COLLE DEL GRAN SAN BERNARDO, 2473m (Aosta-Vallese)



Accesso da Aosta 34,4 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Aosta(583)-Signayes(724)
3,0

141

4,70

Signayes(724)-Variney(782)

1,5

58

3,87

Variney(782)-Gignod(988) 

3,5

206

5,88

Gignod(988)-Condemine(1136) 

2,4

148

6,17

Condemine(1136)-La Clusaz(1202)

1,9

66

3,47

La Clusaz(1202)-Echevennoz(1233)

1,8

31

1,72

Echevennoz(1233)-Etroubles(1265)  

2,1

32

1,52

Etroubles(1265)-Saint-Oyen(1373) 

1,4

108

7,71

Saint-Oyen(1373)-bivio traforo(1505) 

2,2

132

6,00

bivio traforo(1505)-Saint-Rhémy(1613) 

1,9

108

5,68

Saint-Rhémy(1613)-Fonteinte(2218) 

7,9

605

7,66

Fonteinte(2218)-confine(2449)  

4,4

255

5,79

confine(2449)-Colle del Gran San Bernardo(2473)    

0,4

24

6,00





Accesso da Martigny 46,8 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Martigny(471)-Martigny Croix(499) 

2,5

22

0,88

Martigny Croix(499)-Les Valettes(626) 

4,0

127

3,17

Les Valettes(626)-Bovernier(617) 

2,0

-9

-0,45

Bovernier(617)-Sembrancher(720)  

5,3

103

1,94

Sembrancher(720)-Orsières(879) 

5,8

159

2,74

Orsières(879)-Rive Haute(1223)

5,7

344

6,04

Rive Haute(1223)-Liddes(1346) 

2,3

123

5,35

Liddes(1346)-Bourg-Saint-Pierre(1632) 

5,6

286

5,11

Bourg-Saint-Pierre(1632)-Bourg-Saint-Bernard(1918) 

6,2

286

4,61

Bourg-Saint-Bernard(1918)-Colle del Gran San Bernardo(2473)

6,4

555

8,67




Il Colle del Gran San Bernardo è stato in tutte le epoche, ed è tuttora, uno dei più importanti passaggi delle Alpi, garantendo il collegamento tra l'Italia e l'Europa nord-occidentale; il valico era già frequentato in età preistoriche e fu dotato dai Romani di stazioni di sosta e ristoro; nel medioevo divenne una via fondamentale di traffici mercantili e militari: sia Carlomagno che gli imperatori tedeschi lo utilizzarono per le spedizioni in Italia; nel X° o XI° secolo San Bernardo di Mentone fondò alla sommità del passo il celebre ospizio, ancor oggi attivo, famoso tra l'altro per l'allevamento dei cani da valanga; il passaggio più celebre resta quello di Napoleone nel maggio 1800 con un esercito di 40.000 uomini, equipaggiati con artiglieria e cavalleria, all'inizio della campagna di riconquista dell'Italia culminata nella vittoria di Marengo.
La strada attuale è stata aperta nel 1905 ed in seguito è stata ampliata e rimodernata; negli anni 1958-64 è stato costruito il traforo automobilistico (a pedaggio) a quota 1875-1918 metri che consente il collegamento tra i due versanti in ogni stagione evitando il difficile tratto superiore della strada del valico; questa galleria ed il traforo del Monte Bianco hanno praticamente annullato l'importanza commerciale del passo, oggi destinato soprattutto al traffico turistico.
La strada è interamente asfaltata e risulta larga ed agevole nei tratti inferiori, dove però il traffico risulta molto intenso, mentre si presenta ripida e tortuosa nel tratto più elevato dove le pendenze sono decisamente molto impegnative; è consigliabile evitare il percorso nei giorni feriali quando sono numerosi gli autotreni; nel tratto svizzero la moderna strada federale evita l'attraversamento dei paesi, per cui i ciclisti possono percorrere la vecchia strada attraverso le case col risultato di evitare qualche chilometro di traffico, visitare borghi caratteristici ed approvvigionarsi di acqua alle fontane.
Il valico è l'unico passaggio stradale aperto tra i gruppi del Monte Bianco ad ovest e del Monte Rosa, del Cervino e del Gran Combin ad est; i panorami sono grandiosi e la lunghezza del percorso rende molto variato l'ambiente dalle zone agricole ed abitate delle valli alle aspre montagne rocciose e scintillanti di ghiacciai che coronano il colle.

Sul versante meridionale italiano da Aosta (583m) si comincia a salire con sensibile pendenza e numerose curve tra case e frutteti con bella vista sul capoluogo e le montagne che lo circondano; dopo Signayes (724m) la strada si allarga e sale in un'ampia conca dominata dal Gran Combin (4314m); si supera lo svincolo con la moderna variante in galleria, naturalmente interdetta alle biciclette, che raggiunge direttamente il casello autostradale di Aosta.
Dopo aver oltrepassato Variney (782m) si sale moderatamente su strada abbastanza agevole; dopo un tornante si può scegliere se seguire a destra la vecchia strada meno trafficata e più tortuosa oppure il moderno tracciato che si snoda ampio con un altro tornante ed una breve galleria; i due tracciati si riuniscono a Gignod (988m), poi la valle piega verso nord-ovest e si continua in sensibile salita toccando Condemine (1136m) e La Clusaz (1202m), antico posto di guardia a sbarramento della valle; si procede più agevolmente per Echevennoz (1233m) e quasi in piano per Etroubles, dove la strada si restringe ed assume connotati da vera strada di montagna.
Dopo aver attraversato il torrente su un ponte (1265m) e lasciato sulla destra una fontana sotto una tettoia si sfiora l'abitato con due tornanti (1271m e 1274m) e si affronta un tratto con pendenza fino al 10% per raggiungere Saint-Oyen
(1373m), dove si trova un'altra fontana; si continua con pendenza impegnativa e si percorre la breve galleria artificiale Flassin (105 metri).
Prima di Saint-Rhémy-en-Bosses si abbandona (1505m) la strada che conduce all'imbocco del traforo che sale con grandiosi viadotti all'imbocco della galleria a quota 1875m e si sale moderatamente su strada più stretta ma ancora sufficientemente ampia ed agevole con 2 stretti tornanti (1530m e 1540m); in corrispondenza di un altro tornante (1613m) si lascia a sinistra il paese di Saint-Rhémy Bourg (1616m), ultimo centro abitato della valle ed ultima occasione per fare rifornimento d'acqua ad una fontana.
Dopo il successivo tornante (1625m) ed un tratto di forte salita si percorre l'ultimo tratto di falsopiano fino al ponte (1729m) su cui si attraversa il torrente; si sale ripidamente con un tornanti (1770m) nel bosco sull'altro lato del vallone sottopassando e poi affiancando la superstrada del traforo di cui si vede nitidamente l'imbocco.
Con strada più stretta e difficile si superano il Plan d'Arc (1937m) ed il Pra d'Arc (1992m), si affrontano due tornanti a quota 2004m e 2070m e si percorre un tratto in costa per superare il costone roccioso del Pain de Sucre e raggiungere la cantoniera di Fonteinte (2218m) presso la quale sorge il piccolo Santuario della Madonna della Neve e si trova un bar.
Si continua in forte salita con continue curve ed alcuni tornanti in un ambiente sempre più aspro e grandioso aggirando la testata del vallone del San Bernardo; dopo una breve galleria l'ultimo tratto in costa conduce all'ingresso nella conca del valico: dopo l'albergo Italia, dominato dalla statua di San Bernardo (1905), e la dogana italiana si raggiunge il ponticello che rappresenta il confine italo-svizzero (2449m); superata la dogana svizzera si costeggia il lago del San Bernardo (2447m) e si perviene alla sommità del colle con una rampetta.
Vi sorgono l'Ospizio con la chiesa barocca, il museo storico e la ricca biblioteca ed un più moderno albergo; quando questo è chiuso l'Ospizio fornisce ancora ospitalità ai viandanti.

Sul versante svizzero la strada lascia il fondovalle del Rodano a Martigny -Ville (471m) ed attraversa quasi in piano la cittadina raggiungendo Martigny-Bourg (486m), dove si trovano due belle fontane per fare rifornimento di acqua, e Martigny-Croix (499m), dove ad una rotonda si lascia la strada per il Col de la Forclaz (1527m) e Chamonix.
Si entra nella valle della Drance in moderata ascesa su strada ampia e scorrevole con due corsie per il traffico in salita ed una corsia per il traffico in discesa e si percorrono due brevisime gallerie; il ciclista può scegliere di attraversare in piano e leggera discesa gli abitati di Les Valettes (626m) e Bovernier (617m) sulla vecchia strada abbandonando per un paio di chilometri la trafficata strada federale.
Si continua senza difficoltà nella stretta boscosa gola della Drance attraversando una breve galleria; dopo Sembrancher (720m) e l'incrocio per la Vallèe de Bagnes la strada si restringe e sale impegnativa per breve tratto, poi ridiventa larga (con tre corsie complessive) e moderna in leggera salita con due brevi gallerie; seguendo le indicazioni per le biciclette si può evitare lo stradone imboccando una stradina secondaria con poco traffico e percorrerla per alcuni chilometri.
Ad Orsières (879m) si può scegliere di attraversare il paese con le sue fontane e la bella parrocchiale ricollegandosi più avanti alla strada federale che evita il centro abitato e sale con ampi curvoni; si sale con forte pendenza sopra l'abitato; presso un tornante la strada diventa ad una corsia per ogni senso di marcia e continua molto dura tra i prati; con due ampi tornanti si raggiungono la case di Rive Haute (1223m).
Si continua in sensibile ascesa fino alla pericolosa curva davanti alla chiesetta di St.Laurent, poi si procede in falsopiano fino a Liddes (1346m), dove si aggira il paese.
Dopo un tratto di dura ascesa la salita diventa moderata e la strada corre tra prati e boschi; una lunga galleria è vietata alle biciclette che devono passare all'esterno su una stradina stretta ma asfaltata e tranquilla; si raggiunge senza difficoltà Bourg-Saint-Pierre (1632m); anche qui si può scegliere di attraversare il tranquillo abitato con la sua bella fontana; dopo il paese si aggira un roccione e si raggiunge con una breve rampa la strada federale che continua in sensibile ascesa in una ininterrotta semigalleria paravalanghe; la copertura garantisce una fresca temperatura senza problemi di visibilità e respirazione.
In corrispondenza della diga del Lac des Toules si incontra una breve galleria, poi si continua in moderata pendenza sempre in semigalleria fino all'imbocco del traforo in località Bourg-Saint-Bernard (1918m), dove si esce su strada scoperta risalendo la spoglia conca dove si trovano la stazione di partenza della funivia invernale per Super Saint-Bernard e gli edifici del complesso della dogana e dell'imbocco del traforo.
Con ripida pendenza si imbocca il vallone in direzione sud; presso la costruzione ottagonale del primo sfiatatoio del traforo si affrontano due tornanti per superare una strettoia, poi si risale tortuosamente e faticosamente il vallone attraversando il torrente al Pont Nudry (2190m); all'altezza del secondo sfiatatoio si affrontano i duri tornanti che risalgono la strapiombante parete rocciosa; un breve falsopiano precede l'ultimo tornante (2401m), poi appare il valico che si raggiunge con l'ultima ripida rampa.

(Itinerario percorso il 05/08/1995)



Panorama sul Grand Combin nella prima parte della salita

Il vallone del Gran San Bernardo ed il tracciato della strada

Il tratto finale del versante italiano visto dalla cantoniera di Fonteinte

La sommità del valico con l'ospizio arrivando dall'Italia

Il laghetto e la dogana visti dall'ospizio

Muraglie di neve ad inizio giugno 2018 (foto M.G.)

Il laghetto coperto dalla neve e l'ospizio ad inizio giugno 2018 (foto M.G.)

Premi per tornare all'elenco dei passi o clicca per tornare alla HOME Page