COL DE LA CROIX DE FER, 2068m (Savoia)



Accesso da Saint-Jean-de-Maurienne 28,6 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Saint-Jean-de-Maurienne(546)-bivio Toussuire(862)

4,0

316

7,90

bivio Toussuire(862)-tornante 1131m 

6,0

269

4,48

tornante 1131m-Saint-Jean-d'Arves(1549)

7,8

418

5,36

Saint-Jean-d'Arves(1549)-Malcrozet(1477) 
2,7

-72

-2,67

Malcrozet(1477)-Saint-Sorlin(1510) 

1,0

33

3,30

Saint-Sorlin(1510)-Col de la Croix de Fer(2068)

7,1

558

7,86





Accesso da Rochetaillée 31,4 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Rochetaillèe(711)-bivio Vaujany(810) 

7,2

99

1,38

bivio(810)-Pont Rattier(854) 

0,8

44

5,50

Pont Rattier(854)-le Rivier(1254) 

5,0

400

8,00

le Rivier(1254)-Chalet Glandon(1908) 

15,8

654

4,14

Chalet Glandon(1908)-Col de la Croix de Fer(2068)

2,6

160

6,15





Accesso da Saint-Etienne-de-Cuines/Col du Glandon 23 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Saint-Etienne-de-Cuines(486)-le Mollard(599) 
2,0

113

5,65

le Mollard(599)-le Villard Martinan(1101)

6,9

502

7,28

le Villard Martinan(1101)-le Chal(1207)

2,9

106

3,65

le Chal(1207)-Lechet(1416)  
2,6

209

8,04

 Lechet(1416)-Col du Glandon(1924) 

5,8

508

8,76

Col du Glandon(1924)-Chalet Glandon(1908)

0,2

-16

-8,00

Chalet Glandon(1908)-Col de la Croix de Fer(2068)

2,6

160

6,15




Il valico collega la valle dell'Arc nella regione della Maurienne in Savoia con la valle della Romanche, nel dipartimento dell'Isère, attraverso valli laterali di grande interesse ambientale e panoramico.
Su ogni versante il percorso risulta molto impegnativo e presenta forti dislivelli, pendenze dure e sedi stradali strette, prive di protezione verso valle e dal fondo sconnesso, benchè sempre asfaltato.

A Saint-Jean-de-Maurienne (546m) si lascia il fondovalle dell'Arc per imboccare l'ampia entrata della valle dell'Arvan con strada subito molto impegnativa che sale larga e frequentata per 4 Km, fino al bivio (862m) per la stazione turistica di La Toussuire (1690m).
Al bivio si tiene a sinistra scendendo ripidamente per una stradina stretta e piena di curve; dopo un falsopiano ed un altro tratto di discesa si passa da le Cret e si effettua una diversione in una valletta laterale per passare il torrente su un ponte (804m, a circa 2 Km dal bivio sopracitato).
Dopo il ponte si riprende a salire con pendenza molto dura per 2 Km fino al villaggio di La Brévière; la valle si restringe in una gola strettissima e rocciosa e la strada passa presso un'antica miniera (912m) e sale con due severi tornanti nel bosco per passare sopra l'impressionante parete di roccia strapiombante.
Dopo il primo tornante (1000m) ed il 2° tornante (1132m) si gode per l'ultima volta la vista sulla bassa valle; dopo un tratto di salita ancora dura la strada diventa più facile e passa sopra la gola dell'Arvan attraversando 4 gallerie (le prime 3 sono illuminate, l'ultima è molto breve).
Dopo la prima galleria (Tunnel des Quatre Jariens) e la seconda (Tunnel de Combe Soudan) si imbocca le Grand Tunnel (1287m) e si incontra un bivio (1289m): si può scegliere se passare alti attraverso Saint-Jean d'Arves oppure se scendere nel fondovalle: il primo percorso risulta meno difficoltoso e più interessante panoramicamente.
Svoltando quindi a destra si sale duramente incontrando una galleria, all'inizio buia, poi illuminata in curva; si continua in forte ascesa fino a Le Villard (1512m) mentre la valle volge ad ovest e si apre in un'ampia conca dove dominano ad est i 3 neri picchi delle Aiguilles d'Arves (3231m, 3510m, 3354m) ed a sud le Grandes Rousses con i loro ghiacciai.
In leggera ascesa si perviene a Saint-Jean-d'Arves (1549m); in discesa dapprima moderata e poi sensibile si supera le Revoux e si raggiunge a Malcrozet (1477m) il bivio con il percorso di fondovalle; in leggera salita si arriva al centro turistico di Saint-Sorlin d'Arves (1510m); nel mezzo del paese la strada si impenna e sale durissima dapprima tra le case del paese e della frazione Pierre-Aigue (1588m) e poi tra i prati.
Con pendenza molto severa, ma meno dura che all'uscita dall'abitato, ci si inerpica con molti tornanti sulla parete rocciosa che porta al valico; occorre fare molta attenzione, specialmente in discesa, perchè la sede stradale risulta molto stretta ed il fondo sconnesso; la protezione verso valle è rara ed insufficiente; il primo tornante destrorso dopo le ultime case è a quota 1647m ed il successivo sinistrorso a quota 1712 mentre il terzo destrorso è a quota 1761m.
Dopo l'ultimo tornante (2010m) con un pittoresco passaggio tra le rocce si perviene al valico, aperto in direzione est-ovest; vi sorgono la croce in ferro che dona il nome al passo ed un bar-ristorante.

Il percorso che sale dalla valle della Romanche attraverso la valle della Eau d'Olle è caratterizzato dalla lunghezza totale e dalla durezza di alcuni tratti; non mancano però pezzi di falsopiano e di discesa che consentono di riposare.
A Rochetaillèe (711m) si lascia la strada che conduce da Grenoble a Briançon e si attraversa il fondovalle varcando la Romanche al Pont Rouge (714m) procedendo quasi in piano per 3,2 Km fino ad arrivare nella parte moderna e turistica di Allemond (730m) mentre il centro antico si trova più in alto intorno alla chiesa (820m).
Di fronte all'ufficio del turismo si inizia a salire con due moderati tornanti per raggiungere la diga che genera il lago di Verney (772m); dopo aver percorso la diga, lunga 450 metri, si svolta a sinistra e si costeggia in piano il lago percorrendo anche un viadotto di 600 metri sulla supeficie del bacino.
Presso il termine del lago si attraversa il Pont du Gourlet (799m) e si riprend a salire moderatamente sfiorando gli impianti della più grande centrale idroelettrica di Francia, che utilizza le acque del sovrastante bacino di Grand'Maison e che può essere visitata nei giorni feriali.
Subito dopo la centrale si raggiunge l'incrocio dove si procede diritti lasciando a destra la strada per Vaujany ed il Col du Sabot (2100m).
Si sale irregolarmente fino al bivio di Pont Rattier (854m) e si penetra in forte ascesa con diversi tratti dalla pendenza al 10% in una stretta gola boscosa; dopo il bivio (1005m) per Articol, una vecchia miniera di ferro (1067m) e le Rivier (1254m) si procede in falsopiano fino alle paurose gole denominate Defilé du Maupas, soggette a frequenti frane che hanno investito il vecchio tracciato costringendo alla realizzazione di una variante.
Questa variante inizia con una ripida discesa a tornanti (pendenza fino al 12%) per raggiungere il fondo della vallata, che si risale con forte pendenza; con altri stretti tornanti al 12% si risale in costa per riportarsi sul vecchio tracciato oltre la grande frana; in questo tratto numerosi cartelli avvertono gli escursionisti di non abbandonare la sede stradale per il pericolo di caduta massi.
La valle si apre in vista della grande diga di Grand'Maison, che la sbarra interamente ed alla quale si sale con ripidi tornanti, abbandonando il vecchio percorso di fondovalle ormai sommerso dalle acque; dopo la diga (1698m) si sale più moderatamente fino al ponticello che segna il confine tra i dipartimenti dell'Isère e della Savoia; si scende sensibilmente fino a ritrovare il vecchio tracciato che emerge dal lago e si risale con forte pendenza il lungo vallone di pascoli denominato Combe d'Olle.
Allo Chalet du Glandon (1908m) si prende a destra e si risale faticosamente in costa il vallone che conduce al Col de la Croix de Fer: dopo un parcheggio (1945m) ed il ponticello sul Ruisseau de Longe Combe (1999m) si arriva al valico.

Il terzo itinerario che consente l'accesso al valico parte come il primo dalla valle dell'Arc, ma a diversi chilometri di distanza, e porta a valicare il Col du Glandon (1924m); con 200 metri di discesa si ricollega al secondo percorso con il quale ha in comune gli ultimi 2,6 Km.
Questo itinerario è il più corto ma risulta molto severo poichè non presenta mai tratti di discesa fino al Col du Glandon ed anche il falsopiano centrale è piuttosto breve; le pendenze sono notevoli nella parte più elevata, la strada risulta stretta ed il fondo asfaltato è spesso sconnesso.
A Saint-Etienne-de-Cuines (486m) si lascia il fondovalle con un lungo rettilineo che assume una pendenza sempre più accentuata; si entra nella valle boscosa e poco abitata in forte salita le poche case di la Combe (541m) e le Mollard (599m); dopo una dura salita che percorre un ponticello (677m) in località la Pied-des-Voutes e due tornanti (772m e 798m) ravvicinati si incontrano due brevi falsopiani; in forte ascesa si arriva a Le Villard-Martinan (1101m), dove la strada spiana per un paio di chilometri attraversando Saint-Colomban-des-Villards (1090m), capoluogo comunale.
Si riprende a salire dopo il ponte (1108m) sul torrente presso le Chatelet con una dura rampa ed un tratto in costa che porta a La Chal (1207m), ultimo villaggio della valle; dopo un breve falsopiano la strada si impenna e sale durissima lungo il torrente nel bosco (la pendenza arriva al 13%) fino al ponte delle baite di Lechet (1416m); si continua in forte ascesa tra i prati con alcuni tornanti e si riattraversa il torrente su un ponte (1517m) presso i ruderi di le Sapey d'en Bas.
Si procede con pendenza leggermente più tranquilla sfiorando le Sapey d'en Haut e si arriva a Sous le Col d'en bas (1634m) prima di affrontare gli ultimi 3 chilometri di tremenda ascesa con numerosi tornanti che consentono di scalare la ripida verde parete che conduce al valico; dopo l'ultimo tornante (1885m) si raggiunge il passo; il Col du Glandon (1924m) è un'ampia sella prativa con bella vista sulle montagne circostanti, in particolare le Grandes Rousses coi loro ghiacciai; notevole è la vista a sud sulla Cascade d'Olle.
Con una breve ma ripida discesa si perviene in 200 metri allo Chalet du Glandon (1908m), dove si lascia a destra la strada che discende verso la valle della Romanche, per salire duramente al Col de la Croix de Fer snodandosi in costa lungo un ampio vallone prativo.

(Itinerario percorso il 05/08/1989)



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