COLLE DEL MONCENISIO, 2084m (Savoia)



Accesso da Susa/ Giaglione 30,6 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Susa(503)-Giaglione(771)
4,2

268

6,38

Giaglione(771)-Molaretto(1169) 

5,8

398

6,86

Molaretto(1169)-Bar Cenisio(1483) 
4,0

314

7,85

Bar Cenisio(1483)-la Gran Croce(1876)

6,5

393

6,05

la Gran Croce(1876)-Plan des Fontainettes(2093)

5,4

217

4,02

Plan des Fontainettes(2093)-Colle del Moncenisio(2084) 

4,7

-9

-0,19





Accesso da Modane 33 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Modane(1057)-Termignon(1300) 

17,0

243

1,43

Termignon(1300)-Lanslebourg(1399) 

6,0

99

1,65

Lanslebourg(1399)-Colle del Moncenisio(2084)

10,0

685

6,85





Accesso da Susa/ Novalesa 38,3 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Susa(503)-Novalesa(828)
7,5

325

4,33

Novalesa(828)-ponte(1005) 

2,7

177

8,79

ponte(1005)-Moncenisio(1461)
4,3

456

10,60

Moncenisio(1461)-Bar Cenisio(1483) 
7,0

22

0,31

Bar Cenisio(1483)-la Gran Croce(1876)

6,5

393

6,05

la Gran Croce(1876)-Plan des Fontainettes(2093)

5,4

217

4,02

Plan des Fontainettes(2093)-Colle del Moncenisio(2084) 

4,7

-9

-0,19




L'importante valico, punto convenzionale di separazione tra le Alpi Cozie e Graie, collega la valle di Susa in Piemonte con la valle dell'Arc in Savoia.
Il passo, già noto ai Romani, cominciò a supportare una notevole quantità di traffico solo nel medioevo, allorchè divenne la porta dell'Italia per i sovrani dei Franchi, Pipino il Breve e Carlomagno, nel corso delle loro molteplici spedizioni militari.
Per i duchi di Savoia rappresentò a lungo il passaggio fondamentale per collegare le loro due capitali, Torino e Chambèry; la strada moderna fu comunque fatta costruire da Napoleone nel 1803-10.
Nel 1860, con la cessione della Savoia alla Francia, il confine fu fissato al valico, ma, dopo la seconda guerra mondiale, un iniquo trattato di pace ha imposto l'arretramento della frontiera di una decina di chilometri, in modo che la Francia controlla oggi interamente il pianoro con il lago artificiale alla sommità del colle.
La strada attuale, statale N. 25 in Italia e nazionale N. 6 in Francia, è asfaltata, ampia, comoda e ben tenuta; purtroppo è percorsa da molto traffico, anche pesante, che opta per il passo anche dopo l'apertura del traforo del Frèjus, che pure ha notevolmente alleggerito il flusso dei veicoli sul Moncenisio.
Sul versante italiano la salita risulta molto lunga e dura, con una pendenza che raggiunge in più tratti il 10%, mentre sul versante francese il percorso è più breve quantunque molto impegnativo.

Sul versante italiano a Susa (503m) la strada comincia a salire con pendenza subito impegnativa e diversi tornanti fra boschi e vigneti nell'amena valle della Cenischia; si passa poi nella val di Susa sfiorando l'abitato di Giaglione (771m), in bella posizione panoramica; l'ascesa diventa più dura e si affrontano alcuni tornanti per ritornare nella valle della Cenischia.
La strada diviene quasi piana per un breve tratto presso le poche case di San Martino (1094m) mentre si procede in costa con bella vista a picco su Venaus (604), nel fondovalle, e sul grandioso ed imponente massiccio del Rocciamelone (3538m), nell'antichità erroneamente considerato la vetta più alta delle Alpi, che si staglia sull'opposto versante della vallata.
Presso le poche case solitarie di Molaretto (1169m) si riprende a salire con ripida pendenza tra splendidi boschi; dopo la deviazione per il piccolo comune di Moncenisio (vedi itinerario alternativo) si perviene alla sparsa borgata di Bar Cenisio (1483m), dove sorge il vecchio posto doganale italiano e dove si incontra una bella fontana, ultima occasione di approvvigionamento idrico.
Si continua in dura ascesa aggirando un costone della montagna mentre i boschi diventano più radi e l'ambiente più alpestre; si costeggiano alcune gallerie facenti parte del tracciato della ferrovia a cremagliera (sistema Fell) in funzione fra il 1868 ed il 1871.
Dopo aver superato il 4° rifugio (1721m) si raggiunge la linea di confine in una stretta gola rocciosa; subito dopo la salita si interrompe e, costeggiando un piccolo bacino artificiale, si entra nel Piano di San Nicolao, che si attraversa con un rettilineo tra i pascoli.
Al termine del pianoro si affrontano alcuni duri tornanti per superare la ripida parete rocciosa che chiude il piano e finalmente si sbuca nel vasto pianoro del Moncenisio in località la Gran Croce (1876m), dove si incontra la ex-dogana francese ai piedi della diga del Moncenisio; una stradina non asfaltata sale sul lato meridionale della diga e costeggia tutto il lago fino al Colle del Moncenisio.
Si abbandona il tracciato della strada napoleonica, sommerso dalle acque del bacino artificiale che ha ampliato un precedente lago artificiale più piccolo, che a sua volta aveva già modificato il piccolo lago naturale esistente nel fertile pianoro precedente il valico.
Con ampi e ripidi tornanti si sale tra i prati per raggiungere il livello del limpido e vasto lago; una breve discesa ed un tratto di impegnativa salita conducono al belvedere dell'EDF (2065m), dove l'ente elettrico francese ha costruito un locale con carte e fotografie relative al bacino idroelettrico ed alle opere di sfruttamento idraulico con l'indicazione delle montagne circostanti.
Con un altro breve tratto di salita si perviene al Plan des Fontainettes (2093m), splendido punto panoramico sul lato settentrionale del bacino, ove sorgono una cappella piramidale, il museo storico del Moncenisio, due bar-ristoranti ed un albergo.
Il panorama è splendido sul vasto ed azzurro lago, dominato dalla Cime de Bard (3168m); presso l'opposta estremità della diga sorge il Forte Varisello su un roccione a picco sopra il lago; verso sud si apre la valle che conduce al Colle del Piccolo Moncenisio (2182m); verso ovest si ammira il biancore sfolgorante del ghiacciaio della Vanoise con il Dome de Chasseforet (3586m).
Si continua con saliscendi alti sul lago fino al termine del bacino; con una breve e ripida rampa si raggiunge il valico, stretta sella aperta tra il Monte la Tomba (3014m) e la Punta Clairy (3163m), al limite occidentale del pianoro del Moncenisio; subito dopo l'obelisco si trova un bar-ristorante.

Sul versante francese si parte da Modane (1057m), importante nodo di comunicazione allo sbocco dei trafori ferroviario e stradale del Frèjus.
Si sale sensibilmente fino a Villarodin-Bourger e si continua senza difficoltà lungo la valle dell'Arc a le Verney (1248m) e Termignon (1300m); dopo un tratto di forte salita si prosegue in falsopiano fino a Lanslebourg-Mont-Cenis (1399m), dove si svolta a destra abbandonando la strada che risale la valle e conduce fino al Col de l'Iseran (2770m).
Si attraversa l'Arc su un moderno ponte e subito dopo si tiene a sinistra presso le stazioni di partenza di due seggiovie iniziando a salire moderatamente nel bosco; in corrispondenza del 1° tornante (1518m) si lascia a sinistra una strada asfaltata alternativa che sale da Lanslevillard (1461m).
Con pendenza molto impegnativa si affrontano il 2° tornante, dove si lascia a destra una stradina sterrata, il 3° tornante (1665m), dove si ignora una pista forestale a sinistra, e dopo l'incrocio con una pista da sci il 4° tornante (1768m), in corrispondenza del quale si distacca a destra una strada a fondo naturale.
Al 5° tornante (1879m) si lascia a sinistra una pista in terra battuta e dopo l'incrocio (1952m) con la carreggiabile di accesso ad una vicina antenna a sinistra ed uno spiazzo a destra con tavola di orientamento e con un magnifico panorama sui ghiacciai e sulle vette del massiccio della Vanoise si imbocca il vallone che conduce al valico transitando presso un edificio rurale in località la Ramasse.
Dopo l'incrocio (2061m) in cui si lascia a sinistra la pista a fondo naturale per gli edifici di la Fernaz, che si vedono a distanza ravvicinata, e di servizio per gli impianti di risalita si effettua un'ampia curva alla testata del vallone passando ai piedi del dosso su cui sorge la Chapelle Saint-Pierre e passando davanti ad un bar si arriva al passo dove sorge l'obelisco commemorativo.

Un'alternativa nel primo tratto di salita sul versante italiano è rappresentata dalla tranquilla strada che risale la valle della Cenischia e si ricongiunge tra Molaretto e Bar Cenisio alla statale che si segue poi fino al valico.
Da Susa (503m) si segue l'itinerario principale per circa un chilometro, poi si svolta a destra scendendo brevemente fino al fondovalle che si segue senza difficoltà fino a Venaus (604m); la salita diventa progressivamente più impegnativa e con qualche duro strappo ed un falsopiano si raggiunge Novalesa (828m), famosa per la sua abbazia medievale.
All'inizio del paese si svolta a sinistra seguendo i cartelli per Moncenisio e si costeggia il centro abitato, al cui termine si attraversa il torrente e si comincia con alcune ripide rampe la salita; dopo aver attraversato nuovamente il torrente si passa presso le poche case di Santa Maria (947m) e si affronta un tornante continuando in costa.
Si riattraversa il torrente su un ponte (1005m) pianeggiante e si affrontano 13 stretti tornanti; la pendenza risulta sempre costantemente dura ma in due rampe è veramente ripidissima; si continua con forti pendenze ed altri tre tornanti nel fitto bosco; dopo l'oratorio di Sant'Antonio (1408m) si raggiunge il comune di Moncenisio (1461m), anticamente Ferrera Cenisio, uno dei più piccoli comuni d'Italia, dove si arriva ad un incrocio.
Svoltando a destra si perviene alla piazza del municipio, dove si incontra una bella fontana e la strada ha termine.
Si tiene dunque a sinistra e, dopo aver costeggiato due ameni laghetti, il lago Grande (1423m) ed il lago Piccolo (1400m), si procede in costa in leggera discesa e falsopiano per 5,4 Km fino a sbucare sulla strada statale 1,7 Km a valle di Bar Cenisio; svoltando a destra si percorre il tracciato già descritto fino al Passo del Moncenisio.

(Itinerario percorso il 20/07/1985)



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