FORCOLA DI LIVIGNO, 2315m (Grigioni-Sondrio)



Accesso da Tirano 34,2 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Tirano(438)-Campocologno(553)
1,7

115

6,76

Campocologno(553)-Brusio(781) 

3,8

228

6,00

Brusio(781)-Miralago(962) 

2,6

181

6,96

Miralago(962)-Le Prese(965) 

3,0

3

0,10

Le Prese(965)-Poschiavo(1014) 

4,6

49

1,06

Poschiavo(1014)-San Carlo(1093)

2,1

79

3,76

San Carlo(1093)-Pizzolascio(1552)

5,7

459

8,05

Pizzolascio(1552)-La Rosa(1870) 

4,1

318

7,76

La Rosa(1870)-La Motta(2054) 

2,6

184

7,08

La Motta(2054)-Forcola di Livigno(2315) 

4,0

261

6,52

Accesso da Livigno 14 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Livigno(1816)-Tresenda(1894) 

5,4

78

1,44

Tresenda(1894)-Forcola di Livigno(2315)

8,6

421

4,89




Il valico collega la Val Poschiavina, laterale svizzera della Valtellina, con la conca di Livigno che, pur facendo parte della provincia di Sondrio, è percorsa dal torrente Spol, affluente dell'Inn.
Il passo possiede dunque una caratteristica singolare: il versante meridionale, idrograficamente facente parte del bacino dell'Adda e quindi del Po, appartiene politicamente alla Svizzera, mentre il versante settentrionale è italiano, benchè idrograficamente appartenente al bacino dell'Inn e quindi del Danubio.
Infatti la zona di Livigno risulta geograficamente situata oltre lo spartiacque alpino ed è raggiungibile dal resto della Lombardia solo mediante passi di quota superiore ai 2000 metri; per questa particolarità il comune di Livigno gode della extraterritorialità doganale.
Il percorso presenta aspetti molto differenti sui due versanti: molto duro,lungo ed impegnativo quello meridionale, che coincide con la strada del Bernina fino al bivio a 4 Km dalla sommità; facile e breve, con modesto dislivello, il versante settentrionale.
La strada è interamente asfaltata e risulta larga, agevole e ben tenuta nel tratto in comune col Bernina, mentre diventa più stretta, ma non disagevole, nel settore più elevato; il valico rimane chiuso al traffico durante i mesi invernali.

Per la descrizione della lunga ascesa da Tirano (438m) a La Motta (2054m) vedi il paragrafo relativo al Passo del Bernina (2323m).
A La Motta si svolta incontrando la dogana svizzera; dopo una dolce discesa si sale leggermente e si ridiscende a varcare il torrente su un ponte (2085m), poi la strada si impenna e sale ripida lungo la spoglia Val Lagone; a sinistra si nota l'apocalittico spettacolo di una grossa frana inframezzata da cuspidi rocciose; sempre in dura ascesa si riattraversa il torrente (2206m) e si affrontano due tornanti, si aggira uno spuntone roccioso e si percorre il rettilineo che conduce al valico, dove sorgono la dogana italiana e due posti di ristoro.

Da Livigno (1816m) si parte in falsopiano attraverso il lungo abitato disteso nell'ampia vallata; dopo aver superato lo Spol sul ponte Lungo (1873m) si toccano Tresenda (1894m), dove si lascia sulla sinistra la carreggiabile per la valle delle Mine, e le baite Campacciolo di Sotto (1906m) e Campacciolo di Sopra; si nota presso la strada il Sasso di Pietra Grossa (2007m) e dopo aver riattraversato (1929m) il fiume Spol si inizia a salire moderatamente lungo il versante occidentale della valle sempre lasciando sulla destra l'Alpe Campaccio; il tracciato risulta sempre esposto al sole.
Dopo il Baitel del Gras degli Agnelli (2099m), che si trova poco più in basso del tracciato (2106m) la salita diventa più impegnativa ed il percorso comincia ad innalzarsi rispetto al fondovalle mentre di fronte compare il passo in fondo alla vallata; si incontrano una prima (2198m), una seconda (2242m) ed una terza più breve semigalleria paravalanghe; dopo la quarta semigalleria il tracciato sempre snodandosi alto in costa perviene al valico.

(Itinerario percorso il 22/07/1989 da Tirano)



Il Lago di Poschiavo e l'alta valle

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