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Il
mitico valico alpino, il cui nome rievoca istantaneamente le più
epiche pagine della storia del Tour de France, collega la valle
dell'Arc, denominata Maurienne, in Savoia, con il Col
du Lautaret (2058m), spartiacque tra il bacino della Durance
con la zona di Briançon e la valle della Romanche, che
conduce a Grenoble. Il percorso è eccezionale, sia per
le caratteristiche tecniche della strada, sia per l'ambiente
meraviglioso di alta montagna in cui si svolge, con panorami su
vette e ghiacciai di straordinaria bellezza, potenza e
maestosità. La strada è interamente asfaltata,
ma abbastanza stretta in rapporto alla ragguardevole mole di
traffico sia ciclistico che automobilistico che la percorre; è
inoltre priva di protezione verso valle anche in tratti
abbastanza pericolosi.
Dal centro di
St.Michel-de-Maurienne (712m) si inizia subito a salire con viva
pendenza e numerosi tornanti abbandonando il fondovalle dell'Arc;
dopo aver attraversato i villaggi di St.Martin-d'Arc e les
Seignières si percorre un tratto alla base della parete
rocciosa in cima alla quale il Fort du Tèlégraphe
(1613m) domina la vallata. Si continua nel bosco con forte
pendenza e con diversi tornanti fino al bivio per Valmeinier, a 3
Km dal Col du Tèlégraphe; dopo un tratto di salita
moderata si percorre in forte ascesa la conca che conduce al
valico, anch'esso ben noto nella storia del Tour de France. Il
Col du Tèlégraphe (1566m) mette in comunicazione la
valle dell'Arc, della quale si è finora percorso il fianco
meridionale, con la sua laterale valle della Valloirette,
strettissima, ripida ed impenetrabile nel suo tratto terminale;
una stradina non asfaltata conduce al Fort du Tèlégraphe
(1613m), splendido punto panoramico. Si affronta l'ombrosa e
fresca discesa che conduce a Valloire (1430m) con pendenze
dapprima molto modeste e nel finale un poco più sensibili;
Valloire è un centro turistico in bella posizione con una
notevole parrocchiale barocca; di fronte alla chiesa si trova una
fontana che rappresenta l'ultima possibilità di rifornirsi
d'acqua. Si esce dal paese alternando strappi e falsopiani;
con forte pendenza si perviene alla frazione di les Verneys
(1544m), da dove si continua in leggera ascesa in un ampio
vallone; a La Ruine si attraversa il torrente e si procede ancora
senza difficoltà per un chilometro, poi la strada si
impenna e la salita si fa dura. Si lascia sulla sinistra
l'altiporto di Bonne Nuit e si continua in forte pendenza tra i
prati mentre le montagne circostanti assumono un carattere sempre
più grandioso; con un tratto leggermente più facile
si raggiunge il rifugio di Plan Lachat (1961m), dove si lascia a
sinistra la strada a fondo naturale che sale al Col
de la Pare (2412m) ed al Camp des Rochilles; dopo un
ponticello la strada sale ripida con stretti tornanti e senza
protezioni per superare arditamente la strapiombante parete
rocciosa che sbarra la valle. Si entra in una vasta conca dove
si incontrano alcune baite dopo le quali la salita diventa
leggermente meno dura mentre si percorre un lungo tratto in
costa; dopo il Collet du Plan Nicolas (2406m) con una serie di
curve si perviene faticosamente all'imbocco settentrionale del
traforo, regolato a senso unico alternato mediante un semaforo e
vietato a pedoni e ciclisti, dove si incontrano un rifugio ed il
cartello con la scritta "Col du Galibier, 2556m"; si
affronta l'ultimo durissimo chilometro su strada stretta e
tortuosa lungo la ripida parete rocciosa; un cartello stradale
indica la pendenza del 10%. Si perviene così alla
sommità del valico, stretta sella a quota 2647 metri, al
confine tra i dipartimenti della Savoia e delle Hautes-Alpes; il
panorama è grandioso, ma è ancora più
spettacoloso se si sale al vicino belvedere a quota 2704m: a est
domina la vetta del Grand Galibier (3229m), a nord si erge in
distanza il Monte Bianco dietro alle montagne del gruppo della
Vanoise, a sud si ha la visione ravvicinata e spettacolosa dei
ghiacciai scintillanti della Meije (3983m) e della Barre des
Ecrins (4103m), a sud-est si scorge il Monviso (3841m),
parzialmente nascosto dal Pic de Rochebrune (3325m); lo spazio
per il parcheggio è esiguo e non esiste alcun punto di
ristoro.
Sul versante meridionale la salita al valico
inizia al Col du Lautaret (2058m), e
si snoda impegnativa fra i prati; dopo un primo tornante si passa
in costa sopra il Col du Lautaret e si raggiunge il panoramico 2°
tornante, dove sembra di poter toccare con mano il prospiciente
ghiacciaio della Meije; si continua con pendenza regolare intorno
al 7/8% portandosi sul versante di Briançon prima di
imboccare un impressionante vallone che si risale a lungo. Con
pendenza moderata si raggiunge il ponticello su cui si attraversa
il torrente e si cambia versante del vallone; con pendenza più
accentuata si passa tra due roccioni e si aggira un crinale dopo
il quale appare finalmente il valico: sono ben visibili gli
edifici presso l'imbocco del traforo, i tornanti conclusivi e la
sommità del passo. Dopo un tratto in costa si
affrontano due tornanti; in corrispondenza del 4° tornante
sorge un edificio diroccato, poi si incontra il monumento a Henry
Desgranges, ideatore del Tour de France, un semplice cilindro di
pietra chiara con l'iscrizione commemorativa, prima dell'ampio
spazio di parcheggio intorno allo Chalets du Galibier, locale che
funge da bar-ristorante situato presso l'imbocco meridionale del
traforo (2556m.) Si affronta ora l'ultimo durissimo tratto di
900 metri con pendenze fino al 12% e si affrontano 3 stretti
tornanti ravvicinati e l'ultimo duro strappo per giungere al
passo.
(Itinerario percorso il 04/08/1989 sul versante
nord, il 06/08/2008 sul versante sud)
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