PASSO DI GAVIA, 2621m (Brescia-Sondrio)



Accesso da Bormio 26 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Bormio(1217)-Uzza(1307)
2,4

90

3,75

Uzza(1307)-S.Antonio(1339)

2,4

32

1,33

S.Antonio(1339)-S.Caterina(1738)

7,8

399

5,11

S.Caterina(1738)-Plaghera(2100)

4,7

362

7,70

Plaghera(2100)-rifugio Berni(2545)

6,5

445

6,85

rifugio Berni(2545)-Passo di Gavia(2621)

2,2

76

3,45

Accesso da Ponte di Legno 17,3 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Ponte di Legno(1258)-S.Apollonia (1585)

6,0

327

5,45

S.Apollonia(1585)-Passo di Gavia(2621)

11,3

1036

9,17




Il Passo di Gavia è una delle salite mitiche della storia del ciclismo;l'altezza, le pendenze e lo stato della strada hanno reso epici i transiti del giro d'Italia su questo valico.
Il passo collega la Valfurva e la Valtellina alla Valcamonica ed ebbe in tempi passati notevole importanza commerciale per i traffici tra la repubblica di Venezia ed il Nord-Europa; la strada fu costruita per esigenze militari nel corso della prima guerra mondiale e nel seguito risultò poco utilizzata a causa della sua difficoltà e pericolosità; solo dopo l'alluvione del 1987 si è provveduto ad allargare e migliorare il tracciato asfaltandolo completamente.
Il versante valtellinese presenta un percorso lungo con tratti ripidi ma anche tratti più pedalabili ed un finale quasi piano; il versante camuno risulta invece durissimo con pendenze fino al 17% e nessuna pausa; inoltre rasenta profondi burroni e richiede la massima prudenza ed attenzione.

A Bormio (1217m) si imbocca la Valfurva in moderata salita; dopo il barocco santuario ottagonale della Madonna della Misericordia si sale ripidamente al borgo di Uzza (1307m); in leggera discesa e poi in falsopiano si attraversano senza soluzione di continuità gli abitati di S.Nicolò (1319m) e S.Antonio (1339m), sede del comune di Valfurva, dove si incontra un breve tratto di pavè piuttosto fastidioso; in tutte le tre frazioni si trovano fontane utili per approvvigionarsi d'acqua.
Dopo un tratto di leggera ascesa la strada entra in una gola boscosa in dura salita ma con tracciato largo, ben asfaltato e senza curve difficili: è un tratto che si presta a forti velocità in discesa; dopo una semigalleria paravalanghe si procede con forte ascesa intervallata da brevi tratti di falsopiano fino a S.Caterina Valfurva (1738m), località turistica in splendida posizione ai piedi del Cevedale.
La strada diventa stretta e sale con molti severi tornanti nel bosco alle baite di Plaghera (2100m); gli alberi diventano sempre più radi e la strada più ripida mentre il panorama risulta sempre più grandioso sul gruppo dell'Ortles-Cevedale ed i suoi ghiacciai; dopo un breve falsopiano nei pressi della malga dell'Alpe la strada effettua una diversione nella laterale valle dell'Alpe e, passato il Ponte dell'Alpe (2294m) sul torrente, affronta il tratto più ripido lungo una strapiombante parete rocciosa.
Si torna nella valle di Gavia e si continua con pendenze molto dure interrotte da qualche tratto meno impegnativo costeggiando la malga dell'alpe di Gavia (2473m); con pendenza meno difficoltosa si perviene al rifugio A.Berni (2545m) ed al monumento ai prodi alpini difensori della Punta S.Matteo (3678m), comandati dal capitano A.Berni cui è dedicato il rifugio; di fronte appare possente il ghiacciaio dei Forni, il maggiore del gruppo Ortles-Cevedale.
La strada prosegue in falsopiano tra i magri prati e, dopo una breve rampa, costeggia il Lago Bianco (2606m) e raggiunge il valico, dove sorge il rifugio Bonetta; il passo è dominato ad est dal Corno dei 3 Signori (3360m) ed ad ovest dal Monte Gavia (3223m) ed ha un panorama piuttosto chiuso e limitato.

Sul versante camuno la salita parte da Ponte di Legno (1258m) in decisa salita, si scende brevemente per attraversare il torrente e si sale moderatamente costeggiando il torrente prima di riattraversarlo; si lascia a sinistra il ponte con la diramazione per i nuclei di Zoanno (1294m) e Precasaglio (1380m) e si sale sensibilmente fino ad affrontare due tornanti, poi si continua con dura pendenza nel bosco.
Prima di Sant'Apollonia (1585m) a quota 1514m, in corrispondenza di un'area attrezzata con fontana si lascia a destra la strada asfaltata per Pezzo e Case di Viso (1763m); si raggiunge Sant'Apollonia (1585m) nella valle delle Messi e dopo il paese il tracciato cambia aspetto, diventa più stretto e tortuoso e presenta una lunga serie di ripidi tornanti con pendenze sempre dure ed a tratti terribili con punte del 17%.
Il tratto peggiore è all'altezza della moderna galleria, dove occorre scegliere tra la lunga ed oscura galleria od il vecchio tracciato dal fondo molto brutto, stretto e privo di protezione verso il profondo burrone che costeggia la strada; con gli ultimi tornanti, asfaltati ma molto duri, si perviene al valico.

(Itinerario percorso il 14/07/1990)



Sul passo con il ghiacciaio dei Forni alle spalle

La sommità del passo (foto D.L.)

Il ghiacciaio dei Forni (foto D.L.)

Ultimo tratto di salita in vista del passo (foto D.L.)

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