RIFUGIO FRATELLI CALVI, 2035m (Bergamo)



Accesso da Branzi 13 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Branzi(844)-Carona(1116)  
A
4,2

272

6,48

Carona(1116)-Pagliari(1313) 
N A
1,7

197

11,59

Pagliari(1313)-incrocio Rifugio Longo(1654)
N A
3,4

341

10,03

incrocio Rifugio Longo(1654)-Lago di Fregabolgia(1953)
N A
2,6

299

11,50

Lago di Fregabolgia(1953)-Rif.F.Calvi(2035)
N A
1,1

82

7,45




Il rifugio è situato nella Val Carisole, laterale dell'alta Valle Brembana, e risulta raggiungibile da Branzi (844m) mediante una strada asfaltata fino a Carona e non asfaltata con pendenze molto ripide nel tratto più elevato; per i ciclisti ben allenati il tracciato risulta comunque sempre percorribile in sella alla mountain-bike.

Dalla piazza centrale di Branzi (844m) si segue la strada per le stazioni turistiche dell'alta Valle Brembana che sale asfaltata con forte pendenza affrontando due tornanti ancora nell'abitato; ad un incrocio (961m) dopo il terzo tornante si svolta a destra seguendo le indicazioni per Carona e si procede in costa lungo la ripida parete che chiude a nord la conca di Branzi; in alcuni giorni è possibile ammirare la cascata del Borgoleggia che, unendosi a Branzi al Brembo di Carona ed al Brembo di Valleve, forma il fiume Brembo.
Dopo una breve galleria si passa presso una cava e si affrontano due tornanti imboccando la stretta Val Carisole; con pendenza meno severa si raggiunge Carona (1116m); all'ingresso dell'abitato occorre decidere quale tracciato seguire.
La prima possibilità è di attraversare in falsopiano il centro del paese passando di fronte all'imponente chiesa parrocchiale; al termine della strada principale si imbocca una stradina che sale ripida solo inizialmente sfaltata; dopo pochi metri diventa infatti una mulattiera con fondo sassoso sempre percorribile in mountain-bike ma con molta fatica ed attenzione; dopo due tornanti si sale molto ripidamente fino a sbucare sulla strada asfaltata; il chilometraggio e la pendenza media nella testata del capitolo sono calcolati su questo tracciato.
La seconda possibilità, con un tracciato più lungo di 200 metri e meno difficile per fondo e pendenze, consiste nello svoltare a sinistra all'ingresso del paese seguendo i cartelli indicatori per il rifugio; si sale con due duri tornanti e si procede in falsopiano sopra il paese; presso un tornante si lascia a sinistra la strada più larga per la seggiovia e si imbocca a destra una stradina asfaltata che scende brevemente fino all'incrocio con la mulattiera del primo itinerario.
Dopo la riunificazione dei tracciati si prosegue su strada asfaltata molto ripida fino a Pagliari (1313m); all'imbocco del piccolo centro abitato si trova una bella fontana; subito dopo termina l'asfalto e si procede su fondo sassoso con pendenza moderata.
La salita ritorna ad essere molto ripida e si affronta un tratto con fondo cementato solcato da canaline di scolo che richiedono attenzione soprattutto in fase di discesa; la cautela è necessaria anche per la mancanza di protezione verso valle,dove si spalanca un profondo burrone.
Si continua nel bosco alternando tratti a fondo cementato ad altri sassosi e con due ripidissimi tornanti (il primo quotato 1443m) si raggiunge Birone; dopo una stretta curva si procede con fondo in terra battuta e pendenza moderata.
La salita riprende ripida, si supera una bella cascata e si trova un altro tratto che consente di rifiatare; dopo un ponticello presso una cascatella si affronta un altro tratto ripido che termina presso il cartello che indica la scorciatoia solo pedonale per il rifugio Longo.
Si procede in falsopiano nel fitto bosco pedalando senza difficoltà per lungo tratto fino all'incrocio (1654m) per il Rifugio Fratelli Longo (2026m) presso il Lago del Prato (1650m), che non si può scorgere in questa posizione; il fondo naturale è molto buono.
All'incrocio presso il lago si tiene a destra e si attraversa il Brembo di Carona su un ponticello; si sale duramente sul versante orientale della conca prativa, poi si entra nel bosco e la pendenza diventa sempre più ripida fino a risultare terribile per alcune centinaia di metri con fondo dapprima a sassi, poi cementato ed infine in terra battuta; i ciclisti ben allenati possono comunque rimanere sempre in sella.
Si passa tra due rocce e la pendenza diminuisce; la salita risulta sempre molto impegnativa ma rispetto al tratto precedente sembra quasi di non fare fatica; presso una vecchia baita si incontra un breve falsopiano seguito da una ripida rampa; si arriva ad un bivio.
Occorre prendere il tracciato di sinistra che si snoda senza difficoltà prima di affrontare una breve discesa che conduce ad una sbarra; dopo averla superata si riprende a salire affrontando quattro ripidi tornanti in terra battuta che conducono al Lago di Fregabolgia (1953m).
Se invece si imbocca il più invitante tracciato di destra si prosegue in forte salita nel bosco; presso una baita diroccata appare la diga che genera il Lago di Fragabolgia e con minore fatica si raggiunge la base della diga dove si trova uno spiazzo di parcheggio; si affronta un tornante seguito da una rampa al limite della ciclabilità per pendenza e stato del fondo che conduce alla casa dell'ente elettrico; si passa dietro alla casa e si affronta una rampa non ciclabile che conduce alla sommità della diga; dopo un breve falsopiano e una rampa si supera una sbarra e si scende molto ripidamente all'incrocio con il tracciato principale sopra descritto.
Si percorre in falsopiano la sponda settentrionale del lago, poi si affrontano alcune ripide rampe seguite da brevi pianori fino a sbucare davanti al rifugio, situato sul percorso solo pedonale che conduce in Val Seriana attraverso la Portula (2278m); ad est del rifugio si trova una tavola di orientamento che consente di individuare le cime del grandioso cerchio di montagne che chiude la valle.

(Itinerario percorso il 08/07/2000)



Panorama dal rifugio sui monti dell'alta valle

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