COLLE DI PURIAC, 2506m (Cuneo-Alpes Maritimes)



Accesso da Bersezio 11,3 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Bersezio(1624)-fondo vallone(1815)
A

2,6

191

7,35

fondo vallone(1815)-7° tornante(1908)
A

1,3

93

7,15

7° tornante(1908)-bivio Ferrere(1984)
A

1,0

76

7,60

bivio Ferrere(1984)-Colletto Ferrere(2044)
N A

0,8

60

7,50

Colletto Ferrere(2044)-pianoro(2246)
N A

2,9

202

6,97

pianoro(2246)-curva(2313)
N A

0,8

67

8,37

curva(2313)-Bassa di Colombart(2461)
N A

1,1

148

13,45

Bassa di Colombart(2461)-Colle di Puriac(2506) 
N A

0,8

45

5,62




Il valico é situato sul crinale tra l'italiana valle della Stura di Demonte e la francese valle della Tinèe e risulta raggiungibile mediante un solitario tracciato non asfaltato solo sul versante italiano; si tratta di un tracciato di origine militare ormai trascurato nell'ultima parte dove la ciclabilità è parzialmente compromessa.
Infatti il percorso risulta interamente ciclabile, tranne un breve tratto, fino agli ultimi 350 metri ripidissimi e sconnessi che conducono alla Bassa di Colombart mentre gli ultimi 800 metri di sentiero fino al Colle di Puriac sono ciclabili all'incirca per la metà anche se le condizioni del sentiero possono modificarsi da un anno con l'altro.

Il percorso inizia nel centro di Bersezio (1624m), capoluogo del comune di Argentera; poco dopo una bella fontana a destra ed il municipio a sinistra si svolta seguendo le chiare indicazioni per Ferrere ed il piccolo cartello per il Colle di Puriac, si abbandona la strada statale che conduce al Colle della Maddalena (1996m) e si attraversa con un ponticello il fiume Stura di Demonte, che in questo punto è un torrente di montagna.
Si affronta subito il 1° tornante e dopo un brevissimo falsopiano si inizia a salire duramente incontrando il 2° tornante; in corrispondenza del 3° tornante (1692m) si lascia a destra la carreggiabile per il Colletto Incianao (2287m) nella zona degli impianti sciistici di Bersezio.
Si procede in forte salita con un traversone in costa sempre esposto al sole e tracciato senza protezione sul lato a valle, dapprima sul versante meridionale della Valle Stura e poi nel laterale Vallone del Mulino Vecchio; in discesa occorre moderare la velocità e procedere con la massima prudenza.
Il fondo è asfaltato ma le buche sono numerose e la sede stradale è spesso piena di ghiaietto; con regolarità si incontrano delle canaline di scolo trasversali.
Dopo un tratto con pendenza moderata ed una fontana si attraversa (1815m) il Rio del Mulino Vecchio al fondo del vallone e si entra nel bosco godendo di una buona ombreggiatura; si raggiunge in dura ascesa il 4° tornante, seguito da una breve e dolce discesa, poi in forte salita si affrontano il 5° tornante ed il 6° tornante (1898m); con pendenza meno impegnativa si arriva al 7° tornante (1908m) in una radura, poi si aggira un crinale (1944m) entrando nel parallelo Vallone di Ferrere.
Si esce definitivamente dal bosco ed in moderata ascesa si raggiunge il bivio (1984m) dove si lascia a sinistra la strada principale asfaltata che discende e termina all'isolato villaggio di Ferrere (1887m), dove si trova il rifugio Becchi Rossi.
Si imbocca a destra una strada a fondo naturale che in sensibile ascesa raggiunge in breve il crinale tra il Vallone di Ferrere a sud ed il Vallone del Mulino Vecchio a nord al Colletto Ferrere (2044m), situato in alto in corrispondenza del paesino di Ferrere, senza però attraversarlo; si gode un bel panorama su Bersezio ed il Monte Oserot (2860m) che lo domina dal versante nord della valle.
Si procede con un lungo traversone; la pendenza è impegnativa ma mai dura ed il tracciato risulta sempre ciclabile anche quando il fondo si presenta più sassoso.
Dopo aver aggirato un costone appaiono sulla sinistra il Gias di Colombart (2213m) ed in fondo al vallone la ripida parete della Bassa di Colombart che da questa posizione sembrerebbe inaccessibile.
Si continua con pendenza moderata e buon fondo fino all'inizio di un pianoro erboso dove si trovano dei recinti per il bestiame; si piega a sinistra con una curva ad angolo retto (2246m) lasciando diritta una carreggiabile che termina ad una piccola baita (2253m), si attraversano il torrente, incanalato in un tubo sotto il tracciato, ed il vallone portandosi sull'opposto versante.
Ad un incrocio con cartelli indicatori si lascia a sinistra una carreggiabile per il Gias di Colombart (2213m) dal quale un sentiero scende a Ferrere; poco dopo il fondo peggiora per la presenza di molte pietre scaricate dalla parete sovrastante ed è necessario procedere a piedi per un centinaio di metri spingendo la bicicletta.
Dopo aver superato la zona pietrosa il fondo ridiventa buono e si procede con pendenza molto impegnativa ma non eccessiva su tracciato sempre ciclabile; si effettua una curva a sinistra (2313m) alta sopra il pianoro erboso sottostante e si procede sempre in sella; dopo un'altra curva a sinistra compare il ripidissimo tratto che conduce alla Bassa di Colombart.
Si procede pedalando fino al punto in cui il tracciato si impenna e diventa una mulattiera con pendenze superiori al 20% e fondo molto dissestato e pieno di grosse pietre dove bisogna necessariamente procedere a piedi spingendo o portando la bicicletta.
Dopo 350 metri molto faticosi si arriva alla Bassa di Colombart (2461m), dove si passa dal Vallone di Ferrere al parallelo Vallone del Puriac tra il Monte Pebrun (2797m) a sud e la Cima delle Lose (2809m) a nord; il valico è un'ampia sella larga più di 250 metri dove si trova una campana a ricordo degli appassionati della montagna.
Si affronta ora il tratto conclusivo per il quale la pendenza media non risulta assolutamente significativa perché composto da 550 metri senza dislivello ed una rampa finale ripidissima di 250 metri.
Si imbocca a sinistra un evidente sentiero che inizia ampio e facile con leggeri saliscendi e può essere percorso in sella tranquillamente per circa 200 metri; poi però il sentiero si restringe, diventa esposto e presenta anche qualche grossa pietra da superare per cui occorre procedere a piedi spingendo la bicicletta; si supera con grande attenzione il punto più stretto e difficile e si raggiunge un incrocio di sentieri dove si trovano vari cartelli indicatori.
Si ignora il sentiero di destra che scende nel Vallone di Puriac e si risale in sella per affrontare gli ultimi 250 metri su sentiero ripido e sicuro con buon fondo sempre ciclabile che punta diritto verso il passo.
Si arriva al Col de Puriac, aperto tra la ardita punta della Rocca dei Tre Vescovi (2867m) ed il vicino ed allungato Monte Enchastraye (2955m) ad ovest ed il Monte Pebrun (2797m) ad est; vi sorgono, il cippo di confine, 2 cartelli di valico ed il pannello del Parco nazionale del Mercantour con le rigide norme di comportamento.
Si gode un panorama molto ampio sul versante francese mentre sul versante italiano si osservano le montagne dell'alta Valle Stura.

Sul versante francese si trova un grazioso laghetto ed un sentiero raggiunge presso il Camp des Fourches (2289m) la strada asfaltata del Col de la Bonette (2802m) all'interno del Parco nazionale del Mercantour ma risulta severamente proibito ai ciclisti anche conducendo le biciclette a mano; le guardie del parco sono molto attente ed inflessibili.

(Itinerario percorso il 16 agosto 2019)



Il selvaggio Vallone di Puriac visto dal fondovalle

Ferrere ed il suo vallone visti all'inizio del tratto sterrato

Bersezio ed il M.Oserot visti dal Colletto Ferrere

La testata del vallone con il Gias Colombart a sinistra e la Bassa di Colombart in centro; sullo sfondo Rocca dei 3 vescovi e M.Enchastraye

Il tracciato di accesso visto dalla Bassa di Colombart

Il sentiero che dalla Bassa di Colombart si dirige verso il Colle di Puriac nascosto dietro il costone

Cartello di valico; sullo sfondo Rocca dei 3 vescovi e M.Enchastraye

Panorama sul versante francese


Per vedere il video della Bassa di Colombart clicca




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