LA RIPOSA, 2205m (Torino)



Accesso da Susa 20,7 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Susa(503)-Urbiano(531) 
A
1,5

28

1,87

Urbiano(531)-Madonna dell'Ecova(710)
A

2,0

179

8,95

Madonna dell'Ecova(710)-Ganduglia(901) 
A

2,8

191

6,82

Ganduglia(901)-Borgata Alpini(1315)
A
4,8

414

8,62

Borgata Alpini(1315)-Alpe Prariondetto(1657)
A
4,2

342

8,14

Alpe Prariondetto(1657)-La Riposa(2205)
N A
5,4

548

10,15




La località è situata sul versante meridionale del Rocciamelone (3538m), l'imponente montagna che domina la Val di Susa ed era considerata nell'antichità la più alta vetta della Alpi.
La strada risulta asfaltata fino a 5 Km dalla sommità; l'asfalto è in alcuni tratti molto rovinato mentre il tratto finale presenta un ottimo fondo naturale in terra battuta con pochi sassi; le pendenze sono molto dure e costanti, il traffico scarso e l'ambiente molto bello.
Le indicazioni stradali sono ottime e tutti gli incroci sono ben segnalati; durante il percorso occorre seguire le indicazioni per il Rocciamelone mentre il segnale per La Riposa appare soltanto nel finale.

Dal centro di Susa (503m) si attraversa l'ampio piazzale-parcheggio e si imbocca la stradina subito a nord della stazione ferroviaria seguendo le indicazioni per Mompantero; si procede in piano superando una scuola ed una chiesa e si attraversa il ponte sul torrente Cenischia.
Subito dopo il ponte si prosegue diritti ignorando le segnalazioni per Mompantero che indicano a sinistra e si procede per altri 300 metri fino al successivo incrocio, situato presso il cimitero, dove si svolta a sinistra per raggiungere Urbiano (531m), capoluogo del comune di Mompantero, con salita che diventa progressivamente più impegnativa.
Nell'attraversamento dell'abitato la salita è decisamente ripida e tale si mantiene nei tornanti con i quali si esce dal paese, poi la pendenza si attenua leggermente e si affrontano altri tornanti.
Si entra poi nel bosco, si attraversa il torrente sul ponte Piano del Molino e si superano alcuni stretti tornanti in una verde valletta.
La strada aggira poi il costone su cui sorge, in ottima posizione panoramica, la chiesetta della Madonna dell'Ecova (710m), raggiungibile mediante una breve diramazione a fondo naturale.
Si prosegue in costa lungo il versante settentrionale della valle di Susa con ampia vista sulla vallata, poi si affrontano alcuni tornanti che consentono di raggiungere la frazione Braida.
La strada continua con altri duri tornanti ed asfalto molto rovinato con ampie buche; dopo un breve falsopiano si lascia a destra la diramazione per Cugno e Mompantero Vecchio e si attraversa il ponte su un torrente.
Si riprende decisamente a salire lasciando a sinistra una breve diramazione per Ganduglia (901m) e si affrontano due ripidi tornanti con asfalto dissestato.
Si procede a lungo in costa in forte salita su strada ben asfaltata dominando dapprima Susa e la sua conca, poi la valle della Cenischia e la strada del Colle del Moncenisio (2084m), lungo la quale si osserva l'ampio abitato di Giaglione; un paio di brevissimi falsopiano interrompono la dura e costante ascesa.
Un falsopiano più lungo precede il tornante in corrispondenza del quale si lascia a sinistra la diramazione per la batteria Paradiso (1245m).
In forte salita si raggiunge la Borgata Alpini (1315m) con le sue belle case ristrutturate e la fontana, ultima occasione di approvvigionamento idrico; dopo un tornante si passa sotto l'abitato di Cresto (1401m), a cui accede una diramazione a fondo naturale bloccata da una sbarra.
Si affronta un altro tornante e si procede a lungo nel bellissimo bosco; dopo il successivo tornante si affronta il tratto più difficile del percorso con pendenze molto ripide e fondo stradale dove l'asfalto è ormai quasi completamente scomparso lasciando buche e sassi.
Al successivo tornante si lascia a sinistra la diramazione a fondo naturale per la cima del Monte Pampalù (1624m), dove erano state installate alcune batterie con controllare con l'artiglieria il Colle del Moncenisio.
Si continua in forte salita con buon fondo asfaltato nel bosco, poi si lascia a destra un alpeggio e si raggiunge l'ampia onca prativa dell'Alpe Prariondetto (1657m); in forte salita si supera un crinale boscoso e si raggiunge un bivio dove termina il tratto asfaltato.
Si lascia a destra la diramazione a fondo naturale che termina al Trucco (1706m) e si procede in sensibile ascesa su ottimo fondo in terra battuta; dopo un lungo tratto in costa nel bosco si attraversa un'ampia radura dove sorge una baita e si raggiunge un bivio, dove si lascia a destra la carreggiabile che scende all'Alpe Tour (1750m).
Si tiene a sinistra seguendo le indicazioni per il Rocciamelone e, per la prima volta, per la Riposa e si attraversa un boschetto, poi si affrontano due ripidi tornanti tra i prati, un altro tratto nel bosco ed altri due tornanti tra i prati.
Presso il secondo tornante (manca 1,5 Km alla sommità) si trova ampio spazio per il parcheggio delle autovetture; si tratta infatti del punto di partenza per le ascensioni a piedi al Rocciamelone.
Una sbarra impedisce il transito alle autovetture ma i ciclisti possono tranquillamente aggirarla e percorrere il ripido tratto su ottimo fondo che si snoda tra i prati aggirando due costoni; dopo una brevissima discesina si sale duramente fino ad un tornante, dove si lascia a destra una carreggiabile sbarrata dal pessimo fondo, e si affronta l'ultimo ripido strappo che conduce alle rovine delle costruzioni della località La Riposa.
Si gode un ampio panorama sulle montagne circostanti.

(Itinerario percorso il 17/07/1999)



Il Rocciamelone visto da sud

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