungo la salita sul M.Disgrazia

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