MONTE PIETRAVECCHIA, 2038m (Imperia-Alpes Maritimes)



Accesso da Molini di Triora 23,2 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Molini di Triora(456)-ponticello(464)

A

1,2

8

0,67

ponticello(464)-bivio Ceppo(1094)

A

8,2

630

7,68

bivio Ceppo(1094)-Colla di Langan(1127)

A

0,8

33

4,12

Colla di Langan(1127)-Colla Belenda(1375)

A

3,7

248

6,70

Colla Belenda(1375)-Colla Melosa(1540)

A

2,9

165

5,69

Colla Melosa(1540)-bivio Pietravecchia(1857)
N A

4,4

317

7,20

bivio Pietravecchia(1857)-Monte Pietravecchia(2038) 
N A

2,0

181

9,05



			


			




Accesso da Pigna 26,8 Km

Stato

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Pigna(240)-Palazzo del Maggiore(610)
A

6,1

370

6,07

Palazzo del Maggiore(610)-Colla di Langan(1127)
A

7,7

517

6,71

Colla di Langan(1127)-Colla Belenda(1375)
A

3,7

248

6,70

Colla Belenda(1375)-Colla Melosa(1540)

A

2,9

165

5,69

Colla Melosa(1540)-bivio Pietravecchia(1857)
N A

4,4

317

7,20

bivio Pietravecchia(1857)-Monte Pietravecchia(2038) 
N A

2,0

181

9,05




Il Monte Pietravecchia (2038m) è una possente montagna che sorge al confine tra Italia e Francia e risulta ripida con rocciosi fianchi a strapiombo su tre lati, mentre sul versante nord digrada dolcemente con boschi, tra i quali si snoda una carreggiabile che raggiunge i resti delle fortificazioni costruite sulla vetta.
L'accesso risulta possibile solo dal versante italiano attraverso l'impegnativa strada asfaltata che conduce alla Colla Melosa, amena località sul crinale tra la Valle Argentina e la Valle del Nervia; da qui la strada prosegue sterrata consentendo di compiere un vasto e spettacolare percorso lungo il crinale; una deviazione consente l'accesso al monte.

DA ARMA DI TAGGIA A MOLINI DI TRIORA ED ALLA COLLA DI LANGAN
Ad Arma di Taggia si abbandona la costa del Mar Ligure e la strada statale N.1 "Aurelia" per percorrere la Valle Argentina; si procede quasi in piano fino a Taggia (39m), poi si passa sotto il viadotto dell'autostrada e si penetra in leggera ascesa nella valle che si restringe; dopo un ponte (68m) la salita diventa sensibile e, attraversato nuovamente il torrente (82m), risulta severa per alcune centinaia di metri; dopo la rampa si supera Castel San Giorgio (132m) e la strada prosegue in falsopiano, supera il ponte (142m) sul torrente Oxentina ed il bivio (155m) per Vignai ed arriva a Badalucco (179m), grosso paese allungato lungo le anse del torrente Argentino.
Poco dopo si incontra un bivio (222m); a sinistra si può seguire il vecchio tracciato, sempre asfaltato, stretto e poco trafficato, con salita molto dolce e costante lungo il torrente.
Prendendo invece a destra lungo la statale si supera l'incrocio (236m) con la provinciale della Colla d'Oggia (1167m) e si sale con sensibile pendenza e sede stradale ampia ed agevole; dopo il bivio (388m) per l'isolato villaggio di Glori si scende dolcemente per un paio di chilometri fino ad Agaggio Inferiore (371m), dove ci si riconnette al vecchio tracciato.
Si continua alternando rampe e tratti di falsopiano fino all'ingresso di Molini di Triora, dove si trova un quadrivio (456m): a destra la strada asfaltata per il Passo della Teglia (1387m), di fronte la strada per Triora e l'alta valle, dove si trova Realdo, a sinistra la strada per la Colla Melosa; presso l'incrocio sorge una fontana, ultima possibilità di approvvigionamento d'acqua.
Dopo aver svoltato a sinistra si scende brevemente per effettuare un tornante (449m), attraversare il torrente (444m) e si procede in falsopiano nello stretto fondovalle per 1,2 Km fino ad un ponticello (464m); la strada si impenna e sale con ripida pendenza ed 8 tornanti attraverso fitti boschi di castagni; alcuni brevissimi falsopiani interrompono ad intervalli irregolari la dura ascesa.
Sul vicino versante opposto della strettissima valle sorge Triora (776m), che si ammira dapprima dal basso, poi dalla stessa altezza ed infine dall'alto.
In corrispondenza del 1° tornante (536m) si trova un sentiero a destra che scende al torrente ed in corrispondenza del 2° tornante (584m) si ignora la diramazione a sinistra per il piccolo borgo di Perallo; dopo il 3° tornante (642m) si raggiunge il 4° tornante (701m) presso l'oratorio di San Giovanni Battista; dopo due tornanti ravvicinati si affronta l'ampio 7° tornante (791m) e si raggiunge l'ottavo tornante (839m).
Dopo aver doppiato uno sperone roccioso si entra nell'ampia conca boscosa che la Valle Argentina forma a monte della strettoia attraversata; lo sguardo può seguire facilmente la traccia della strada che compie un semicerchio intorno alla conca.
Si continua a salire con forti pendenze e bel panorama: a nord svetta il maestoso Monte Saccarello (2200m), vetta più elevata della Liguria e punto di confine con la Francia ed il Piemonte.
Dopo l'incrocio (1094m) con la strada per San Giovanni dei Prati (1240m) ed il Monte Ceppo (1505m) si procede in falsopiano per 800 metri fino alla Colla di Langan (1127m), valico tra la Valle Argentina e la Valle del Nervia; si incontra la strada che sale da Pigna.

DA PIGNA ALLA COLLA DI LANGAN
Da Pigna (240m) si affronta una rampa per uscire dal paese sul ponte di Lago Pico (262m), di fronte alle terme solforose; dopo gli incroci per Castel Vittorio (420m) e Buggio (445m) si inizia a salire con stretti e ripidi tornanti in una boscosa ed incassata valletta.
Dopo il 1° tornante (368m) si affrontano altri 4 tornenti e dopo il "Palazzo del Maggiore", dimora nobiliare oggi adibita a ristorante (610m), si prosegue in costa nella conca terminale della valle del Nervia, dominata ad est dal Monte Ceppo (1627m), con pendenze molto impegnative e tracciato decisamente tortuoso e sempre esposto al sole; si superano le case Allavena (731m).
In un breve tratto di falsopiano si incontra una fontana del 1894, dedicata alla Regina Margherita (1017m), poi si riprende a salire faticosamente tra i prati fino alla Colla di Langan.

DALLA COLLA DI LANGAN AL MONTE PIETRAVECCHIA
Si continua a salire in costa alternando tratti ripidi a qualche falsopiano; il fondo stradale risulta in alcuni tratti molto rovinato e richiede la massima attenzione; dopo un valico innominato (1140m) che si tocca ma non si attraversa la salita diventa poi costantemente ripida ai piedi del Carmo Binelli (1329m) ed alla Colla Binelli (1274m) si lascia a sinistra la carreggiabile che conduce alla diga di Tenarda (1319m), il cui transito è riservato agli automezzi dell'ente gestore della diga.
Dopo un tratto di dura ascesa si affronta un tornante (1359m), detto Curva del Fo, e si raggiunge la Colla Belenda (1375m), dove si passa sul versante del Nervia; si prosegue con pendenza sensibile in mezzo al bosco, si gode un tratto di falsopiano e si riprende a salire con forte pendenza e bella vista sul lago artificiale di Tenarda, di proprietà dell'acquedotto municipale di Sanremo.
Con un ultimo impegnativo strappo si perviene alla Colla Melosa (1540m), valico sul crinale tra due vallette laterali della Valle del Nervia; vi sorge un rifugio-ristorante in mezzo alle pinete; la località presenta un bel panorama sui monti Pietravecchia (2038m) e Toraggio (1973m) ed è meta di molte gite per la sua amenità e le possibilità escursionistiche.
La strada continua non asfaltata con forte pendenza dapprima nel bosco e poi lungo ripide pareti rocciose ed affronta due tornanti (1659m e 1698m); dopo un tratto lungo le dirupate pendici del Monte Pietravecchia ed un altro tornante (1778m) si raggiunge l'incrocio (1857m) dove si imbocca la carreggiabile, interdetta al traffico motorizzato, che conduce fino alla cima del Monte Pietravecchia abbandonando il percorso a destra che conduce alla Cima di Marta (2136m), al Balcone di Marta (2123m) ed alla Colla di Sanson (1707m).
Si supera la Sella d'Agnaira (1869m) e si sale in costa sfiorando senza protezione un profondo burrone fino al Colle delle Vallette (1909m), situato proprio sul confine.
Si prosegue nel bosco su strada spesso coperta di erba e si affrontano alcuni tornanti fino ad una radura con resti di fortificazioni presso la cima del monte; se il tempo è limpido il panorama è spettacolare, ma spesso nei mesi estivi si ha formazione di nuvole basse che avvolgono completamente la cima in una fitta nebbia.

(Itinerario percorso il 16/08/1990)



Il versante orientale del M.Pietravecchia visto dalla Colla Melosa

I tornanti alle pendici del M.Grai salendo dopo Colle Melosa

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