COL D'IZOARD, 2361m (Hautes Alpes)



Accesso da Briançon 19,2 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Briançon(1204)-Cervières(1608) 
9,3

404

4,34

Cervières(1608)-le Laus(1769) 

2,2

161

7,32

le Laus(1769)-réfuge Napoléon(2319) 

6,7

550

8,21

réfuge Napoléon(2319)-Col d'Izoard(2361)

1,0

42

4,20





Accesso da Guillestre Gare 34,7 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Guillestre Gare(896)-Guillestre(1000)

3,5

104

2,97

Guillestre(1000)-Maison du Roy(1057)

5,1

57

1,12

Maison du Roy(1057)-ponticello(1269)

9,9

212

2,14

ponticello(1269)-Col de l'Ange Gardien(1347)

1,1

78

7,09

Col de l'Ange Gardien(1347)-bivio Guil(1353)

0,5

6

1,20

bivio Guil(1353)-Arvieux(1544)

3,9

191

4,90

Arvieux(1544)-Brunissard(1773) 

3,0

229

7,63

Brunissard(1773)-Casse Déserte(2220) 

5,1

447

8,76

Casse Déserte(2220)-Col d'Izoard(2361)

2,6

141

5,42




Il valico, reso celebre dalle imprese dei protagonisti del Tour de France, di cui rappresenta una delle salite più classiche ed impegnative, collega la conca di Briançon, nella valle della Durance, con la valle del Guil, affluente della stessa Durance; è possibile compiere in 86 Km l'intero circuito percorrendo così entrambi i versanti; bisogna però ricordare che la strada nazionale di fondovalle tra Briançon e Guillestre risulta molto trafficata.
La strada è interamente asfaltata e molto impegnativa sia per le pendenze che per la tortuosità del percorso e presenta grandiosi panorami in ambienti aspri e suggestivi; il valico non ha avuto importanza storica: il tracciato, aperto per motivi strategici nel 1934, ha ormai rilevanza solamente turistica e sportiva.

Sul versante settentrionale dalla parte bassa di Briançon (1204m), nodo di comunicazioni di grande rilevanza, difeso dalle poderose fortificazioni progettate dal Vauban, si inizia a salire con impegnative pendenze per imboccare la valle della Cerveyrette; poco dopo l'incrocio con la strada militare, interdetta al traffico, che conduce al Col Janus (2347m) ed al Fort du Gondran (2455m) la salita diventa meno impegnativa e, dopo il bivio (1463m) per Terre Rouge, si affronta un tratto in cui si alternano moderata ascesa, falsopiani e brevi contropendenze fino ad arrivare al paese di Cervières (1608m), che si lascia sulla sinistra oltre il torrente; presso il bivio ed il ponte si trova una fontana.
Abbandonato il vallone della Cerveyrette si piega verso sud imboccando la valle d'Izoard in impegnativa e rettilinea ascesa fino a le Laus (1769m); dopo il 1° tornante (1852m) ed il secondo tornante ravvicinato si prosegue ancora verso sud e con il 3° tornante (1954m) si inizia la serie di tornanti che con ripide pendenze consentono di guadagnare quota con un lungo pezzo nel bosco fino al rifugio Napolén (2319m); con l'ultimo tratto in una conca di grandiosa bellezza si raggiunge il celebre valico, nuda sella aperta tra il Pic de Beaudouis (2833m) ad ovest ed il Grand Pic de Rochebrune (3325m) ad est.
Vi sorgono l'obelisco commemorativo dell'apertura del tracciato stradale, punto obbligato per la fotografia da parte dei numerosissimi cicloturisti, un piccolo bar ed il museo storico.

Sul versante meridionale si parte dalla rotonda (896m), situata poco a valle del piccolo centro abitato sorto intorno alla stazione ferroviaria (889m) di Eygliers-Guillestre-Mont Dauphin nel fondovalle della Durance, dove si abbandona la strada nazionale N94 per imboccare la strada dipartimentale per il Queyras; dopo 500 metri pianeggianti si supera una rotonda (904m) in località Les Villards.
Si sale moderatamente fino ad una rotonda all'inizio del vasto centro abitato di Guillestre (1000m) dove si lascia a sinistra la strada che conduce nel centro del paese e si tiene a destra scendendo brevemente ma sensibilmente ad un ponte e proseguendo in falsopiano fino alla rotonda dove dopo 300 metri si lascia a destra la strada per Risoul; si continua in forte salita per 600 metri fino alla rotonda della Gare Routière di Guillestre, da dove a sinistra si può accedere al centro di Guillestre.
Dopo altri 250 metri di forte salita si arriva ad un'altra rotonda dove si lascia a destra la strada per il Col de Vars (2111m); si sale ancora decisamente fino ad un ponticello sul torrente della Val d'Escreins dove la salita cede il posto ad un falsopiano fino alla successiva rotonda dove è possibile l'accesso alla parte alta di Guillestre; si continua in moderata ascesa fino al ponte dell'acquedotto (1090m) e si imbocca in falsopiano la Combe du Queyras, stretta e disabitata gola di quasi 17 Km, con strada tagliata spesso nella roccia in modo spettacolare ed alcune gallerie.
Si entra subito nel tratto più stretto delle gole e lo si percorre in falsopiano e leggera discesa; la strada è stretta e tortuosa con asfalto rovinato e dopo le poche case di Montgauvie (1080m) si incontrano le gallerie: dopo il breve Tunnel di Montgauvie (lungo 50 metri e non illuminato) si incontra il Tunnel de Roches Violettes (lungo 320 metri, in curva e ben illuminato) ed il Tunnel de Roches Brunes (lungo 90 metri ed illuminato).
Dopo il breve Tunnel de la Maison du Roy (lungo 50 metri e non illuminato) si scende brevemente all'incrocio presso un piccolo invaso artificiale in località Maison du Roy (1057m) dove si lascia a destra la strada per Ceillacc, Rioufenc (2026m) ed il Vallon du Méezet si attraversa il Guil e si procede in leggera ascesa su strada più ampia e scorrevole in una valle meno rocciosa per quanto sempre stretta e disabitata; si incontra il tunnel du Revenost (lungo 150 metri, rettilineo ed illuminato).
Dopo cappella e poche case isolate in località le Veyer si lascia a destra (1213m) la strada per Montbardon e si penetra in una stretta e spettacolare gola dove si trova un punto di partenza per i canoisti, poi la valle si riallarga leggermente, si procede in falsopiano e dopo un ponticello (1269m) su un torrente laterale si piega a sinistra lasciando il Guil che percorre una gola impenetrabile; si sale per 1,1 Km con forte pendenza e due tornanti presso un monumento e si arriva al Col de l'Ange Gardien (1347m) dove la strada passa tra due roccioni e spiana riportandosi alta sopra il Guil.
Dopo 500 metri facili si arriva ad un incrocio (1353m) dove si lascia a destra la strada di fondovalle che conduce all'inizio della salita per il Colle dell'Agnello (2748m) e si svolta per imboccare in ripida ascesa il vallone del Torrent de la Rivière; dopo il bivio per l'isolata località di les Moulins (1408m) si procede con pendenze irregolari alternando dure rampe e tratti pedalabili e si raggiunge Arvieux (1544m), il principale centro abitato della vallata, dotato di infrastrutture turistiche e di alcune provvidenziali fontane.
La salita diventa molto impegnativa e la strada si snoda con lunghi rettilinei nel fondovalle in mezzo ai prati toccando gli antichi abitati rurali, ormai trasformati in centri turistici, di La Chalp (1679m) e Brunissard (1773m).
Dopo Brunissard si percorre un lungo ripido rettilineo (pendenza che raggiunge l'11%) che conduce all'inizio dei ripidi 8 tornanti che si snodano nel bosco; la strada è ampia e, nonostante gli alberi, si resta sempre al sole; il panorama è molto vasto sulla valle sottostante e sulle belle montagne del Pic de la Font Sancte (3387m) che svettano a sud.
Dopo l'ottavo tornante (2177m) si punta decisamente verso nord ancora nel bosco, nonostante la quota, e si raggiunge il Col de la Platrière (2220m) dove sorge il cartello indicante la Casse Déserte, grandiosa e desolata conca rocciosa senza traccia di vegetazione con alcune piramidi nel suo centro; si aggira la testata della conca con 500 metri di sensibile discesa, poi si riprende a salire duramente passando presso le steli erette in omaggio a Coppi e Bobet.
Si entra nel vallone che precede il passo e si raggiunge il primo (2306m) dei tre impegnativi tornanti con i quali si arriva alla sommità del valico.

(Itinerario percorso il 03/07/2004)



Panorama verso sud dai tornanti dopo Brunissard

In cima al Col d'Izoard davanti all'obelisco

In cima al Col d'Izoard con panorama verso sud

Il Rifugio Napoléon e gli ultimi tornanti salendo da Briançon

Il passo e l'ultimo tratto di salita visti dal penultimo tornante del versante nord

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