PASSO DI SAN GIACOMO, 2313m (Verbania-Ticino)



Accesso da Domodossola 55 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Domodossola(272)-Crevoladossola(337)  
A
5,5

65

1,18

Crevoladossola(337)-Crodo(512)   
A

8,8

175

1,99

Crodo(512)-Baceno(655) 
A

4,9

143

2,92

Baceno(655)-Premia(800) 
A

2,5

145

5,80

Premia(800)-Piedilago(718) 
A

1,7

-82

-4,82

Piedilago(718)-San Rocco(755)
A

3,3

37

1,12

San Rocco(755)-Passo(787)
A

1,8

32

1,78

Passo(787)-Rivasco(835)
A

1,6

48

3,00

Rivasco(835)-Chioso(898) 
A

0,7

63

9,00

Chioso(898)-Fondovalle(1220)   
A

4,8

322

6,71

Fondovalle(1220)-Chiesa(1234)
A

1,0

14

1,40

Chiesa(1234)-Ponte(1280) 
A

1,8

46

2,56

Ponte(1280)-Grovella(1360) 
A

1,3

80

6,15

Grovella(1360)-Canza(1418)
A

1,0

58

5,80

Canza(1418)-Sottofrua(1502) 
A

1,4

84

6,00

Sottofrua(1502)-la Frua(1675)
A

1,9

173

9,11

la Frua(1675)-Riale(1740) 
A

1,8

65

3,61

Riale(1740)-bivio Lago Castel(2160)
N A

5,0

420

8,40

bivio Lago Castel(2160)-diga di Toggia(2191) 
N A

0,7

31

4,43

diga di Toggia(2191)-Passo di San Giacomo(2313)
N A

3,5

122

3,48




Il Passo di San Giacomo è situato a 2313 metri di quota sullo spartiacque fra l'italiana valle del Toce, che assume nel suo tratto conclusivo il nome di Val Formazza, e la svizzera Val Bedretto, dove scorre il tratto iniziale del fiume Ticino; la curiosità geografica è che entrambi i fiumi dopo un lungo giro vanno ad immettersi nel Lago Maggiore.
Il valico risulta accessibile sul versante elvetico solo tramite sentieri pedonali, mentre sul lato italiano esiste una strada non asfaltata negli ultimi 9,2 Km, percorribile solamente con biciclette da montagna e veicoli fuoristrada.
La tranquillità rurale della valle, solo sfiorata dai movimenti turistici, la maestosità delle montagne, la natura incontaminata nonostante l'intenso sfruttamento idroelettrico, la pace e l'aria buona di un valico difficilmente accessibile alle autovetture, la mancanza di pericoli nel tratto sterrato, ne fanno una salita da consigliare calorosamente agli appassionati della bicicletta da montagna.
Anche se nel seguito la descrizione del percorso inizia da Domodossola la parte più interessante risulta quella che segue il piano dopo Premia, quando il traffico diventa scarso e la strada assume l'aspetto di vera salita di alta montagna.

Da Domodossola (272m) si procede in piano fino alla rampa che porta a Crevoladossola (337m), dove in corrispondenza di un tornante in pavè si lascia a sinistra la frequentata statale per il Passo del Sempione (2005m); si conitnua in falsopiano su strada tortuosa attraversando Oira (375m) e Pontemaglio, poi si percorre una galleria breve ed in curva, ma illuminata prima di sbucare sulla moderna strada che con una lunga galleria si collega alla superstrada del Sempione; naturalmente è un tracciato che i ciclisti devono accuratamente evitare.
Si procede in leggera ascesa fino a Bagni di Crodo (434m), poi ad un incrocio (482m) si lascia a sinistra la strada provinciale N.73 che raggiunge con ripida salita il centro di Crodo (525m) e si inerpica a Foppiano di Crodo (1217m).
Il tracciato percorre con dure pendenze la circonvallazione di Crodo transitando presso il cimitero (512m); si continua in moderata ascesa fino al bivio per Cravegna e si scende leggermente fino al ponte sulla profonda gola; si entra in forte salita in Baceno (655m), dove si incontrano una fontana appena prima del municipio e la diramazione per Goglio e l'Alpe Devero (1767m) in corrispondenza di un tornante.
Si sale sensibilmente fino a Premia (800m); durante l'attraversamento del paese si comincia a scendere con decisione per 1 Km, poi con minore pendenza si perviene a Piedilago (718m); si continua in falsopiano superando con facilità le ridenti frazioni di Cadarese, San Rocco (755m), Passo (787m) e Rivasco (855m).
A Rivasco si inizia a salire decisamente raggiungendo in breve Chioso (898), ultima frazione di Premia, e Foppiano (939m), prima frazione del comune di Formazza; si affronta la gola delle Casse, stretta e verdissima: dopo aver attraversato il Toce in una zona di cave si affrontano due tornanti, si riattraversa il fiume e si risale con 7 stretti e duri tornanti nel fitto bosco la bastionata che sbarra la valle per sbucare nell'ampia conca di Formazza; in questo tratto è in costruzione una galleria di oltre 2 Km che consentirà di evitare la suggestiva ma difficoltosa gola.
Dopo aver superato le località Fondovalle (1220m), Chiesa (1234m), San Michele (1265m) e Valdo (1274m) si raggiunge senza difficoltà Ponte (1280m), capoluogo del comune di Formazza, dove si incontra una bella fontana sulla sinistra subito dopo la chiesa; all'uscita del paese si incontra una casaforte del 1569, presso la quale si inizia a salire costeggiando la centrale elettrica Giacinto Motta; con forte pendenza si sale a Grovella (1360m) e con due tornanti a Canza (1418m); con altri due tornanti su ottima strada che si snoda nel bosco si arriva a Sottofrua (1502m), dove appare il maestoso salto di 143 metri della cascata del Toce.
Con ripida pendenza si entra in una prima semigalleria paravalanghe, si affronta un tornante ed una seconda semigalleria, si supera un secondo tornante ed un'altra semigalleria e con un tratto roccioso si arriva all'albergo Cascata (1675m); dopo aver attraversato il fiume si percorre il pianoro denominato la Frua (1681m), dove sorgono baite e casolari alpestri.
Dopo un tratto pianeggiante si affronta uno strappo impegnativo seguito da un lungo falsopiano entrando nella splendida conca in cui giace il fiabesco paesino alpestre di Riale (1740m), dominato dalla sua bella chiesa; 240 metri prima del paese ad un incrocio si lascia a sinistra la strada asfaltata per l'artificiale Lago di Morasco (1816m) che continua poi a fondo naturale fino all'Alpe Bettelmatt (2112m) .
Si svolta a destra e subito l'asfalto cede il posto ad un discreto fondo naturale; la strada risale con viva pendenza e 10 tornanti la parete verde di cespugli che chiude a nord-est la conca; solo i tornanti più alti presentano un parapetto di pietra, comunque non vi sono pericoli nè di precipizi nè di pareti scoscese; i primi tornanti sono distanziati mentre dal 6° al 10° sono molto ravvicinati; mentre si sale il panorama diventa sempre più spettacolare sulla conca di Riale, il Lago di Morasco e le alte vette circostanti.
Dopo l'ultimo tornante la strada continua ancora dura per breve tratto, poi diventa facile e raggiunge presso una casa solitaria l'incrocio (2160m) dove si lascia a a destra la diramazione per il Lago Castel (2224m); in piano si raggiungono un ponticello e subito dopo il rifugio Maria Luisa del CAI di Busto Arsizio (2157m), dove inizia una breve ma ripida rampa che conduce alla diga di Toggia (2191m), nome che assume la parte conclusiva della Val Formazza; una valletta laterale prende il nome di valle delle Marmotte e non è raro incontrare questi graziosi animaletti perfino presso il bordo della tranquilla strada.
Si costeggia il bacino quasi in piano e con una modesta salita si raggiunge il solitario valico, dove sorge solo una vecchia casa pericolante; la strada termina presso il confine e pedalando per 300 metri tra i prati si può arrivare alla croce che indica la sommità del passo.
Il panorama è molto bello ed ampio sia verso la Val Bedretto che verso la Val Formazza; l'esposizione del valico lo rende battuto anche in estate da venti freddi, per cui è opportuno provvedere a coprirsi bene; alcuni sentieri consentono di scendere in Svizzera solo ai pedoni.

(Itinerario percorso il 30 giugno 2007)



Gli spettacolari tornanti della strada dopo Riale

Il passo in fondo al Lago di Toggia visto dalla diga

Il cartello al termine della strada

Panorama verso nord alla sommità del passo

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