COL DU GALIBIER, 2647m (Hautes Alpes-Savoia)



Accesso da St.Michel-de-Maurienne 35,2 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

St.Michel(712)-bivio Valmeinier(1358) 
9,1

646

7,10

bivio Valmeinier(1358)-Col du Télégraphe(1566) 
3,0

208

6,93

Col du Télégraphe(1566)-Valloire(1430) 

5,0

-136

-2,72

Valloire(1430)-les Verneys(1544) 

2,4

114

4,75

les Verneys(1544)-Plan Lachat(1961)

7,5

417

5,56

Plan Lachat(1961)-imbocco nord tunnel(2556)

7,2

595

8,26

imbocco nord tunnel(2556)-Col du Galibier(2647)

1,0

91

9,10

Accesso da Col du Lautaret 8,7 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Col du Lautaret(2058)-imbocco sud tunnel(2556)

7,8

498

6,38

imbocco sud tunnel(2556)-Col du Galibier(2647) 

0,9

91

10,11




Il mitico valico alpino, il cui nome rievoca istantaneamente le più epiche pagine della storia del Tour de France, collega la valle dell'Arc, denominata Maurienne, in Savoia, con il Col du Lautaret (2058m), spartiacque tra il bacino della Durance con la zona di Briançon e la valle della Romanche, che conduce a Grenoble.
Il percorso è eccezionale, sia per le caratteristiche tecniche della strada, sia per l'ambiente meraviglioso di alta montagna in cui si svolge, con panorami su vette e ghiacciai di straordinaria bellezza, potenza e maestosità.
La strada è interamente asfaltata, ma abbastanza stretta in rapporto alla ragguardevole mole di traffico sia ciclistico che automobilistico che la percorre; è inoltre priva di protezione verso valle anche in tratti abbastanza pericolosi.

Dal centro di St.Michel-de-Maurienne (712m) si inizia subito a salire con viva pendenza e numerosi tornanti abbandonando il fondovalle dell'Arc; dopo aver attraversato il villaggio di St.Martin-d'Arc si affronta il 1° tornante (814m) e dopo altri due tornanti si passa per les Petites Seignières; dopo un ponticello (936m) sul Ruisseau de Fontaine si lascia sulla sinistra les Grandes Seignières e si affrontano il 4° tornante (978m) sinistrorso ed il 5° tornante ancora sinistrorso, poi si percorre un tratto alla base della parete rocciosa in cima alla quale il Fort du Tèlégraphe (1613m) domina la vallata.
Si continua nel bosco con forte pendenza, si affrontano ravvicinati il 6° ed il 7° tornante (1100m) e si riattraversa (1128m) il Ruisseau de Fontaine, poi con 5 tornanti si raggiunge l'incrocio (1358m) dove si lascia a sinistra la strada per Valmeinier; dopo un tratto di salita moderata si riattraversa ancora (1434m) il Ruisseau de Fontaine e si percorre in forte ascesa la conca che conduce al Col du Tèlégraphe, valico anch'esso ben noto nella storia del Tour de France.
Il Col du Tèlégraphe (1566m) mette in comunicazione la valle dell'Arc, della quale si è finora percorso il fianco meridionale, con la sua laterale valle della Valloirette, strettissima, ripida ed impenetrabile nel suo tratto terminale; una stradina non asfaltata conduce al Fort du Tèlégraphe (1613m), splendido punto panoramico.
Si affronta l'ombrosa e fresca discesa che conduce a Valloire (1430m) con pendenze dapprima molto modeste e nel finale un poco più sensibili; nella discesa si attraversa un piccolo valico, denominato le Col (1522m); Valloire è un centro turistico in bella posizione con una notevole parrocchiale barocca; di fronte alla chiesa si trova una fontana che rappresenta l'ultima possibilità di rifornirsi d'acqua.
Si esce dal paese alternando strappi e falsopiani; con forte pendenza si perviene alla frazione di les Verneys (1544m), da dove si continua in leggera ascesa in un ampio vallone; a La Rivine (1585m) si attraversa il torrente e si procede ancora senza difficoltà per un chilometro, poi la strada si impenna e la salita si fa dura.
Si attraversa la gola denominata la Barricade des Pestiférés e dopo due tornanti si lascia sulla sinistra (1670m) l'altiporto di Bonne Nuit; si continua in forte pendenza tra i prati superando la Petite Charmette (1797m) mentre le montagne circostanti assumono un carattere sempre più grandioso; si percorrono un ponte (1840m) a monte dell'alpeggio di la Grande Charmette ed un altro ponte (1886m) appena prima di les Thymelets e con un tratto leggermente più facile si raggiunge il rifugio di Plan Lachat (1961m), dove si lascia a sinistra
la strada a fondo naturale che sale al Col de la Pare (2412m) ed al Camp des Rochilles; dopo un ponticello (1987m) sul torrente Valloirette la strada sale ripida con 4 stretti tornanti e senza protezioni per superare arditamente la strapiombante parete rocciosa che sbarra la valle.
Si entra nella vasta conca del Plan de la Fraichère dove si incontrano alcune baite dopo le quali la salita diventa leggermente meno dura mentre si percorre un lungo tratto in costa; dopo il Collet du Plan Nicolas (2406m) con una serie di curve si perviene faticosamente all'imbocco settentrionale del traforo, regolato a senso unico alternato mediante un semaforo e vietato a pedoni e ciclisti, dove si incontrano un rifugio ed il cartello con la scritta "Col du Galibier, 2556m"; si affronta l'ultimo durissimo chilometro su strada stretta e tortuosa lungo la ripida parete rocciosa; un cartello stradale indica la pendenza del 10%.
Si perviene così alla sommità del valico, stretta sella a quota 2647 metri, al confine tra i dipartimenti della Savoia e delle Hautes-Alpes; il panorama è grandioso, ma è ancora più spettacoloso se si sale al vicino belvedere a quota 2704m: a est domina la vetta del Grand Galibier (3229m), a nord si erge in distanza il Monte Bianco dietro alle montagne del gruppo della Vanoise, a sud si ha la visione ravvicinata e spettacolosa dei ghiacciai scintillanti della Meije (3983m) e della Barre des Ecrins (4103m), a sud-est si scorge il Monviso (3841m), parzialmente nascosto dal Pic de Rochebrune (3325m); lo spazio per il parcheggio è esiguo e non esiste alcun punto di ristoro.

Sul versante meridionale la salita al valico inizia al Col du Lautaret (2058m), e si snoda impegnativa fra i prati; dopo un primo tornante (2102m) si passa in costa sopra il Col du Lautaret e si raggiunge il panoramico 2° tornante, dove sembra di poter toccare con mano il prospiciente ghiacciaio della Meije; si continua con pendenza regolare intorno al 7/8% portandosi sul versante di Briançon prima di aggirare (2243m) il costone che scende dalla Crete de Chaillol ed imboccare un impressionante vallone che si risale a lungo.
Con pendenza moderata si raggiunge il ponticello (2348m) su cui si attraversa il Torrent de Roche e si cambia versante del vallone; con pendenza più accentuata si passa tra due roccioni e si aggira un crinale dopo il quale appare finalmente il valico: sono ben visibili gli edifici presso l'imbocco del traforo, i tornanti conclusivi e la sommità del passo.
Dopo un tratto in costa si affronta il 3° tornante (2541m); poco dopo in corrispondenza del 4° tornante sorge un edificio diroccato, poi si incontra il monumento a Henry Desgranges, ideatore del Tour de France, un semplice cilindro di pietra chiara con l'iscrizione commemorativa, prima dell'ampio spazio di parcheggio intorno allo Chalets du Galibier, locale che funge da bar-ristorante situato presso l'imbocco meridionale del traforo (2556m.)
Si affronta ora l'ultimo durissimo tratto di 900 metri con pendenze fino al 12% e si affrontano 3 stretti tornanti ravvicinati e l'ultimo duro strappo per giungere al passo.

(Itinerario percorso il 04/08/1989 sul versante nord, il 06/08/2008 sul versante sud)



Il passo e gli ultimi tornanti visti salendo dal Col du Lautaret

In cima al passo con la Meije e la Barre des Ecrins sullo sfondo

Panorama dal passo sull'ultimo tratto salendo dal Col du Lautaret

Panorama dal passo sull'ultimo tratto salendo dal versante nord

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