PASSO DEL LUCOMAGNO, 1916m (Grigioni-Ticino)



Accesso da Biasca 42,2 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Biasca(301)-Malvaglia(375) 
6,5

74

1,14

Malvaglia(375)-Dongio(478) 

5,0

103

2,06

Dongio(478)-Acquarossa(528)

2,1

50

2,38

Acquarossa(528)-Torre(760)  

4,3

232

5,40

Torre(760)-Aquila(774)

1,8

14

0,78

Aquila(774)-Olivone ponte(891) 

3,5

117

3,34

Olivone ponte(891)-Camperio(1228)

5,9

337

5,71

Camperio(1228)-Campra(1426)

3,4

198

5,82

Campra(1426)-Acquacalda(1756)

5,3

330

2,95

Acquacalda(1756)-Alpe Casaccia(1818)

2,1

62

3,19

Alpe Casaccia(1818)-Passo del Lucomagno(1916)

2,3

98

4,26





Accesso da Disentis 20,5 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Disentis(1143)-Curaglia(1332)

5,5

189

3,44

Curaglia(1332)-Passo del Lucomagno(1916)

15

584

3,89




Il Passo del Lucomagno risulta uno dei più agevoli valichi delle Alpi svizzere e nel contempo è uno dei più belli e tranquilli.
Sul versante meridionale il percorso è molto lungo ma la salita vera e propria inizia solo ad Olivone e, pur essendo continua ed impegnativa, non si presenta mai molto dura; il finale risulta anzi abbastanza facile.
Il versante settentrionale presenta alcuni tratti impegnativi intervallati a lunghi pezzi senza difficoltà.
La strada è in generale bella ed ampia, interamente asfaltata, anche se per lunghi tratti rivestita con lastroni di cemento; i panorami sono molto belli ed ampi, le valli di accesso verdi e riposanti.

Sul versante meridionale si parte dalla stazione ferroviaria (293m) di Biasca e si può scegliere se attraversare il centro dell'abitato oppure se seguire per 800 metri la strada del Passo del San Gottardo fino alla rotonda (301m), dove si seguono le indicazioni per il Lucomagno; i due percorsi si congiungono comunque prima di uscire dal paese; il percorso indicato invece all'uscita dell'autostrada evita il paese con una circonvallazione il cui transito risulta vietato alle biciclette.
Si procede in leggera ascesa nell'ampia Val Blenio; dopo l'incrocio (364m) per Loderio e Semione una breve rampa conduce al Ponte Leggiuna (370m) sul torrente che scende dalla strettissima Val Pontirone; l'antico ponte è visibile proprio all'ingresso della gola.
Una breve discesa conduce al pianoro di Malvaglia (375m), comune formato da vari nuclei, che la strada moderna evita percorrendo il centro della vallata; è da ammirare il bel campanile romanico della parrocchiale.
In moderata ascesa si raggiungono Motto Blenio (441m) e Dongio (478m), lungo abitato che precede un ponte (488m) sul torrente Brenno ed il comune di Acquarossa, formato da vari nuclei di case.
Si attraversa il ponte sul Brenno (528m) e si inizia un'impegnativa salita in costa nel bosco fino al villaggio di Torre (760m), riconoscibile dal bel campanile della parrocchiale; la moderna variante evita i centri di Torre e Dangio e scende dolcemente a varcare il nuovo ponte sul torrente che scende dal massiccio dell'Adula (3402m), che svetta ad est.
Si sale facilmente ad Aquila (774m); nel centro del paese la strada si impenna e si affrontano due impegnativi tornanti; la salita diventa progressivamente meno impegnativa e si raggiunge senza difficoltà Olivone (902m), principale centro turistico della zona sito alla confluenza della valle del Lucomagno nella Val Blenio.
Dopo una breve discesa si varca il ponte (891m) sul Brenno della Greina ai piedi del paese e si inizia la salita vera e propria che in 19 Km conduce al valico.
Si sale moderatamente lasciando sulla destra la frazione di Scona (927m); appena prima di un ponte (951m) ad un incrocio si distacca a destra il percorso che attraverso la Galleria della Toira (lunga 1500 metri) raggiunge Campo Blenio, da dove si sale molto ripidamente a Pian Geirett (2012m) oppure alla diga che genera il Lago di Luzzone (1609m); dopo l'incrocio la strada corre in costa verso sud lungo il lato occidentale della conca.
Dopo un tornante (1059m) si raggiunge la conca di Camperio (1228m), punteggiata di baite e villette; si affrontano due impegnativi tornanti, si attraversa una conca superando le baite di Piera (1305m) e Sacch (1350m) e si percorre una stretta gola boscosa.
In falsopiano si attraversa il torrente e si raggiunge Campra (1426m), dove si trova il centro di sci nordico, base di impianti sciistici, poi si affronta il tratto più impegnativo della salita con un lungo tratto in costa sul versante meridionale dell'ampio vallone; sul versante opposto si vede il vecchio tracciato abbandonato in seguito alla costruzione della variante ed ora interdetto al traffico; i lunghi rettilinei possono indurre alla tentazione della forte velocità in discesa, per cui sono necessarie molta prudenza ed attenzione.
In questo tratto si incontra una galleria paravalanghe illuminata dai finestroni che guardano verso valle; un'altra galleria, breve, viene attraversata alla testata del vallone; nei pressi si trovano resti della strada romana; il fondo delle gallerie può risultare viscido a causa di infiltrazioni di acqua, per cui in discesa è prudente rallentare.
Dopo un ponticello (1644m) ci si ricongiunge al vecchio tracciato, la strada diventa più stretta ed il fondo un pò sconnesso; si risale un altro vallone punteggiato di baite fino all'albergo-rifugio Acquacalda (1756m).
La salita diventa facile e si procede tranquillamente in mezzo ad una vegetazione ormai di alta montagna; dopo l'Alpe Casaccia (1818m), al centro di una zona di pascoli, si affronta una breve rampa fino ad una galleria, dopo la quale la strada ridiventa facile e raggiunge il valico senza difficoltà.
Il passo è dominato dallo Scopì (3200m) ad est e dal Piz Gannaretsch (3040m) a nord-ovest; subito a nord si stende l'ampio lago artificiale di Santa Maria; vi sorgono una cappella ed una grande statua in pietra della Madonna; l'albergo-ristorante ospizio garantisce il servizio turistico.
Il valico era molto frequentato in età romana e medievale; in seguito ha perso importanza a vantaggio del Passo del San .Gottardo ed ora ha assunto una funzione prevalentemente turistica e locale; nei mesi invernali risulta chiuso al traffico per neve.

Sul versante settentrionale il percorso inizia a Disentis (1143m), storica località sul percorso stradale e ferroviario che collega Coira ed Andermatt attraverso il passo dell'Oberalp.
Si scende ad attraversare il ponte (1075m) sul Reno Anteriore e si inizia a salire ripidamente con tracciato tortuoso attraversando numerosi brevi gallerie in una stretta gola rocciosa.
Con pendenza moderata e due tornanti si raggiunge Curaglia (1332m), principale centro del Val Medel dove è ancora parlata la lingua ladina o romancia; si superano Platta (1389m) e Pardé (1399m), si attraversa una breve galleria e si superano Mulins (1422m), Catinauns (1427m), Fuorns, Acla (1477m) e Pardatsch Dado (1519m).
La salita ridiventa impegnativa con un breve tratto molto duro e dopo un ponte (1559m) supera Pardatsch Dadens e raggiunge St.Gions (1621m); poche centinaia di metri dopo la località la salita diventa dolce per lungo tratto nel Plaun da Neuls, poi ritorna impegnativa, soprattutto nel tratto dei due tornanti che conducono alla diga (1917m).
Si imbocca una semigalleria paravalanghe di quasi 2 Km lungo il versante meridionale del Lago di Santa Maria; l'illuminazione e la respirazione sono garantite dalle ampie finestre aperte a valle; nella galleria a quota 1972m la pendenza si inverte e si scende moderatamente fino al passo.

Per chi ha sufficiente forza e coraggio è possibile uno straordinario percorso attraverso il Lucomagno, l'Oberalp-pass (2044m) ed il Passo del San Gottardo (2108m) con ritorno a Biasca dopo 156 Km e 3177 metri di dislivello.

(Itinerario percorso il 17/07/1993 sul versante meridionale)



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