LAGO DIETRO LA TORRE, 2378m (Torino)



Accesso da Villaretto 11,4 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Villaretto(1285)-Arnas superiore(1432)
A

2,1

147

7,00

Arnas superiore(1432)-Pian Sulè(1676)
A

2,6

244

9,38

Pian Sulè(1676)-Alpe Bessanetto(2057)
N A

3,5

381

10,89

Alpe Bessanetto(2057)-Lago dietro la Torre(2378)
N A

3,2

321

10,03




Il lago artificiale, presso il quale sorge una piccola centrale elettrica, si trova nella valle del torrente Arnas, laterale sul versante settentrionale della Valle di Viù, la più meridionale delle Valli di Lanzo, quasi al confine con la Francia, e risulta raggiungibile mediante una solitaria strada asfaltata fino a circa 2000 metri e non asfaltata negli ultimi 3,4 Km, chiusa al traffico motorizzato non autorizzato dove si può incontrare solo qualche automezzo dell'ente elettrico; il tracciato presenta 35 spettacolari tornanti.

Alla fine del centro abitato di Villaretto (1285m) subito dopo la Caserma Rocciamelone ed un ponticello e subito prima dell'albergo-ristorante “la Furnasa” si abbandona la strada asfaltata che conduce al Lago di Malciaussà (1800m) e si imbocca la piccola strada asfaltata a destra, che sale rettilinea e molto ripida fiancheggiando il torrente.
Dopo due ripidi e ravvicinati tornanti si raggiunge la frazione Castello (1342m) in 450 metri dal bivio e si scende per pochi metri per riprendere a salire irregolarmente costeggiando il torrente; dopo altri 400 metri si passa davanti alla cappellina mariana denominata il Pilon dij Béch; si scende brevemente e si riprende a salire superando i ruderi di Arnas inferiore, la cappella di Sant'Anna ed i ruderi di Arnas superiore (1432m).
La salita diventa costantemente impegnativa, si esce dal bosco e si lascia il fondovalle iniziando la serie dei ripidi tornanti; guardando verso l'alto e seguendo il tracciato ed i piloni della funivia privata dell'Enel si può già individuare la zona di arrivo presso l'ultimo pilone.
Si affrontano ravvicinati il 3°, 4°, 5° e 6° tornante (1500m) e poco dopo i ravvicnati 7° ed ottavo (1526m) tornante per arrivare al punto in cui presso un alpeggio si distacca a sinistra il sentiero per il Rifugio Cibrario (2616m) poi con una ripida rampa si affronta il 9° tornante; dopo il 10° tornante (1579m) si incontra un breve tratto meno duro ma subito la pendenza riprende ripida.
Presso l'alpeggio di Pian Sulè (1676m) in corrisponenza dell'undicesimo tornante si lascia a sinistra una diramazione per una centrale elettrica sotterranea e si tiene a destra superando una sbarra; l'asfalto peggiora ed facile trovare detriti ed anche qualche masso sulla sede stradale però il traffico è inesistente.
Si affrontano tre tornanti ravvicinati e dopo il 15° tornante (1771m) si effettua un lungo traverso incrociando il tracciato della funivia; si guadagna quota con continui tornanti e dopo il 20° tornante, che si trova presso una cascata, si affronta una rampa molto ripida che conduce in un tratto roccioso ed impervio.
Dopo il 25° tornante termina il tratto asfaltato e si affronta uno sterrato che alterna tratti ottimi ad alcuni con la presenza di sassi che creano difficoltà e possono costringere a mettere piede a terra; bisogna sempre cercare la migliore traiettoria per passare nei punti meno sassosi; il tracciato è comunque sempre ciclabile ed abbastanza largo.
In corrispondenza del 27° tornante si superano i ruderi dell'Alpe Bessanetto (2057m) e prima del 29° tornante si incontra un breve tratto abbastanza facile; si continua in forte salita e dopo il 32° tornante si arriva all'imbocco della galleria che consente di passare dal ramo orientale del vallone dove è costruita la maggior parte della strada al ramo occidentale dove si trova la diga.
La galleria è lunga 300 metri ed è rettilinea, è fredda in tutte le stagioni, non è illuminata ed uno strumento di illuminazione è consigliato anche se non indispensabile nelle giornate serene e luminose; la galleria ha un buon fondo ed è in moderata salita; a metà si trova un cancello che ho trovato aperto ma che può essere superato se chiuso senza lucchetto; dall'uscita della galleria macano 1,1 Km alla diga.
Dopo la galleria si affronta l'ultimo duro tratto che in un grandioso scenario di alta montagna conduce con due tornanti alla base (2366m) della piccola diga dove si trova uno spiazzo; dopo il 35° ed ultimo tornante si arriva alla centrale elettrica e con 150 metri pianeggianti si arriva alla diga (2378m); all'interno del muro della diga sono segnalate le quote: la massima quota riempibile dell''invaso è a 2376,5 metri.
La strada prosegue ancora per poco superando la stazione della funivia privata dell'ente elettrico e termina ad uno spiazzo.
Il complesso fa parte di un sistema di dighe e centrali costruite negli anni 30; dal piccolo Lago dietro la Torre nelle ore di minore consumo l'acqua viene pompata al sovrastante e molto più grande Lago della Rossa (2718m), generato dalla diga più elevata esistente in Italia.
Il panorama è molto bello su vette molto ravvicinate: a sud svetta il Monte Lera (3355m), ad ovest sul confine francese si ergono la Croce Rossa (3566m) e poco più a nord la Punta d'Arnas (3560m).

(Itinerario percorso il 28 luglio 2015)



La diga vista dal basso

La diga ed il lago dominati dal Monte Lera

La parte orientale del lago e la funivia

La Croce Rossa e la Punta d'Arnas

I tornanti di accesso visti dall'imbocco della galleria



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