LA RIPOSA, 2185m (Torino)



Accesso da Susa 20,7 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Susa(493)-Urbiano(531) 
A
1,5

38

2,53

Urbiano(531)-Madonna dell'Ecova(710)
A

2,0

179

8,95

Madonna dell'Ecova(710)-bivio Ganduglia(920) 
A

2,8

210

7,50

bivio Ganduglia(920)-20° tornante(1240)
A
3,9

320

8,21

20° tornante(1240)-Borgata Alpini(1315)
A
0,9

75

8,33

Borgata Alpini(1315)-24° tornante(1591)
A
3,0

276

9,20

24° tornante(1591)-Alpe Prariondetto(1697)
A
1,2

106

8,83

Alpe Prariondetto(1697)-bivio Alpe Tour(1915)
N A
2,4

218

9,08

bivio Alpe Tour(1915)-28° tornante(2045)
N A
1,5

130

8,67

28° tornante(2045)-La Riposa(2185)
N A
1,5

140

9,33




La località, dove si trova l'omonimo rifugio, è situata sul versante meridionale del Rocciamelone (3538m), l'imponente montagna che domina la Val di Susa ed era erroneamente considerata nell'antichità la più alta vetta della Alpi.
La strada risulta asfaltata fino a 5 Km dalla sommità; l'asfalto è in alcuni tratti molto rovinato mentre il tratto finale presenta un ottimo fondo naturale in terra battuta con pochi sassi; le pendenze sono molto dure e costanti, il traffico scarso e l'ambiente molto bello.
Le indicazioni stradali sono ottime e tutti gli incroci sono ben segnalati; durante il percorso occorre seguire le indicazioni per il Rocciamelone mentre il segnale per La Riposa appare soltanto nel finale.

Nel centro di Susa alla rotonda (493m) fra l'ospedale e la stazione ferroviaria si abbandona la strada statale del Colle del Moncenisio (2084m) per imboccare la strada provinciale 210 che costeggia il fabbricato terminale della stazione e subito dopo svolta a destra transitando tra il parcheggio della stazione a destra ed una scuola ed una chiesa sulla sinistra.
Subito dopo il ponte sul torrente Cenischia si prosegue diritti ignorando le segnalazioni per Mompantero, che indicano subito a sinistra, e si procede per altri 300 metri fino al successivo incrocio, situato presso il cimitero, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Urbiano e Rocciamelone.
La salita diventa progressivamente più impegnativa per raggiungere Urbiano (531m), capoluogo del comune di Mompantero; nell'attraversamento del centro abitato la pendenza risulta decisamente ripida.
Si esce dal paese con 6 duri tornanti, poi la pendenza si attenua leggermente, si entra nel bosco, si attraversa il torrente sul ponte Piano del Molino e si affrontano altri 4 tornanti in una verde valletta ignorando la diramazione a sinistra per Seghino.
La strada aggira poi il costone su cui sorge, in ottima posizione panoramica, la chiesetta della Madonna dell'Ecova (710m), raggiungibile mediante una breve diramazione a fondo naturale.
Si prosegue in costa lungo il versante settentrionale della valle di Susa con ampia vista sulla vallata; dopo l'undicesimo ed il 12° tornante si lascia a sinistra la breve diramazione a fondo chiuso per la borgata Bianco e dopo il 15° tornante ad un incrocio (810m) si ignora a sinistra l'accesso alla frazione Braida.
Il tracciato continua con due tornanti, asfalto molto rovinato ed ampie buche; dopo un breve falsopiano ad un incrocio (862m) si lascia a destra la diramazione per Chiamberlando, Cugno e Mompantero Vecchio e si attraversa il ponte su un torrente.
Si riprende decisamente a salire lasciando a sinistra ad un incrocio (920m) una breve diramazione per la borgata Ganduglia (901m) e si affrontano due ripidi tornanti con asfalto dissestato.
Si procede a lungo in costa in forte salita su strada ben asfaltata dominando dapprima Susa e la sua conca, poi la valle della Cenischia e la strada del Moncenisio, lungo la quale si osserva l'ampio abitato di Giaglione; un paio di brevissimi falsopiani interrompono la dura e costante ascesa.
Un falsopiano più lungo precede il 20° tornante (1240m), in corrispondenza del quale si lascia a sinistra la diramazione per la batteria Paradiso (1245m).
In forte salita si raggiunge la Borgata Alpini (1315m) con le sue belle case ristrutturate e la fontana, ultima occasione di approvvigionamento idrico; dopo il 21° tornante (1340m) si passa sotto l'abitato di Cresto (1401m), a cui accede una diramazione a fondo naturale bloccata da una sbarra.
Si affronta il 22° tornante (1434m) e si procede a lungo nel bellissimo bosco; dopo il 23° tornante (1536m) si affronta il tratto più difficile del percorso con pendenze molto ripide e fondo stradale dove l'asfalto è ormai quasi completamente scomparso lasciando buche e sassi.
Al 24° tornante (1591m) si lascia a sinistra la diramazione a fondo naturale per la cima del Monte Pampalù (1624m), dove erano state installate alcune batterie per controllare con l'artiglieria il Colle del Moncenisio.
Il tracciato continua in forte salita con buon fondo asfaltato nel bosco, poi si lascia a destra un alpeggio e si raggiunge l'ampia conca prativa dell'Alpe Prariondetto (1697m); in forte salita si supera un crinale boscoso e si raggiunge un incrocio (1738m) dove termina il tratto asfaltato e si lascia a destra la diramazione a fondo naturale che termina al Trucco (1706m).
La pista procede in sensibile ascesa su ottimo fondo in terra battuta; dopo un lungo tratto in costa nel bosco si attraversa un'ampia radura dove sorge il rifugio La Darbunera e si raggiunge un bivio (1915m), dove si lascia a destra la carreggiabile che scende all'Alpe Tour (1750m).
Si tiene a sinistra seguendo le indicazioni per il Rocciamelone e, per la prima volta, per la Riposa e si attraversa un boschetto, poi si affrontano i ripidi 25° tornante (1941m) e 26° tornante (1960m) tra i prati.
Dopo un altro tratto nel bosco, il 27° tornante (2028m) ed il 28° tornante (2045m) tra i prati si incontra un ampio spazio per il parcheggio delle autovetture; si tratta infatti del punto di partenza per le ascensioni a piedi al Rocciamelone.
Una sbarra impedisce il transito alle autovetture ma i ciclisti possono tranquillamente aggirarla e percorrere il ripido tratto su ottimo fondo che si snoda tra i prati aggirando due costoni; dopo una brevissima discesina si sale duramente fino al 29° ed ultimo tornante (2174m), dove si lascia a destra una carreggiabile sbarrata dal pessimo fondo che si perde tra i pascoli, e si affronta l'ultimo ripido strappo che conduce al Rifugio La Riposa (2185m) da dove parte un sentiero pedonale che si inerpica al Rifugio Cà d'Asti ed alla vetta del Rocciamelone.
Si gode un ampio panorama sulle montagne circostanti.

(Itinerario percorso il 17/07/1999)



Il Rocciamelone visto da sud

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