PASSO DI SAN MARCO, 1995m (Bergamo-Sondrio)



Accesso da Morbegno 26,2 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Morbegno(250)-bivio Bema(404)
2,4

154

6,42

bivio Bema(404)-Arzo(727)
4,7

323

6,87

Arzo(727)-Valle(833) 

1,5

106

7,07

Valle(833)-Albaredo(883)

1,1

50

4,55

Albaredo(883)-Madonna delle Grazie(1145) 

3,4

262

7,71

Madonna delle Grazie(1145)-Passo di San Marco(1995)

13,1

850

6,49

Accesso da Lenna 23,1 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Lenna(463)-Olmo al Brembo(556)

4,9

93

1,90

Olmo al Brembo(556)-Mezzoldo(880) 

6,2

324

5,23

Mezzoldo(880)-Passo di San Marco(1995) 

12,0

1115

9,29




Il passo collega la bassa Valtellina e la Valle Brembana mediante una strada asfaltata estremamente impegnativa, che può fungere da complessa alternativa alla strada che costeggia la sponda orientale del lago di Como, per il collegamento lungo l'asse Bergamo-Sondrio.
Il valico deriva il suo nome dall'importanza dei traffici tra la Repubblica di Venezia ed i Grigioni; con la perdita del bergamasco da parte della Serenissima il suo utilizzo si ridusse unicamente ai pochi transiti locali fino alla costruzione della strada moderna, avvenuta negli anni settanta; il completamento del rivestimento in asfalto risulta ancora più recente; il percorso è molto vulnerabile agli eventi atmosferici e non sono rare le chiusure della strada a causa di frane provocate dal maltempo o di slavine durante l'inverno.
La strada risulta buona e presenta sia dislivelli considerevoli che pendenze molto severe; sul versante valtellinese il percorso è molto lungo e presenta dopo Albaredo strappi molto ripidi, alternati però a tratti meno duri; sul versante bergamasco la strada risulta priva di difficoltà fino alle porte di Mezzoldo, ma diventa terribile negli ultimi 12 chilometri.

Sul versante settentrionale si abbandona la strada del fondovalle valtellinese a Morbegno; dalla piazza del municipio (252m) si costeggia la chiesa sconsacrata di Sant'Antonio e subito dopo ad un incrocio (250m) si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Passo di San Marco; dopo gli ultimi edifici si comincia a salire in costa tra i boschi di castagni con pendenza subito impegnativa ed alcuni tornanti.
In corrispondenza del 1° tornante (259m) presso il cartello di fine centro abitato si ignora una diramazione asfaltata a destra; si affrontano poi il 2° tornante (297m), l'ampio 3° tornante presso il Sacrario degli Alpini di Morbegno ed il ravvicinato 4° tornante (374m); all'uscita del 5° tornante si incontra il bivio (404m) per Bema (800m).
Dopo un breve tratto di leggera salita la strada continua impegnativa dirigendosi verso est con splendida vista sulla Valtellina e sulle montagne della Val Masino, dominate dal Monte Disgrazia (3678m) col suo ghiacciaio.
Si affronta il 6° tornante (536m), si ritorna in direzione ovest e dopo il 7° tornante (680m) si transita ai piedi del villaggio di Arzo; si affronta l'ottavo tornante e nella parte alta di Arzo si incontra la chiesa di San Giovanni Battista (727m) presso un incrocio dove si ignora la diramazione a sinistra.
Si lascia la parete meridionale della Valtellina e si penetra nella valle del Bitto che subito si biforca tra la valle del Bitto di Albaredo ad est e la valle del Bitto di Gerola ad ovest.
Si continua in severa ascesa fino a Valle (833m), ultima frazione di Morbegno; dopo un breve falsopiano si riprende a salire raggiungendo Albaredo per San Marco; in corrispondenza del 9° tornante (883m) si lascia a destra la strada per il centro e si sale ripidamente con il 10° tornante (892m) per passare sopra il paese.
Dopo un breve tratto pianeggiante si affronta una rampa ripidissima, preludio del tratto più duro: la strada sale a tornanti tra i prati con pendenze molto severe passando tra casolari sparsi; dopo l'undicesimo tornante si raggiunge l'incrocio (1145m) dove si lascia a destra la diramazione a fondo chiuso che consente di accedere alla chiesa della Madonna delle Grazie (1153m).
Si affrontano in faticosa ascesa il 12° tornante (1158m), il 13° tornante (1190m) ed il 14° tornante (1266m) e si percorre un lungo traversone nel bosco; ad un incrocio (1370m) si lascia a sinistra la diramazione per il Bivacco Legui.
Si effettua una diversione nella laterale Valle Piazza attraversando il ponte (1431m) sul suo torrente; la salita diventa meno dura, pur restando decisamente impegnativa; si supera un'altra valletta con il suo ruscello e si incontra un tratto di dolce salita nel fitto bosco mentre si effettua una profonda diversione nella Valle Lago; presso il ponte (1521m) si lascia a sinistra il sentiero per il soprastante rifugio Alpe Lago e si riprende a salire duramente ma subito dopo si incontra un tratto di alcune centinaia di metri di leggera discesa.
Si effettua un'altra diversione nella Valle Pedena attraversandone il torrente su un ponte (1550m); si riprende a salire con strappi ripidi alternati a tratti più facili; aggirando un crinale si ignora ad un incrocio (1608m) una stradina sterrata a destra; in leggera salita si esce dal bosco e si entra in uno spoglio vallone che si risale con durissima pendenza affrontando il 15° tornante (1782m) ed il 16° tornante (1815m).
La salita continua impegnativa in costa per aggirare un roccione, mentre a nord il panorama si apre sulle cime occidentali del gruppo del Bernina, si entra nella conca del valico e si affrontano gli ultimi facili duecento metri che separano dal culmine.
Il passo è spoglio e privo di edifici; a volte vi staziona un camion-bar come punto di ristoro; vi sorgono due lapidi ed un cippo di pietra presso il quale è possibile vedere un tratto dell'antica mulattiera; il panorama è ampio e molto bello, ma turbato dai numerosi tralicci degli elettrodotti che transitano dal valico per portare nella pianura padana l'energia prodotta dalle centrali valtellinesi.

Sul versante meridionale bergamasco il percorso inizia a Lenna (482m), raggiungibile mediante la strada di fondovalle della Valle Brembana, che collega senza difficoltà altimetriche, ma con un forte volume di traffico, il capoluogo Bergamo (249m) a Sedrina (324m), Zogno (334m), San Pellegrino Terme (358m), San Giovanni Bianco (448m) ed appunto Lenna; recentemente la vecchia sede della ferrovia locale disattivata è stata trasformata in pista ciclabile asfaltata da San Pellegrino Terme a Lenna con un'ottima operazione degna delle amministrazioni locali più evolute.
Dalla ex-stazione ferroviaria di Lenna ci sono inizialmente tre possibilità:
- la prima, consigliata, consiste nel seguire la pista ciclabile attraverso le case di Lenna e, dopo un curvone, attraverso una zona di fitta vegetazione; con una galleria illuminata si raggiunge il piazzale della ex-stazione ferroviaria di Piazza Brembana; svoltando a destra poco dopo si arriva nel centro del paese;
- si attraversa la piazza della stazione e ci si immette sulla vecchia provinciale salendo sensibilmente verso Foppolo; all'incrocio in cima alla rampa si svolta a sinistra e presto si tiene a destra seguendo le indicazioni per il centro di Piazza Brembana (536m) che si attraversa senza difficoltà;
- si segue l'itinerario precedente ma non si svolta per il centro del paese e si prosegue percorrendo una breve galleria e la circonvallazione di Piazza Brembana (536m) che supera lo svincolo con la lunga galleria che consente alle autovetture di evitare Lenna.
Alla fine del paese tutte le varianti confluiscono nella unica strada provinciale che risale il fondovalle alternando tratti in moderata ascesa a falsopiani; dopo aver superato il santuario della Madonna dei Campelli si giunge a Cugno (537m), la frazione più bassa di Olmo al Brembo; vi si lascia a sinistra la strada per Valtorta.
Dopo poche centinaia di metri, nel centro di Olmo al Brembo (556m), si lascia a sinistra la strada per Averara, Santa Brigida, Cusio ed i Piani dell'Avaro (1702m) e si continua in moderata ascesa superando gli incroci per Piazzolo e per Piazzatorre (868m); la salita diventa progressivamente più impegnativa e si arriva a Mezzoldo (880m), l'ultimo paese della vallata, dopo aver affrontato il 1° tornante (818m), in corrispondenza del quale si lascia a destra il ponticello di accesso alla zona degli impianti sportivi, ed il 2° tornante (843m) subito dopo la chiesa di San Giovanni Battista.
Presso la frazione Scaluggio si affronta il 3° tornante (932m) e poco dopo si incontra il 4° tornante (975m); si continua con ripide pendenze nel bosco e si affronta una stretta gola dove la strada si inerpica con una durissima rampa.
Dopo il Ponte Gontagocce si affronta il 5° tornante e si costeggia un piccolo bacino artificiale (1247m) al cui termine si attraversa il Brembo al Ponte dell'Acqua (1251m) e si sbuca in un pianoro dove la salita si interrompe per breve tratto passando di fronte ad un albergo-ristorante con ampio parcheggio (1295m).
Subito dopo in località Riva si lascia a destra la breve deviazione per il rifugio Madonna delle Nevi (1336m) ad un incrocio (1308m) in corrispondenza del 5° tornante dove però sorge il cartello “1° tornante” perché la numerazione dei cartelli parte da questo punto senza considerare i 4 precedenti tornanti affrontati presso Mezzoldo.
Tra i prati di una zona dove stanno sorgendo numerosi insediamenti turistici si affrontano con dure pendenze il 6° tornante (cartello 2°, 1324m), il 7° tornante (cartello 3°, 1334m), in corrispondenza del quale si ignora la diramazione a destra, l'ottavo tornante (cartello 4°, 1388m) dopo le baite di località Castello, il 9° tornante (cartello 5°, 1451m), il 10° tornante (cartello 6°, 1481m) presso alcune baite, l'undicesimo tornante (cartello 7°, 1508m) dopo la località Fraccia, il 12° tornante (cartello 8°, 1542m), il 13° tornante (cartello 9°, 1587m) e dopo un lungo e ripido traversone al limite della vegetazione di alto fusto il 14° tornante (cartello 10°, 1764m) in posizione panoramica sul lato settentrionale del valico denominato Cola di Ancogno Vago (1759m), dove si trova una malga.
Si raggiungono faticosamente il 15° tornante (cartello 11°, 1806m) ed il 16° tornante (cartello 12°, 1828m) dove si lascia a sinistra la breve diramazione asfaltata per la Cà San Marco (1830m), antichissima cantoniera costruita in una conca sotto il valico che ora funge da rifugio; presso il bivio sorge anche il moderno Rifugio Passo di San Marco (1831m).
Si procede con impegnativa pendenza tra i prati fino all'ultimo panoramico tornante (1887m), poi si percorre il tratto conclusivo in costa fino al valico.
In fase di discesa occorre ricordare che il tracciato sul versante bergamasco risulta molto pericoloso perché privo di protezione verso valle.

(Itinerario percorso il 19/09/1987 salendo dal versante valtellinese)



Il tratto di salita più ripido sul versante bergamasco (foto M.C.)

Un tratto di salita vicino al passo sul versante bergamasco(fotoM.C.)

Panorama sulla Val Brembana e la sottostante Cà San Marco (foto M.C.)

Panorama sulla Valtellina (foto M.C.)

Panorama sulla Valtellina e sul gruppo del Bernina (foto M.C.)

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