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Il
mette in comunicazione la Val Grosina e la Val Viola, entrambe
laterali della Valtellina, ed è percorribile solo in
mountain-bike; si tratta di una rotabile aperta dopo l'alluvione
del 1987, seguendo il tracciato di una vecchia mulattiera, per
garantire un collegamento d'emergenza con l'alta valle rimasta
isolata a causa della grande frana di S.Antonio Morignone. Il
tracciato inizia sul versante meridionale a Grosio, nel
fondovalle della Valtellina, e sul versante settentrionale ad
Arnoga, dove la carreggiabile si distacca dalla strada che
collega Bormio a Livigno attraverso il Passo
di Foscagno (2291m) ed il Passo d'Eira (2208m); da Grosio ad
Arnoga per strada di fondovalle ci sono solo 41,2 Km, per cui
risulta possibile compiere l'intero itinerario circolare. A
Grosio (656m) si lascia il tracciato della vecchia statale dello
Stelvio pochi metri a nord della piazza centrale con il monumento
ai caduti seguendo le indicazioni stradali per Ravoledo e la Val
Grosina. Si sale con forte pendenza e si guadagna subito quota
con due tornanti che dominano l'esteso abitato di Grosio; si
raggiungono presto le prime case della vasta frazione di Ravoledo
e si passa in moderata ascesa ai piedi della rupe sopra la quale
sorge la chiesa. Poco dopo si incontra un incrocio dove si
svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Fusino e si lascia
a destra la strada che attraversa il centro del paese ed in 360
metri raggiunge la piazza della chiesa di Ravoledo (864m); in
forte salita si procede attraverso le case della parte alta di
Ravoledo e si esce dall'abitato percorrendo in costa il versante
occidentale della Valtellina. Dopo un tratto facile si
affronta un tornante e si ritorna verso sud con bella vista sulle
montagne valtellinesi ed il Passo del Mortirolo. La salita
ridiventa molto impegnativa e con due tornanti si raggiunge il
piccolo borgo di S.Giacomo (1054m); la strada entra in Val
Grosina e si snoda in costa a grande altezza rispetto al
torrente. In forte salita si raggiunge Calandela (1104m), poi
si alternano tratti di salita moderata e rampe molto impegnative;
con bella vista frontale sul Monte Alpisella (2756m) e sul
roccioso fondovalle si raggiunge la chiesa di Fusino (1203m),
località posta alla confluenza dei due rami della Val
Grosina, il ramo occidentale che volge ad ovest verso il confine
con la Svizzera ed il ramo orientale che in realtà volge a
nord.; si lascia a sinistra la strada per Malghera e la Casera
di Sacco (2008m). Si continua su strada ancora asfaltata
in direzione nord con ripidi strappi alternati a tratti facili;
si lascia a sinistra la strada che scende al Bacino Roasco
(1213m) e si prosegue senza difficoltà alti rispetto al
laghetto artificiale dell'Aem; al termine del lago si scende
dolcemente fino ad un ponte su cui si attraversa il torrente
Roasco. La strada si impenna e sale con due ripidissimi
tornanti poi si snoda fra boschetti alternando tratti molto
ripidi ad altri con pendenza moderata; con una breve leggera
discesa si raggiunge la stretta gola nel cui fondo strepita il
torrente formando delle cascatelle. Si entra nel grande bacino
di Eita, ben riconoscibile in mezzo alla valle con il suo
campanile separato dalla chiesetta; la conca è punteggiata
di baite ed alpeggi e dominata dalle possenti pareti del Sasso di
Conca (3150m); al Ponte del Guer (1545m) si attraversa il Rio
Avedo che proviene dall'omonima valle che volge ad occidente. Si
affrontano una rampa ripidissima e 4 duri tornanti e con un
impegnativo tratto in costa nel bosco si raggiunge Eita (1703m),
dove si trova una fontana; vi sorge la bella chiesa
dell'Immacolata. Si abbandona la strada asfaltata che
raggiunge le altre case di Eita e preocede per l'Alpe
Redasco (2168m) e si imbocca a sinistra una strada non
asfaltata molto ripida che dapprima sale in mezzo ai pascoli e
poi nel bosco diventando più dissestata. Le pendenze
aumentano fino a raggiungere livelli quasi proibitivi; bisogna
essere dei campioni e riuscire a trovare sempre la miglior
traiettoria per non dovere mettere piede a terra; in alcuni punti
bisogna anche essere attenti per l'esposizione del percorso; con
un'ulteriore ripidissima rampa si raggiunge il bivio per il
vicino Rifugio E.Falck (2005m), raggiungibile solo a piedi. Si
prosegue su strada sterrata meno ripida e con fondo discreto che
supera una strettoia dove uno sbarramento forma un laghetto;
sulla sinistra si vede la cappellina della Madonna del Lago. La
pendenza aumenta e si affrontano alcuni strappi molto ripidi
mentre il fondo stradale peggiora; si attraversa la valle
portandosi sopra l'alpeggio Le Crote (2175m); dopo un tornante si
percorre un tratto molto ripido e dissestato ai pied i di una
scoscesa parete. Dopo un tratto facile in un pianoro si
affrontano i ripidi e dissestati tornanti che conducono al
valico, spoglio vallone prativo dominato da imponenti e selvagge
montagne: il Pizzo di Dosdè (3280m) ad ovest e la Cima
de'Piazzi (3439m) ad est, sulle cui pendici si vedono due
minuscoli ghiacciai. Da Bormio (1217m) si segue la strada in
direzione di Livigno fino al borgo di Arnoga (1874m), dove si
abbandona la strada asfaltata che sale al Passo
del Foscagno (2291m) per imboccare una stradina a fondo
naturale; subito si incontra un bivio dove si tiene a sinistra
lasciando a destra la strada alta che conduce al Passo
di Val Viola (2455m). Si segue la strada fino ad un gruppo
di baite dove si attraversa il torrente per risalire ripidamente
alla Baite Paluetta di sopra (2110m); si imbocca quindi la
stretta Val Verva che si risale su accidentata carreggiabile fino
al passo. (Itinerario percorso il 21/09/2003)
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