VAL CEDEC, 2832m (Sondrio)



Accesso da Bormio 24 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Bormio(1201)-Uzza(1307)
A
2,4

106

4,42

Uzza(1307)-Sant'Antonio(1339)

A

2,4

32

1,33

Sant'Antonio(1339)-Santa Caterina(1738)

A

7,8

399

5,11

Santa Caterina(1738)-Capucc(1799)

A

1,8

61

3,39

Capucc(1799)-Molinelli(1943)

A

1,4

144

10,29

Molinelli(1943)-Campec(2061)   
A

1,2

118

9,83

Campec(2061)-I Forni(2176) 

A

1,0

115

11,50

I Forni(2176)-Rifugio Pizzini(2706)  
N A
4,6

530

11,52

Rifugio Pizzini(2706)-teleferica Casati(2832)
N A
1,4

126

9,00




La Val Cedec si trova in Valfurva ai piedi del Gran Zebrù e del Cevedale ed è risalita da una stradina a fondo naturale che raggiunge il Rifugio Pizzini (2706m) e termina presso la stazione di base della teleferica (2832m) che consente il trasporto dei materiali al Rifugio Casati (3254m).
Molti ciclisti ed escursionisti a piedi terminano la loro fatica al rifugio ma risulta possibile arrivare fino alla stazione della teleferica in un grandioso ambiente di alta montagna dominato dal ghiacciaio del Cevedale con un tracciato in gran parte ciclabile anche se in alcuni punti occorre procedere a piedi spingendo la bicicletta.
Da Bormio a Santa Caterina Valfurva si segue la strada asfaltata del Passo di Gavia (2621m), da S. Caterina si percorre poi la strada asfaltata che conduce a I Forni (2176m), dove si imbocca la carreggiabile a fondo naturale che conduce in Val Cedec.

A Bormio (1201m) si imbocca la Valfurva in moderata salita; dopo il barocco santuario ottagonale della Madonna della Misericordia si sale ripidamente al borgo di Uzza (1307m); in leggera discesa e poi in falsopiano si attraversano senza soluzione di continuità gli abitati di San Nicolò (1319m) e Sant'Antonio (1339m), sede del comune di Valfurva, dove si incontra un breve tratto di pavè; in tutte le tre frazioni si trovano fontane utili per approvvigionarsi d'acqua.
Dopo un tratto di leggera ascesa la strada entra in una gola boscosa in dura salita ma con tracciato largo, ben asfaltato e senza curve difficili: è un tratto che si presta a forti velocità in discesa; dopo una semigalleria paravalanghe si procede con forte ascesa intervallata da brevi tratti di falsopiano fino a Santa Caterina Valfurva (1738m), località turistica in splendida posizione ai piedi del Cevedale.
All'inizio del paese si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per strada dei Forni e si abbandona la strada del Passo di Gavia; in alternativa solo in bicicletta si arriva nel centro, si svolta a sinistra entrando nell'area pedonale, si passa un ponte e si svolta a destra; si supera la stazione di pagamento del pedaggio per i veicoli a motore e si percorrono 1500 metri in falsopiano superando un grosso campeggio ed entrando nella Valle dei Forni.
La strada diventa molto stretta e si impenna con pendenze impressionanti (18/20%) per circa un chilometro percorso interamente al sole tra i prati superando la località Capucc (1799m).
Presso una baita in località Miravalle (1879m) la salita diventa più ragionevole: benché sia sempre molto impegnativa sembra quasi facile rispetto al terribile tratto precedente.
Si entra nel bosco raggiungendo la località Molinelli (1943m), dove si trova un'area attrezzata per pic-nic presso una cascata; dopo un brevissimo tratto facile la salita ridiventa molto dura e si affrontano due ripidi tornanti.
Dopo un tratto di forte ascesa si affronta una breve ma sensibile discesa seguita da una rampa progressivamente più dura fino ad arrivare con pendenza micidiale alla località Campec (2061m), dove sorge il rifugio Stella Alpina di fronte al quale si può rifiatare per brevissimo tratto.
Si vede di fronte l'albergo dei Forni, ma il tratto che lo precede è terribile: dopo un tratto di salita molto dura si affronta un micidiale rettilineo al sole e due stretti e ripidissimi tornanti che conducono nella conca ai piedi dell'albergo dove termina la strada asfaltata.
Passando tra due roccioni si scende brevemente su buon fondo naturale e si arriva alla zona dei parcheggi; tenendo a sinistra si affronta la ripida rampa che in 300 metri dalla fine dell'asfalto porta all'ingresso dell'albergo; da questo punto il transito dei mezzi motorizzati non autorizzati è vietato e si incontrano solo i fuoristrada che effettuano servizio di navetta fino al rifugio Pizzini.
Di fronte all'albergo si affronta un primo tornante ciclabile ma poi bisogna scendere dalla bicicletta per superare altri due tornanti dalla pendenza proibitiva e dal fondo sconnesso; si esce dal bosco e si riprende a pedalare con buon fondo e solo in due brevi rampette può essere necessario scendere dalla bicicletta e spingere il mezzo.
Si entra nella Val Cedec con splendido panorama sulla valle e la sua testata ed anche con grandiosa vista retrospettiva sul ghiacciaio dei Forni e la Punta San Matteo (3678m); il Rifugio Pizzini risulta ben visibile in mezzo alla valle e funge da punto di riferimento.
Si procede in continua e forte salita con tracciato sempre ciclabile e sicuro e si supera la Baita di Cedèc (2450m) alta rispetto alla stradina; quando ci si avvicina al rifugio la pendenza aumenta progressivamente e con una rampa molto ripida ed al limite della ciclabilità si arriva ad un ponticello e subito dopo al Rifugio Pizzini-Fràttola (2706m).
Si continua diritti dopo il rifugio ignorando il sentiero a destra e si sale con fondo più sconnesso ma sempre ciclabile fino ad un dosso dal quale si scende per 20 metri ad un grande ghiaione solcato da piccoli ruscelletti che si attraversano senza problema nelle belle giornate estive.
Si affronta una ripida rampa con qualche problema di ciclabilità e si procede poi senza problemi; con una discesa di 90 metri ciclabile anche al ritorno si raggiungono il laghetti di Cedec e si attraversa un ponticello in legno sul loro emissario.
Si riprende a salire dapprima con una rampa ciclabile e poi con dei tornanti ripidissimi e sconnessi che obbligano a spingere la bicicletta; quando la pendenza diminuisce si riprende a pedalare, si passa presso alcuni tralicci elettrici e con un breve tratto facile si arriva al termine del percorso (2832m) presso la stazione di base della teleferica di servizio del ben visibile Rifugio Casati ed una brutta costruzione in legno.
Il panorama è esaltante: la testata della valle è coronata a nord dal Gran Zebrù (3851m) ed ad est dal Monte Cevedale (3757m) e dal Monte Pasquale (3553m); il ghiacciaio del Cevedale si distende vicinissimo e grandioso; si gode anche ampia vista sula valle appena percorsa ed il ghiacciaio dei Forni.

(Itinerario percorso il 6 agosto 2015)



La Val Cedec dominata dal Gran Zebrù con la stradina che la percorre

Il percorso dal Rifugio Pizzini alla teleferica

Il punto di arrivo alla partenza della teleferica

Il ghiacciaio del Cevedale

Davanti al ghiacciaio del Cevedale

In cima con la Val Cedec ed il Rifugio Pizzini alle spalle

Il ghiacciaio dei Forni visto dall'imbocco della Val Cedec



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